Europa

Migration Compact, Giro: “La Ue sia coraggiosa”

ROMA – L’Italia ha presentato il progetto dei Corridoi umanitari alle Nazioni Unite, un piano tutto italiano frutto della sinergia tra istituzioni e Comunita’ di Sant’Egidio, Chiese evangeliche e Tavola valdese, per far arrivare gli immigrati in aereo in piena sicurezza, e gia’ provvisti dei relativi documenti. A parlare al Palazzo di vetro ieri Mario Giro, viceministro degli Affari esteri con delega alla Cooperazione internazionale.

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La risposta della sala – gremita di rappresentati sia dei Paesi che potrebbero adottare questa soluzione, sia rappresentanti di Paesi di transito che subiscono le crisi migratorie – e’ stata molto “positiva“, come spiega Mario Giro, interpellato dall’agenzia DIRE. E aggiunge “molto interessante anche il fatto di aver riconosciuto all’Italia, sulla gestione dei migranti, una ‘leadership globale’, e non solo attraverso il piano dei corridoi ma anche con la proposta del Migration Compact“.

Su quest’ultimo punto il viceministro si dice preoccupato: “ho gia’ espresso i miei timori per un suo depotenziamento in sede europea: se non c’e’ un vero patto euro-africano che metta insieme e sullo stesso livello di attenzione investimenti, migrazioni e sicurezza, si ritorna sulle vecchie strade gia’ battute”. Perche’ le istituzioni europee a suo avviso starebbero ‘depotenziando’ la proposta del Migration? “Perche’ gli europei- la replica del viceministro- vogliono che i governi africani soddisfino subito le loro esigenze in termini migratori, rispolverando il vecchio sistema di chiedere di trattenere i rifugiati nei loro territori senza dare nulla in cambio, e quindi si rimanda a ottobre la questione degli investimenti. E invece- sottolinea- le risorse finanziarie devono essere contestuali, dato che con l’estate – e quindi il tempo migliore – le partenze in mare aumentano. Il governo- aggiunge- sta facendo il possibile affinche’ passi il modello di Compact che abbiamo proposto. Ma chiediamo una Commissione europea piu’ coraggiosa, che faccia molto di piu'”.

L’Europa ha siglato un accordo per la gestione dei flussi migratori con la Turchia. Ma in quel paese e’ in atto una deriva autoritaria: domenica scorsa la polizia ha ucciso otto migranti – tra cui quattro bambini – che tentavano di superare illegalmente il confine, mentre due giorni fa le autorita’ hanno disposto l’arresto di alcuni giornalisti accusati di “terrorismo” per aver criticato il governo. Cosa si puo’ fare per fermare questa deriva? “Riavviare i negoziati dei capitoli sui diritti umani del Trattato di annessione della Turchia nell’Ue” risponde il viceministro Giro, che prosegue: “se non lo facciamo, non possiamo ottenere nessun risultato, ne’ lamentarcene dopo”. D’altronde per il vicecapo della Farnesina la Turchia “e’ un paese importante, un grande partner di cui si deve tenere conto. Bisogna che gli Stati membri decidano se proseguire o no sulla strada dell’annessione e dare quindi una risposta univoca ad Ankara“. Su questo, il governo italiano ha gia’ deciso: “noi vogliamo negoziare. Tenendo comunque presente- sottolinea Mario Giro in conclusione- che per entrare nell’Unione bisogna avere una condivisione di valori”.

23 giugno 2016
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