A Bologna il derby di rugby si gioca in carcere

rugby2BOLOGNA- Anche in carcere si gioca a rugby. E adesso arriva anche il primo derby. Infatti, con il primo trofeo Illumia si sfideranno per la prima volta le due squadre del penitenziario, “Baldanzoni Bologna” e “Giallo Dozza Bologna”, entrambe ‘figlie’ dello storico “Bologna Rugby 1928” a cui sono legate. Sarà una partita unica e “una vera sfida”, assicurano gli organizzatori, dato che le squadre giocano in campionati diversi e quindi non si sono mai affrontate. Infatti i “Baldanzoni” militano nel campionato nazionale Uisp e quest’anno hanno sfiorato le finali nazionali, mentre i “Giallo Dozza” giocano nella C2 della Federazione italiana rugby e i giocatori provengono da penitenziari di tutta l’Emilia-Romagna. La partita organizzata da Illumia, che fa anche da sponsor per i “Giallo Dozza”, si terrà dopodomani, sabato 25 giugno, al campo della Casa Circondariale di Bologna.

Praticare il rugby ha una grandissima importanza educativa all’interno del carcere, come spiega Stefano Cavallini, patron della squadra “Giallo Dozza”. Nel Rugby “il cartellino giallo equivale a restare fuori dal gioco per 10 minuti. I tuoi compagni non possono contare su di te. Rimani solo sulla panchina dei puniti, mentre gli altri continuano una partita che fino a poco prima era anche la tua. Il tuo errore lo pagano tutti perché solo assieme si può arrivare in meta. Ma non finisce qui. Dopo 10 minuti di rammarico e riflessione torni al gioco, hai imparato dai tuoi errori perché devi rispettare valori e regole che segnano il limite e rendono prezioso quello che si fa con gli altri”.

rugbyCavallini paragona la detenzione a un terribile cartellino giallo: “Chi sa riflettere su se stesso potrà tornare in campo, qualunque esso sia. Tramite il rugby, si prova ad insegnare questo: il rispetto per se stessi passa attraverso il rispetto per gli altri”. Questo è quindi il senso del rugby in carcere quindi. Viene chiesto ai detenuti-atleti un impegno assoluto perché la disciplina possa essere un aiuto ed sia possibile migliorare anche solo poco alla volta. Dopo la partita ci sarà il tradizionale terzo tempo, un ritrovo fuori campo tra le due squadre appena scontratesi, per rendere completo il contatto che si vuole costruire tra i due team.

23 Giugno 2016
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