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Report del Consiglio Grande e Generale – Seduta del 22 giugno

Prosegue anche nella seduta odierna il dibattito consiliare al comma 1 bis, sulle prospettive del sistema bancario e finanziario. I lavori si chiudono con le repliche del dibattito in cui sono presentati quattro ordini del giorno: uno della maggioranza, uno di Rete-Mdsi e due di tutta l’opposizione, tra cui quello per le dimissioni dei vertici di Bcsm.

Negli interventi riportati di seguito ci sono i testi di tutti e quattro gli Odg che saranno messi ai voti nella giornata di domani.
Sempre domani, al termine delle repliche, sarà inoltre messa ai voti, come proposto dai consiglieri del Pdcs, la richiesta di procedura d’urgenza del Progetto di legge per l’istituzione di una commissione di inchiesta.

Di seguito un estratto degli interventi della seduta odierna.

Comma 1 bis. a) Riferimento del Segretario per le Finanze ed il Bilancio sulla situazione e sulle prospettive del sistema bancario e successivo dibattito su prospettive del sistema bancario e successivo dibattito (e altro).

Nicola Renzi, segretario di Stato Affari esteri
Non dobbiamo mai dimenticarci cosa è successo nel Paese, nel 2008 ha iniziato un percorso verso la trasparenza che è costato tantissimo in termini non solo economici. Se i presupposti sono stati quelli di ‘coazione’, la nostra popolazione ha reagito in modo convinto sostenendo che quel percorso doveva essere compiuto. Molte forze politiche e sociali, pur nelle resistenze, quel percorso lo hanno voluto affrontare e il quadro economico ha tenuto. Ci sono state persone, aziende e lavoratori che hanno consentito al nostro Paese di superare una crisi difficilissima. Il debito pubblico che abbiamo consolidato, anche se in maniera ridotta rispetto altri Paese, ci consente oggi di guardare a nuove sfide comunque con speranza, convinti che il nostro Paese possa definitivamente uscire da una crisi impegnativa e che ancora si fa sentire. Quel debito si è generato per le problematiche derivate dal sistema bancario e finanziario. Sapevamo che la rinuncia di asset del passato avrebbe portato al ridimensionamento e a nuove linee di sviluppo del settore. Ci ricordiamo i vari rifinanziamenti di Cassa – che io nella passata legislatura ho sostenuto e credo fossero doverosi. E Cassa deve ancora essere sostenuta dallo Stato, fino a diventare fulcro del sistema bancario del Paese- concetto deve essere ribadito. Cosa significa mettere mano oggi alle banche? Dai provvedimenti di vigilanza emerge che il sistema di erogazione del credito ha fortemente condizionato la vita pubblica e politica del Paese. Prima pensavamo che le modalità corruttive potessero passare solo dalle vecchie battaglie di sblocco dei lotti o da assunzioni allegre nella Pa, oggi abbiamo capito che anche il potere di controllo di asset bancari ha dimostrato forti criticità.
Nel corso dell’Aqr si è inserita la vicenda Asset, iniziata con il commissariamento, poi l’amministrazione straordinaria e la liquidazione coatta. Sia chiaro che non sono il Ccr e il congresso di Stato che decidono i provvedimenti di vigilanza. Quei provvedimenti sono stati adottati tutti dalla vigilanza di Bcsm e il Ccr è stato chiamato ad esprimersi solo sulla nomina di commissari non sammarinesi. Crediamo in questa separazione e nella necessità di vigilanza di Bcsm che ha questi poteri? Sono venute proposte per rivedere lo Statuto su Bcsm o Lisf, facciamo un ragionamento su questo, se lo riteniamo opportuno, ma le leggi vigenti si rispettano. Crediamo veramente che la vigilanza attuale faccia provvedimenti non precisi? Non può passare- e qualcuno ha alluso a qualcosa di più- che la vigilanza, in maniera discriminante, decida di agire contro o a tutela di qualcuno. Così rientriamo in quel tunnel, per cui stabilite istituzioni e competenze si possano mettere in discussione a seconda di come agiscano. Non dà fastidio che i provvedimenti siano commentati, ma di fondo ci deve essere una condivisione delle regole.
Qui in Aula è partita poi ridda delle minacce e ringrazio i consiglieri di maggioranza che non si sono fatti spaventare da minacce di risarcimenti milionari o accuse di essere troppo giovani e inesperti. Poi si è adombrato addirittura lo scontro istituzionale, dove sarebbe? Ma la cosa più bella di fronte le difficoltà, il governo ha studiato una soluzione di sistema più tutelante per i correntisti di Asset banca e ha proposto il progetto di trasferirli in Cassa di Risparmio. Può non piacere, ma allora qualcuno dica qual è la soluzione migliore. Chiaramente, per fare un’operazione come questa di sistema, dobbiamo convincere tutti coloro che hanno depositi a San Marino che il nostro sistema ha le possibilità per uscire della crisi in cui versa. Mentre alcune persone girano il paese prospettando la possibilità di portare fuori i propri risparmio. In questo momento è un comportamento deleterio e al limite del tradimento. Mi rivolgo a chi faceva parte della precedente maggioranza, abbiamo sempre parlato della necessità dell’apertura di linee di credito, non è svendere il Paese. Di fronte a posizioni che dicono a prescindere ‘no a debito interno e no a debito estero’ non si può dire nulla, sono incommentabili. Chi dice che basta tagliare ‘qua e là’ non ha letto l’ultimo report dell’Fmi. E’ un investimento strategico che dobbiamo fare per il nostro futuro e per questo dobbiamo far aumentare la credibilità. Stiamo lavorando su residenze elettive nell’assestamento di bilancio, perché un’idea di sviluppo ce l’abbiamo. A chi non sta bene, ci dica invece qual è suo modello di sviluppo e di gestione del sistema bancario e finanziario. L’unica cosa che non può passare è che, lasciando tutto così com’era, sarebbe andato meglio, sarebbe come dire di comportarci così nel 2008 quando invece le scelte le abbiamo fatte. Oggi dobbiamo avere la forza che abbiamo avuto allora.

Gian Carlo Capicchioni, Psd
Devo dire a Renzi che le sue conclusioni le condivido. Ma da queste argomentazioni che lei ha portato, vorrei ricordare l’inizio di questa legislatura, è la sesta sessione consiliare e la sesta volta che parliamo di banche. E facendolo così, stiamo facendo un grossissimmo danno, con le tifoserie e le divisioni su come affrontare la crisi del nostro sistema bancario che è inutile che ce lo nascondiamo ma c’è e non esiste da adesso. E le fughe di capitali non ci sono per i commissariamenti, ma perché anche queste discussioni portano sfiducia nei cittadini che stanno cercando in parte di disinvestire nel loro Paese. Qui dovrebbe venire fuori invece una discussione che dia fiducia ai cittadini. Non sono d’accordo con Celli quando dice che il cambiamento spaventa, viene semplicemente osteggiato quando non si è protagonisti o gestori del cambiamento. Certe parti di partiti politici infatti non vogliono permettere che il cambiamento, se non gestito da loro, avvenga, verrebbe a sminuire il loro potere, la loro influenza e forse il loro patrimonio in certi casi.
San Marino dal 2008 ha fatto una scelta epocale di campo, una scelta culturale . Tutto inizia con l’assemblea di Banca Centrale nel maggio 2016. Fino ad allora era tutto sotto controllo. Ma prima vorrei parlare di come si è giunti all’incarico del presidente, siccome qualcuno ha tirato in ballo la mia persona in qualità di ex segretario alle Finanze e anche un ex collega. La scelta del bando internazionale è stata fatta assieme e anche i criteri del bando. Io non ho mai, mai, fatto qualcosa senza informare il congresso di Stato, il quale ha sempre convenuto su come andare a individuare la persona nella figura del presidente Bcsm. E vorrei capire se il consigliere Lonfernini, allora segretario, dove era in quei momenti. Posso capire il consigliere Bronzetti che fa dichiarazioni solo per risvolti politici. Ma lei Lonfernini c’era.
E’ vero che non sono stati dati i nominati subito, ma se si ricorda, appena dati i 7 nomi finali, il girono dopo erano sulla stampa. La scelta era stata fatta insieme e l’orientamento non era su Grais ma su altri soggetti e seconde lei io avrei contribuito a fare in modo che non avessero più interesse a quel ruolo? Mi meraviglierei di certi professionisti. Lei lo sa bene che ho chiamato tutti i colleghi sulle due persone rimaste..
Torniamo a quell’assemblea di Banca centrale in cui è cambiato qualcosa. Il presidente insediato da poco in maniera diretta ci disse che esisteva un problema importante e che molto probabilmente il Paese si sarebbe dovuto indebitare, allora disse forse al 100% del Pil, di lì le cose iniziano a cambiare. Lei, Valentini ,ha letto un passaggio della relazione consegnata al Ccr da Bcsm con ‘ricapitalizzioni e accolli di banche falliti’, mentre il Fmi parlava di ‘rafforzamenti di Cassa senza escludere nuove ricapitalizzaioni’. Ma non è la stessa cosa? Certo, una è una cosa detta in modo diretto e brutale, l’altra è detta in modo più diplomatico, ma è tale e quale e si sapeva che era così.
Si era quindi determinato un clima di contrasto sulla risoluzione dei problemi bancari, e quindi su Cassa, nonostante l’Odg approvato e la relazione del Fmi, su cui ho relazionato subito in congresso. Non potete dire che non è vero. Su questo si è generata una crisi di governo. Ma anche su altro abbiamo trovato da dire.
Su Asset: dov’erano collegio sindacale e società di revisione? In questo Paese su queste cose non succede mai niente, ma se uno fa il sindaco revisore lo deve fare, se no cambia lavoro. Su commissariamento però vorrei capire se vi era questa estrema necessità e se effettivamente sono fuoriusciuti 60 mln durante il commissariamento o prima. Anche i soci hanno fato uscire i soldi? Lo ha spiegato bene però Gatti ieri, qualche azione superficiale nell’azione di Bcsm potrebbe anche essere che ci sia. Non tifo per nessuno, ma alla luce dei fatti, il commissariamento e l’Lca ci possono stare. Qualche ulteriore critica al governo: non può creare così allarmismo e fare azione terroristica, siamo a giugno e non c’è shoc di liquidità ma si sapeva. Non si possono fare queste cose. Voglio dare un consiglio spassionato ai Segretari: vi consiglio meno Facebook, meno Internet, vi fa male.Meglio un bel bicchiere di Cabernet che fa buon sangue che internet. Non è poi vero che Bcsm fa quello che vuol e nemmeno il governo lo può fare. Ognuno faccia il suo ruolo e tutto andrà meglio.
Chi ha più giudizio l’adoperi.

Enrico Carattoni, Ssd:
Sono state dette una marea di castronerie e cose sbagliate e si è cercato di strumentalizzare in maniera bieca i provvedimenti dell’organo dello Stato. I provvedimenti di Bcsm vengono presi su base dell’autonomia e dico anche che, se c’è qualcuno che ha sbagliato, sicuramente si dovrà provvedere, ma non penso sia questa la sede per poter fare analisi tecniche adeguate. Questa è una sede politica e fino ad oggi ho sentito commenti giudiziari, tecnici ma non politici. Forse perché dopo aver sentito le reazioni di Celli, motivazioni politiche non ci sono. Ci si attacca a cavilli, è stato detto da più parti che non possono essere impugnati provvedimenti cautelari tipo quelli emesse dal giudice Pasini. Dal 2 aprile 2003 è possibile ed è stato confermato anche da una sentenza del Collegio Garante, ma qui ci date dei pazzi perché contestiamo il tribunale.
Rileggendo la sentenza che conferma la possibilità di reclamo davanti al giudice amministrativo, salta all’occhio che nasceva causa quasi uguale, che riguardava la Finproject. Anche in quel caso, il provvedimenti impugnato valutava i gravi danni irreparabili per attività l’economica e l’immagine della Finproject, anche quella volta ci sono state battaglie durissime per fermare un operato di rigore, ci sono state anche crisi di governo. Allora facciamo una cosa, richiamiamo oggi soci e e amministratori della Finprojet e ridiamogli in mano la licenza, perché anche quelli di prima di Bcsm erano dei delinquenti.
Penso manchino argomenti politici perché nel dibattito ho sentito di tutto tranne l’argomento del giorno, l’attacco a C10 da Rete, ed è stato tirato in ballo il grande artefice di tutto, Giuseppe Maria Morganti. Credo che anche l’intervento di Capicchioni abbia fatta chiarezza.

Federico Pedini Amati, Mdsi
Il teorema che la maggioranza sarebbe tutta di buoni e l’opposizione di tutti cattivi è caduto con l’ordinanza e con la lettera di Ignazio Visco, nel momento in cui i tribunale è entrato in una discussione finora politica.
La Relazione di Celli: se è stato commesso un reato, per carità, si persegue chi li ha commessi. Ma questi mutui concessi agli amici degli amici, ai poteri forti, i prestiti senza garanzie, prestiti bullet, sono stati fatti solo da Asset Banca? Certo, mi aspetto mi si dica ‘se ne è a conoscenza riferisca alla magistratura’, poi se invece si va in tribunale a denunciare stipendi più alti di quanto previsti dalla legge si grida allo scandalo.
Noi non vogliamo far cadere il governo, ma non potete chiederci di essere d’accordo con azioni sbagliate.
Visco si accredita non con Banca centrale, ma con Abs. Poi parrebbe che in questi giorni presidente e direttore di Bcsm abbiano incontrato a cena un personaggio esterno a mondo istituzionale, forse Confuorti?
Nel bilancio 2016, Bcsm perde 2 mln e 6oo mila euro, restano un milione e 300 mila euro nel fondo di riserva.
Gli stessi rappresentanti di Banca centrale che dovrebbero perseguire il rilancio del sistema bancario non mi sembra che lo siano nelle loro azioni e che siano oculati nello spendere denari che non sono loro, ma di tutti i sammarinesi. Anche Bcsm deve fare economie. Quindi la sopra-valutazione del Silo Molino forno: abbiamo sottoposto una interpellanza alla Segreteria per chieder chi avesse autorizzato l’operazione di integrazione a Sums-Cassa di risparmio e se presiente e direttore di Bcsm fossero a conoscenza della sopravalutazione. Ma il segretario risponde il falso dicendo che l’operazione era stata avvallata prima del loro insediamento, invece a noi risulta che fossero ampiamente nelle loro funzioni e non potevano non sapere di quella valutazione patrimoniale. Io non sono d’accordo sull’utilizzo dei fondi pensioni e nemmeno dei deposti dei sammarinesi, vogliamo arrivare ad un bail in di tutti i depositi sammarinesi?

Luca Boschi, C10
Politicamente siamo soddisfatti per avere avuto le motivazioni di Asset ma non siamo contenti di saper come era gestita una banca. Giudichiamo gli elementi emersi ampiamente sufficienti a giustificare i provvedimenti presi. Ascoltando i colleghi di minoranza, sembra che le colpe del sistema finanziario siano di chi fa rispettare le norme piuttosto di chi le infrange in maniera sistematica. E mi riferisco anche ai colleghi del movimenti Rete. Non credo ci siano assolutamente collusioni tra Rete e i potentati e non credo neanche all’ipotesi che circola nel paese di un futuro contenitore politico con voi e la Dc. Ma interessi comuni politici sì, ci sono, è per opportunismo politico che state tenendo posizioni incredibili per noi e per i vostri stessi elettori. Per questo al ballottaggio avete tenuto le posizioni che avete avuto. Noi abbiamo fatto scelte diverse, c’è chi ha deciso di massimizzare i risultati elettorali e chi invece cerca di cambiare il Paese. Noi il sistema non vogliamo azzerarlo ma ripulirlo, per rilanciarlo fortemente. Ieri Grazia Zafferani ha fatto accuse molto gravi a C10, uscirei dal comma se proseguissi, ma dico ‘non vi permettere più in alcun modo di abbinare movimento C10 al fascismo’.
Il debito pubblico se si farà e si farà per tutelare i risparmiatori e, dobbiamo dirlo, nessuno perderà un centesimo dei suoi risparmi depositati nelle banche sammarinese e lo dobbiamo ripetere tutti come un karma se vogliamo che i sammarinesi non portino i loro soldi fuori confine. Su debito pubblico ci confronteremo, sicuramente, Pedini, il bail in a San Marino non ci sarà, i risparmi saranno salvaguardati.

Roberto Ciavatta, C10
A Boschi: se le cose che sosteniamo diminuiscono il nostro elettorato, non ci interessano, io le do una certezza, Rete non collaborerà mai con Pdcs, forse i suoi alleati invece torneranno là.
Gli Stati per salvare le banche devono indebitarsi, o chiedere soldi ai cittadini tasse. In Europa nessuno va in galera e chi paga? Chi ha perso il lavoro, i risparmiatori, i banchieri restano sempre in sella. Forse, se ci fosse stato il Memorandum con Bankitalia, ora potremmo anche aprire linee di credito con l’Italia. Da noi c’è grande confusione tra giustizialismo e senso di rivalsa. Il nostro sistema ha problemi patrimoniali, Rete aveva indicato nel programma elettorale di evitare di esporre il sistema a nuove potenziali crisi e sostenevamo, come ora, la creazione di u istituto sistemico dal pubblico, un accorpamento di fondazioni e la possibilità per lo Stato di esporsi con forme di tutela, lasciando le altre banche al mercato. A fianco di tutto questo, il pugno di ferro con chi agiva non nel rispetto delle leggi. Invece l’accorpamenro che state delineando oggi non è quello di una banca pubblica, forse di una banca governativa o di Bcsm, che si espone a un successivo flusso di liquidità.
Capisco chi dice in Asset ci sono stati degli illeciti, quindi la chiudiamo. Ma noi diciamo di non far saltare nessuna banca, i soci possono essere aggrediti, ma la banca deve restare in piedi per evitare sfiducia.
Se io critico il commissariamento di Asset non è perché difendo Asset, è perché lo ritengo dannoso per il paese.
Chi paga ora Asset? Il proprietario unico di Cassa dove viene accorpato, quindi noi, questo i risultato, Io voglio che Ercolani, se ha sbagliato, paghi, invece lui va in Tribunale e lo Stato dovrà mettere i soldi anche per Asset, un istituto privato. Il Direttore Savorelli che dice di far rispettare la legge, lui che non rispetta la legge del tetto degli stipendi. Ma lui è parte del gruppo, è ‘umano’.
Credo che prima o poi le verità verranno fuori sulla nomina di Grais, un presidente che non ha i requisiti, ma anche lui è parte del gruppo, è ‘umano’. La verità sui consiglieri di Ccrss che si aumentano il gettone, anche loro parte del gruppo. Forse tutti gli attacchi li avwtw avuti anche perché alcuni potentati forti si sono sentiti minacciati da voi, ma voi avete sostenuto uno dei poteri, magari quello che vi pareva migliore. Noi invece non ci siamo coalizzati con nessuno, abbiamo scelto di stare all’opposizione perché non vogliamo sostenere e dare credibilità a politici vicini a qualche potentato. Per noi è un sogno ma tutti i potentati devono rispondere al Tribunale.

Roberto Giorgetti, Rf
Il progetto presentato dal segretairo Celli disegna un percorso complessivo, il governo e la coalizione sostengono che il sistema economico non possa prescindere da un sistema finanziario sanato. Le basi del progetto si trovano già nel programma di governo. Da oggi si è consolidata una visione complessiva di cui il sistema bancario è un tassello importante. Nei discorsi, abbiamo ascoltato interventi con effetti ‘giradisco’, saltando i problemi emersi su Asset, o liquidandoli minimizzando. Negli interventi inoltre si sono sentiti livelli di disinformazione e calunnia.
Sul progetto: fino a poco tempo fa si diceva che non c’era un progetto sul sistema finanzario, adesso spunta un nuovo approccio, il progetto è vecchio superato..anche qui occorre fare chiarezza.
Se l’obiettivo è perseguire la decrescita felice o il modello in cui ‘tutte le banche sono cattive’, è un altro discorso. Anche oggi vi è scelta di campo da fare tra chi crede che occorre una riorganizzazione e un riallinamento del sistema e chi vuole invece tutelare i vecchi centri di potere. Caso Finprojec, ci fu anche la commissione inchiesta che scoperchiò intrecci tra affari e politica e da lì nacque il processo Mazzini. Il percorso iniziò lì ma non è oggi concluso. Asset ha presentato legittimamente ricorso contro la procedura di amministrazione straordinaria, accolto da un’ordinanza del giudice che non tiene conto del procediemento di Lca, e non rappresenta la pronuncia definitiva. Lungi da conflitto di potere perché ognuno resta nel suo campo.
Esprimo infine la mia piane solidarietà al segretario Celli per le minacce ricevute.

Alessandro Cardelli, Pdcs
Vorrei dare un consiglio al collega Giorgetti, visto che dall’opposizione si sono sentite solo strumentalizzazioni e calunnie, provi ad ascoltar suo ex collega Tito Masi.
In questo momento serve rilanciare l’economia e il sistema bancario ma notizie come quelle uscite su sole 24 ore non aiutano. Poi si parla anche di commissione di inchiesta perché abbiamo l’impressine che le scelte non siano prese in quest’Aula ma da un0autorità estera, ogni giorno che andiamo avanti i fatti dimostrano che forse i motivi per cui chiediamo la commissione inchiesta sono veri. Non è grave che Grais e Savorelli incontrano Confuorti e non Bossone e Abs? E’ la prima volta nella nostra storia che i sammarinesi hanno paura e portano i soldi nel circondario. Chi ha creato allarmismo in questi ultimi 6 mesi? Il governo ha responsabilità. Celli parla di ancient regime, unica somiglianza è il terrore che avete creato nei sammarinesi. Bisogna iniziare ad abbassare la tensione.
Su Asset: Celli parla di gravi irregolarità, anche noi diciamo di no, chiediamo si vadano ad accertare. Ma credete che il commissariamento sia lo strumento più adatto? Dando per buono quanto riportato, ritenete sia a vantaggio della comunità con quelle modalità? E per la prima volta che ha portato ad un problema sistemico e non lo ha detto l’opposizione, ma un’ordinanza del Tribunale. Perché non ho sentito che il blocco dei pagamenti è stato un grave errore e per quello Grais e Savorelli devono pagare e andare a casa? Le dimissisoni di questi vertici è un atto dovuto perché sono soggetti non più credibili.
Chi pagherà il danno rilevato da un’ordinanza? Non riesco a capire come facciate ancora a sostenere questi vertici. A Carattoni: quando ho detto che è grave l’appello del governo all’ordinanza lo intendo come grave politicamente, se si fa reclamo non si condivide il contenuto dell’ ordinanza, se no la si lascerebbe così. Il problema vero è che ormai i danni ad Asset sono stati fatti. E bisogna dare risposte a correntisti e dipendenti. L’eventuale assorbimento di Asset in Cassa non è mai stato discusso in Aula. Grais e Savorelli sono i responsabili così come il governo che ha continuato a dare loro carta bianca. Presenteremo un Odg che chiede le loro dimissioni come lo chiede tutta l’opposizione per riconoscere che su quella nomina è stato fatto un errore. Dopo un anno il sistema è più in difficoltà di prima. Quello che hanno fatto non è nell’interesse di San Marino.

Giuseppe Maria Morganti, Ssd
La necessità di intervento sul sistema bancario è ora nota a tutti i cittadini. Il segretario Celli ha chiarito fino in fondo la situazione e quali sono gli interventi utili alla trasformazione. I cittadini hanno gli elementi per capire.
Le forze politiche di opposizione hanno cercato di fermare l’azione di governo, incomprensibile però sono le medesime posizioni dei sindacati. Auspico che gli atteggiamenti acritici di chi ha tifato contro gli arbitri di Bcsm possano essere riesaminati nella dimensione della responsabilità e preoccupazione. Riconosco alcuni interventi di minoranza sono andati in questa direzione, dimostrando di mettersi al servizio del Paese. Le forze conservatrici non possono che essere caute. Il Segretario Celli ha detto che siamo di fronte a un grosso cambiamento e che siamo vicini alla rivoluzione del sistema bancario, ha ragione.
Il cambiamento in campo finanziario è iniziato con la nomina della nuova governance di Banca centrale, realizzata con bando internazionale. La nomina è stata letta come un necessario cambio di passo, le autorità internazionali hanno accreditato il nuovo vertice con incontri di altissimo livello. Nell’ottobre 2016, dopo una serie di incontri e scontri, Bcsm ha presentato un progetto di risanimento del sistema basato su 4 punti audit interno, Aqr, sviluppo delle relazioni internazionali, gestione della transizione interna a partire dalla governance istituti vigilati. Era un piano diretto che agiva sulla sostituzione del personali e indicava che la ricapitalizzazione di Carisp non era andata a buon fine a causa della mancanza di un buon piano industriale di rilancio dell’istituto. Da ottobre 2016 siamo a conoscenza del progetto. Alla luce del progetto e alle azioni forti, ne seguirono azioni ancora più forti, determinando la crisi interna alla maggioranza, una netta differenza venuta evidente nelle coalizioni e che ha determinato anche la rottura del Psd. Non era abituata San Marino, né la classe politica, né imprenditoriale ad azioni autonome e indipendenti di Bcsm. Se i cittadini non avessero sostenuto Adesso.sm ci sarebbe stata la restaurazione dei poteri. Quelli che portarono al rifiuto della firma del 2006 con l’Italia che portò a 10 anni di recessione. I cittadini hanno scongiurato questa restaurazione.
La relazione del commissario su Asset non lascia dubbi sulla liceità del provvedimento di Lca, sarà poi il tribunale a decidere e saranno i giuristi confrontarsi sul tema, non spetta noi. La maggioranza ha accolto la richiesta di anticipare il comma per dare gli elementi per giudicare quanto compiuto. Lo Stato sta ponderando attentamente l’iniziativa di Bcsm, anche alla luce ordinanza del Tribunale.
Le ricapitalizzazioni che lo Stato è chiamato a fare nei prossimi mesi sono indispensabili, attraverso le emissioni di debito. Chi aderirà alla proposta di cedere debito a San Marino? Lo sapremo tra breve, nel momento in cui saranno definite le condizioni e le garanzie di rimborso. Non mi scandalizzerei se a finanziare le operazioni fossero in parte singoli cittadini, fondi pensioni, entità sovranazionali..questo perché il rischio dei condizionamenti dei creditori sia ridotto. Concluso questo percorso, tutti i risparmiatori saranno liberi di agire.
Rispetto alle preoccupazioni di ex collega Lonfernini: come avrei potuto organizzare un complotto quando avevo la maggioranza congresso di Stato contro?
Dopo Aqr, la seconda fase del risanamento del sistema vedrà coinvolte le banche in progetti di risanamento, sarà una sfida che metterà in evidenza punti di debolezza e di forza nei nostri istituti bancari perchè punti di forza che ci sono. C’è bisogno di pace sociale, condivisione, onestà intellettuale, del contributo di tutti. L’aggressività emersa dal dibattito denota che non tutta classe politica è pronta, ma in altri interventi è emersa la volontà e la disponibilità, sarà noi coglierla. Ce la possiamo fare.

Repliche.

Simone Celli, segretario di Stato

Esprimo il mio personale apprezzamento per il dibattito concluso, al di à di alcuni eccessi legittimi e comprensibili, ha fatto intravvedere la possibilità di ragionare in termini costruttivi su un tema nevralgico come la riorganizzazione e il rilancio del settore bancario e finanziario. Alcuni saranno spunti tenuti in doverosa considerazione da governo e Segreteria, in quanto il riferimento che ho compiuto a inizio dibattito rappresenta un punto di partenza, il progetto incarna le macro direttrici su cui il sistema bancario dovrà riorganizzarsi.
Nulla di stravagante aver riproposto alcuni contenuti di una relazione precedente. Credo che oggi si possa dire che il governo in ambito finanziario e su alcuni drivers economici ha messo in campo proposte, sarà messo in piedi un confronto. Ci stanno le critiche, ma oggi un progetto c’è e ha caratteristiche su cui si può essere anche in disaccordo ma possono consentire un ragionamento su un nuovo modello di business anche per le imprese che già esistono a San Marino. C’è chi accusato la relazione di una totale trascuratezza del rapporto con l’Italia, riteniamo un progetto economico credibile debba liberarsi dalla visione italocentrica che ha governato fino ad oggi. Meglio un approccio bilaterale anche con altri Stati e multilaterale nei consessi internazionali in cui ol Paese fa parte, come l’Fmi, ma anche senza trascurare il percorso avviato con l’Ue.
Sulla perenne accusa di appiattimento del govenro a Bcsm: noi come autorità politica intendiamo esercitare la nostra funzione, magari recuperando su certi temi anche una maggiore autonomia che in questi anni sono stati lasciati ad altre autorità, ed esercitare il proprio ruolo di indirizzo e di primo attore nelle scelte. Sulla revisione di Bcsm e del suo statuto la disponibilità del governo sarà massima, ma non cercando di delegittimare un’istituzione che deve essere sostenuta, appoggiata e per carità anche criticata, ma non può essere deligittimata. Auspico che i teoremi del complotto, le fotografie e le tante elucubrazioni messe in evidenza nel dibattito siano abbandonate, che ci possa confrontare sulle prospettive e sulla messa in sicurezza del sistema bancario.

Pasquale Valentini, Pdcs

Intervengo in replica come relatore del progetto di legge sulla commissione di inchiesta. Quando il Pdcs ha inteso presentare quel Pdl si basava su un esposto in cui si evidenziavano strane coincidenze che facevano emergere dubbi e riflessioni sulla garanzia di imparzialità necessaria per i vertici dell’istituto centrale. Dopo questo dibattito le esigenze di chiarezza dell’esposto si sono moltiplicate, è venuto a galla quanto importanza ha l’andare fino in fondo. Esigenza di chiarezza su vicenda Asset: abbiamo un’informativa portata in Consiglio sulle irregolarità in Asset e un’ordinanza del tribunale sulle azioni messe in atto da Bcsm. E’ stata tirata fuori l’analogia Finproject, qui è diverso. Non sentite il bisogno di chiedervi perché è accaduto tutto questo? Non si può dire che l’organo di vigilanza possa operare fuori dalla legge. C’è esigenza di chiarezza sul modo di concepire l’autonomia Bcsm. Dove sta scritto poi che se c’è una banca in crisi, questa debba essere inglobata da Cassa di risparmio? Mi piacerebbe capire perché la modalità di tutela dei risparmiatori passa per questo. Ultima riflessione sulla resistenza al cambiamento. C’è una modalità del cambiamento fatta con chiarezza.
La commissione è indispensabile non per trovare il colpevole, ma proprio per l’esigenza di chiarezza.

Marianna Bucci, Rete

Non dite che non facciamo proposte, piuttosto dite che non vi piacciono. Le avete ascoltate e anche bocciate.
Sono tre anni che ci confrontiamo con esperti su strade percorribili alternative al debito.

Teodoro Lonfernini, Pdcs

Credo saremmo stati più credibili in virtù della coerenza. A febbraio dicevate che a giugno non ci sarebbe stata liquidità e ora invece che le ricapitalizzazioni saranno in capo allo Stato. Non create problemi, risolveteli.

Davide Forcellini, Rete

Do lettura dell’Odg di Democrazia in movimento: ‘Il Consiglio Grande e Generale a seguito della “Relazione sulla situazione attuale e sulle prospettive del sistema bancario sammarinese” letta dal Segretario di Stato Simone Celli e successivo dibattito; considerato che ogni sistema bancario si basa sulla fiducia di risparmiatori e correntisti; valutato che con il venir meno della fiducia, il rischio è che i correntisti e i cittadini ritirino i propri denari e li portino altrove; considerato che, se ai problemi patrimoniali esistenti nelle banche, si aggiungesse anche una crisi di liquidità, si pregiudica l’operatività sistemica e questo va evitato; rilevato che i problemi patrimoniali delle banche sono affrontabili con politiche di rientro dilazionabili nel tempo che, se ben gestiti, non creano alcun problema di liquidità; considerato che si deve punire chi ha gestito malamente i soldi dei correntisti, nel contempo evitando di ingenerare inutili tensioni nel paese; rilevato che l’operato della Banca Centrale (BCSM) e del governo, anziché tutelare il sistema lo ha indotto ulteriormente verso un aggravarsi della situazione ed ha trasformato un problema patrimoniale e di mala gestio in un problema di liquidità; impegna il governo a:
Predisporre un progetto di sviluppo del sistema bancario che preveda inizialmente un consolidamento interno, che coinvolga la vicina Italia al fine di recuperare la credibilità perduta e che comunichi immediatamente in modo trasparente, internamente ed esternamente, un progetto completamente noto in tutti i suoi dettagli.
Ricondurre BCSM al rispetto degli indirizzi politici indicati dall’organo esecutivo dal CCR, delle deliberazioni emanate dal Consiglio Grande e Generale (che nomina i membri del Consiglio Direttivo nonché il suo Presidente).
Ricondurre l’autonomia di BCSM alle indicazioni di legge, evitando che possa ergersi come contro-potere per venir ricondotta a un bilanciamento democratico nei da parte del CCR e del Consiglio Grande e Generale.
Evitare il ricorso al debito pubblico, se non come ultima ed estrema ratio, minimizzandone al massimo l’entità ed in ogni caso evitando il ricorso ad un unico finanziatore.
Favorire una gestione interna, sana e prudente degli NPL, rispettosa della sovranità del Paese. Proporre varie soluzioni da confrontare con tutti gli attori economici e sociali, che siano in favore della cittadinanza sammarinese, ed evitino ogni tentativo di manipolazione e speculazione politica ed economica;
Pubblicare i nomi dei primi 30 debitori di ogni istituto bancario, differenziando quelli insolventi da quelli che sono in regolare decorso, per capire chi può avere influenza sulle scelte di BCSM a tutela dei propri debiti, e per recuperare il recuperabile prima che sia troppo tardi.
Attivare la Centrale dei Rischi (CR), i cui dati sono in possesso della BCSM da marzo 2016. La CR è pronta e attivabile fin da subito.
Firmare il Memorandum of Understanding (MoU) con Banca d’Italia (BI). La firma era subordinata all’attivazione, da parte sammarinese, della CR. La decisione dei vertici di BCSM di posticipare l’attivazione della CR ha comportato l’irrigidimento di BI, con grave danno per l’intero paese.
Pretendere da parte di tutti i dipendenti di BCSM, nonché dei collaboratori esterni, il rispetto della legge conseguente al referendum sul tetto degli stipendi.
Prevedere che all’interno del Comitato per il Credito e il Risparmio (CCR), cioè l’organo in cui si confrontano i vertici di BCSM e il governo, partecipino anche membri dell’opposizione in maniera proporzionale, con funzione di controllo dell’operato di BCSM e governo.
Stabilire che all’interno del rinnovato CCR (con controllo delle opposizioni) venga relazionato mensilmente in merito alla separazione tra raccolta interna/esterna di ogni singola banca, per poter avviare politiche consapevoli su criteri oggettivi. Il CCR dovrà annualmente relazionare alla Commissione Permanente Finanze, in seduta segreta, tali dati
Dare seguito alla lettera inviata dalle banche secondo cui l’AQR non è avvenuto con regole e criteri chiari e uguali per tutti gli istituti. Verificare le modalità con cui è stato svolto l’AQR, e mettere in campo eventuali correttivi.
In merito alla verifica della qualità degli attivi delle banche (Asset Quality Review – AQR) stabilire che eventuali ammanchi patrimoniali da essa risultanti vengano affrontati, da BCSM assieme al CCR, prevedendo piani di ristrutturazione pluriennali (ovvero PPR piani programmatici di recepimento), di modo che le banche possano affrontarne gli effetti senza subire nell’immediato traumi inutili e dannosi per l’intero sistema. Concordare con le banche private, in totale trasparenza, eventuali accorpamenti tesi ad affrontare gli esiti dell’AQR.
Valutare progetti riguardanti una moneta complementare interna, collegabile alla SMAC, per aumentare i consumi interni e far ripartire l’economia.
Fare valutazioni su come agevolare il rientro delle somme dei sammarinesi dall’estero (circa 400 mil), dopo aver fatto ripartire un percorso virtuoso in termini di fiducia del sistema.
Fare emergere le responsabilità. Il prezzo dell’imprudenza e della superficialità di alcuni non può ricadere sulla collettività, per questo oltre all’emersione grandi debitori e all’avvio di azioni di responsabilità sui soci e i management inadempienti, prevedere l’ introduzione del reato del traffico di influenze, e una norma per prevenire la corruzione in ambito bancario e privato.
Rivisitare le norme sul credito di imposta inserendo un limite temporale per l’utilizzo del credito, escludendo i contributi previdenziali dalla compensazione, definizione di una modalità di calcolo il cui andamento venga sottoposto a monitoraggio ad ogni bilancio dello Stato, con informativa periodica da parte di BCSM alla commissione finanze

Massimo Andrea Ugolini, Pdcs

Prendo atto della disponibilità al confronto e della condivisione su progetto, meglio tardi che mai.

Alessandro Cardelli, Pdcs

Chiediamo che dopo le repliche si possa votare la procedura d’urgenza per la legge su commissione di inchiesta. La maggioranza minimizza tutte le gravi cose che sono venute fuori e su cui chiediamo chiarezza, sono più le ombre delle luci. Do lettura dell’Odg presentato e firmato da tutte le forze politiche di opposizione su dimissioni dei vertici di Bcsm.
‘Considerato che Banca Centrale come da Statuto (art.3 comma a) dovrebbe esercitare i propri poteri al fine di “promuovere la stabilità del sistema finanziario e tutelare il risparmio, a cui la Repubblica riconosce un rilevante valore sociale, attraverso la vigilanza sulle attività creditizie, finanziarie e assicurative svolte dagli intermediari autorizzati”
Valutata la Legge 165/2005 testo consolidato ed in particolare gli articoli:
a)articolo78 comma 2 : “La direzione della procedura di amministrazione straordinaria spetta all’autorità di vigilanza”
b) articolo 80 comma 1: “I Commissari svolgono le loro funzioni per accertare la situazione aziendale, rimuovono le irregolarità e promuovono le soluzioni utili nell’interesse dei clienti. I commissari, nell’esercizio delle loro funzioni, sono pubblici ufficiali”
c) articolo 80 comma 4: “L’autorità di vigilanza può ordinare agli organi preposti all’amministrazione straordinaria particolari cautele e limitazioni nella gestione del soggetto autorizzato.”
Preso atto della crisi di fiducia che si è abbattuta con diversi profili di responsabilità sul sistema bancario e finanziario.
Considerato il preoccupante peggioramento dell’andamento dei dati relativi alla liquidità del settore a partire da gennaio di quest’anno.
Preso atto della recente ordinanza del tribunale amministrativo, ricorso n. 37/2017, ed in particolare del seguente passaggio:
“A quanto risulta, le misure volte alla risoluzione della crisi di Asset non sono state adottate e anzi l’intervento di BCSM con il blocco dei pagamenti è intervenuto solo dopo che dalla stessa erano fuoriusciti 60 milioni di euro. (…) In tale contesto è evidente che il danno paventato dai ricorrenti non è ipotetico, ma reale e concreto e vieppiù inemendabile e radica l’opportunità di concedere la misura di cautela richiesta. E, peraltro, è un danno che non riguarda solo azionisti e consiglieri ma, attese le modalità dell’operato e i vizi riscontrati, seppure con indagine necessariamente sommaria, esso è passibile di ridondare sull’intero sistema economico-finanziario sammarinese e sull’interesse pubblico generale che l’operato di BCSM deve perseguire.”
Rilevando altresì la gravità dello sviamento del potere, segnalato nell’ordinanza quale l’avvio dell’Amministrazione Straordinaria permessa dalla legge alla Vigilanza di BCSM per risanare o rimuovere eventuali anomalie dei soggetti vigilati e che, invece, è stata utilizzata per giungere alla liquidazione coatta ed alla successiva cessione di rapporti giuridici di Asset Banca;
Evidenziando gravi difformità rispetto agli obblighi statutari posti in essere dalla attuale governance di BCSM;
Valutando come gravissime e dannose le ripercussioni ridondate sul sistema al cui equilibrio Banca Centrale è preposta;
Il Consiglio Grande e Generale dà mandato al governo
a) di intraprendere le azioni necessarie affinché vengano immediatamente rimossi e sostituiti il Presidente ed il Direttore Generale di Banca Centrale, in qualità di presidente del coordinamento di vigilanza della stessa, per i succitati motivi;
b) di avviare un confronto con le forze politiche di opposizione per trovare le soluzioni migliori al fine di addivenire ad una nuova nomina condivisa di tali vertici’.

Marica Montemaggi, C10

Do lettura all’Odg di maggioranza per dare un messaggio a tutta l’Aula. ‘Il Consiglio Grande e Generale sentito il riferimento del Segretario di Stato per le Finanze ed il Bilancio, Approva la relazione del Congresso di Stato che delinea un progetto organico e articolato, per il consolidamento e rilancio del sistema bancario e finanziario della Repubblica di San Marino; Condivide la necessità di implementare il percorso complessivo di rilancio del nostro sistema economico, nella direzione di uno sviluppo sostenibile, con una visione organica che veda il comparto bancario-finanziario ricoprire un ruolo importante; Prende atto con preoccupazione delle numerose criticità emerse nel corso del riferimento dell’Esecutivo, a fronte delle gravi e perduranti anomalie nella gestione di un soggetto autorizzato, con potenziali gravi ripercussioni sull’intero sistema finanziario sammarinese; Deplora il clima di intimidazione che è stato diffuso artatamente nel Paese relativamente all’azione dell’Organo di Vigilanza di Bcsm, dell’Esecutivo e del Consiglio Grande e Generale; Invita il Congresso di Stato a porre in essere tutte le azioni utili al fine di accertare i responsabili delle mala gestio, nonché di tutelare il grave danno cagionato allo Stato, mettendo a rischio i risparmiatori, attraverso azioni di responsabilità nei confronti dei soggetti che hanno causato i dissesti citati; Auspica che si consolidi la scelta di un soggetto a partecipazione pubblica, che sia in grado di rappresentare un propulsore per il sistema bancario e finanziario, e che allo stesso tempo sia in grado di gestirne le criticità. Valutati inoltre le criticità ed i punti di forza dell’intero sistema bancario e finanziario, così come rappresentati nel riferimento del Segretario di Stato per le Finanze ed il Bilancio, IMPEGNA il Congresso di Stato a:
avviare il confronto con tutti i rappresentanti della politica e con le forze sociali, di concerto con Bcsm e gli operatori del settore, per definire una road map operativa che individui tempistiche, ambiti di intervento e modalità per il perseguimento delle linee direttrici contenute nella relazione citata in premessa, tesa alla stabilizzazione e al rilancio del sistema bancario, individuando per il reperimento delle risorse necessarie una soluzione composita e diversificata, che privilegi l’utilizzo di risorse interne, con l’obiettivo finale di tutelare tutti i risparmiatori che hanno avuto fiducia nel sistema.
porre in essere un programma improntato ad una gestione efficiente dei crediti deteriorati, che garantisca meccanismi dilazionati nel tempo ed in grado di essere il più remunerativa possibile per il sistema sammarinese.
avviare un confronto con le forze politiche in merito ad una riorganizzazione interna di Bcsm che punti a garantire il miglior funzionamento della vigilanza, nonché impostare un percorso di riforma dello Statuto di Bcsm e della Lisf, capace di identificare le modalità più corrette per garantire il giusto equilibrio fra autonomia tecnica, motivazioni e ricadute delle scelte.

Dalibor Riccardi, Psd

Su commissione di inchiesta richiesta da Pdcs: quando Valentini parla di esigenza di chiarezza e rapporti con soggetti grandi debitori del nostro settore bancario, credo sia doveroso dare sostegno a questa presa di posizione del Pdcs e mi auguro il Consiglio possa accogliere richiesta.

Gian Carlo Venturini, Pdcs

Rispondo alla critica che l’opposizione non fa proposte. Noi abbiamo presentato una proposta sulla gestione Npl, così come Abs ne ha presentata una sua, proposta che non è stata presa in considerazione da nessuno. Non c’è nessun sordo che non vuole sentire.

Alessandro Mancini, Ps

L’invito alla collaborazione il Ps lo accetta, ma collaborare significa condividere informazioni e vi ricordo che opposizioni sono tre mesi che chiede posto nel Cda di Cassa di Risparmio. Non ho sentito nessuno della maggioranza chiedere scusa per non aver rispettato l’Odg sulle dimissioni Romito. La richiesta Commissione di inchiesta era attuale due mesi fa e oggi lo è ancora di più. La voteremo.

Marco Gatti, Pdcs

Le irregolarità evidenziate da relazione su Asset non sono elementi per chiudere una banca. Se le coperture del 65% dei crediti concessi dalle banche sono tutte uguali, qual è la banca che rimane in piedi a San Marino e in Italia e in Europa? Nessuna. Può essere un criterio applicato? E’ come a scuola, se un professore rimanda tutti gli studenti la responsabilità è solo la loro o del professore? Ragioniamoci. Vi invito a leggere la relazione quando dice che lnon ha valore di revisione e che i criteri sono rigidi perché manca una centrale rischi a San Marino, la sua istituzione è urgente.

Iro Belluzzi, Psd

Rivolgo la richiesta di fermare le bocce e confrontarsi, di non andare avanti con il ‘pacco’ di Bcsm su San Marino. Ci sono troppi elementi che non funzionano.

Francesco Mussoni, Pdcs

Sono evidenti le grandi anomali del commissariamento e della Lca e l’imbarazzo del governo che non può delegittimare Bcsm e d’altra parte, deve pensare – giustamente- al futuro del sistema bancario. Per la prima volta ci sono linee di prospettiva e su queste credo dovremo lavorare e confrontarci. Al tempo stesso non possiamo solo parlare. La politica deve da domani interrogarsi. Un invito lo faccio anche alla maggioranza. La commissione di inchiesta che proponiamo non è provocazione, ci sono elementi da approfondire in contesto istituzionale, troviamo il modo di non aver paura di approfondire certi aspetti.

Marco Podeschi, segretario di Stato

Non c’è nessun imbarazzo da parte del governo nell’affrontare Bcsm. Vi ricordo poi che consulenze non le decide il presidente ma il consiglio direttivo di Bcsm. Non veniteci a fare la predica sulla responsabilità quando siete voi a ingenerare il panico nel Paese.

Matteo Ciacci, C10

Nell’Odg della maggioranza l’obiettivo è rendere operativi i contenuti e gli indirizzi politici della relazione letta dal segretario alle Finanze e poi si propone di avviare un confronto con tutti i rappresentanti politici e istituzionali sulla modifica dello Statuto di Bcsm e la road map operativa, rispetto ricapitalizzazione e rifinanziamento del sistema. Lavoriamo affinché si trovi soluzioni comunque diversificate e si usi debito pubblico solo come estrema ratio.

Roberto Ciavatta, Rete

Il nostro Odg è di tre pagine e contiene proposte proprio per evitare debito estero. Nell’Odg di maggioranza si propone tavolo per discutere quando fare le linee direttive di Celli, fatevelo voi il tavolo. Se si vuole evitare debito estero si devono trovar strategie. Su commisisoen di inchiesta sono completamente d’accordo.

(…)

Gloria Giardi, Rete

Do lettura a un secondo Odg di tutta l’opposizione. ‘Il Consiglio Grande e Generale
Sentito il riferimento del Segretario di Stato per le Finanze e il Bilancio sulla situazione del sistema bancario e sulla proposta, dallo stesso ribadita, di affidare alla Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino il compito di assorbire Asset Banca;
considerato che i provvedimenti di commissariamento di Asset sono stati e sono oggetto di valutazione da parte del Tribunale a seguito del ricorso formulato dagli azionisti e dai membri del cda di Asset Banca;
considerato altresì, che CARISP si trova in una fase di passaggio in cui il nuovo cda dovrà entrare nel pieno delle sue funzioni con il completamento delle nomine, l’approvazione del bilancio e la formulazione di un nuovo piano di ristrutturazione;
tenuto conto inoltre che le decisioni riguardanti Cassa di Risparmio avranno necessità di una definizione rispettosa del ruolo della SUMS e della Fondazione di Cassa di Risparmio;
impegna il Congresso di Stato
1. a sospendere, almeno temporaneamente, il progetto manifestato al fine di poterlo esaminare con maggior ponderazione, attendendo che le vicende di Asset e CARISP trovino una loro più completa definizione;
2. a individuare le modalità per la tutela dei correntisti e dei risparmiatori in conformità con i percorsi che il Consiglio Grande e Generale vorrà imprimere al sistema bancario, compresa una adeguata valutazione dei risultati e criteri dell’AQR e della Centrale dei Rischi, in sintonia con le prospettive di sviluppo economico generale che si dovranno ricercare nella condivisione oltre che fra tutte le forze politiche, anche con le forze economiche e sociali del Paese.

23 giugno 2017

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