Energia, Calenda: "Decreto rinnovabili da 400 milioni l'anno, 9 miliardi in 20 anni" - DIRE.it

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Energia, Calenda: “Decreto rinnovabili da 400 milioni l’anno, 9 miliardi in 20 anni”

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ROMA – 400 milioni l’anno, 9 miliardi in 20 anni. Tanto ‘pesa’ il decreto interministeriale firmato oggi per le rinnovabili non fotovoltaiche. Lo dice Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, in conferenza stampa a palazzo Chigi sul piano rinnovabili del governo.

Rispetto alla distribuzione degli incentivi, Calenda ne dà una sommaria suddivisione. “Il 50% lavora su quelle fonti che hanno risultati molto positivi immediatamente, che sono quasi in equilibrio, ad esempio l’eolico– elenca- il 25% sarà invece diretto su tecnologie di frontiera come il termodinamico, del quale abbiamo la tecnologia avanzata ma non un posto dove sia stata implementata in Italia”. L’ultimo 25% “va al grande tema dell’economia circolare, quindi biomasse e parti di scarto”.

Quelli disposti dal decreto presentato oggi sono “incentivi molto diversi dal passato”, con una “neutralità tecnologica”, per i quali “resta un livello uniforme e non c’e’ un aggravio” e riservati “alle fonti più efficienti” e non necessariamente “frontiera tecnologica”, aggiunge Carlo Calenda. Questa era anche “l’ultima occasione per fare un ragionamento industriale“, sottolinea Calenda, mentre “in passato la questione è stata solo finanziaria”.

Ed ecco il dettaglio della spesa relativa al decreto rinnovabili non FV fornito dal ministero dello Sviluppo economico (impegni relativi a un anno). Eolico on-shore: 85 milioni per 860 MegaWatt installati. “Si tratta di un settore a basso costo incentivo, che ha dimostrato di poter sviluppare un’ampia concorrenza sulle procedure di accesso- dicono dal Mise- gli investimenti promossi hanno elevate ricadute sulla supply chain nazionale di impianti e componentistica”. Eolico off-shore: 10 milioni per 30 MW installati. “La previsione consente di recuperare investimenti già avviati nel settore e sperimentare il regime di aiuto su una tecnologia non diffusa in Italia”.

Idroelettrico: 61 milioni per 80 MW installati. “Come per l’eolico, si tratta di una tecnologia a costo di incentivazione relativamente basso, con un buon potenziale di crescita soprattutto di piccoli impianti, e buone ricadute sulla filiera nazionale”. Geotermico: 37 milioni per 50 MW installati. “E’ un settore in cui l’Italia vanta una indubbia leadership internazionale. Oltre alla geotermia tradizionale, il decreto indirizza il sostegno in modo prioritario verso tecnologie innovative a basso impatto ambientale”

Biomasse: 105 milioni per 90 MW installati. “La valorizzazione energetica di scarti e residui rappresenta un’importante modalità di integrazione tra agricoltura ed energia e di promozione dell’economia circolare, con positive ricadute sull’economia territoriale”. Rifiuti: 10 milioni per 50 MegaWatt installati. “Si offre uno strumento per la chiusura del ciclo rifiuti, nel rispetto della gerarchia europea di priorità di trattamento”, spiegano dal nministero. Solare termodinamico: 98 milioni 120 MW installati. “Si introduce la possibilità di dimostrare tecnologie innovative, su cui il nostro Paese ha sviluppato importanti brevetti, con forti potenziali di sviluppo su mercati esteri” Rifacimenti: 29 milioni per 90 MW installti di aumento. “Obiettivo è il mantenimento in efficienza della potenza (eolica e idrica, soprattutto) esistente, a costi contenuti e con un miglioramento dell’efficienza impiantistica e senza nuovi impatti ambientali”, concludono dal Mise.

23 giugno 2016
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