Il lavoro in DIREtta, le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura

Piacenza: accordo Comune-sindacati, resta Irpef progressiva, nessun taglio a spesa sociale – Cgil, Cisl e Uil di Piacenza giudicano positivamente l’accordo raggiunto col Comune di Piacenza nei giorni scorsi. “Abbiamo dato collettivamente, a livello territoriale, una risposta concreta che va in controtendenza rispetto a chi vorrebbe la contrattazione con le parti sociali sempre più marginale nelle scelte strategiche”, commentano Gianluca Zilocchi (Cgil), Marina Molinari (Cisl) e Francesco Bighi (Uil), insieme ai segretari dei pensionati. “Dopo diversi anni c’è un passo in avanti nelle relazioni sociali, con l’apertura di tavoli di confronto che giudichiamo positivamente. Con questa contrattazione siamo riusciti ad ottenere risultati importanti, a partire dal mantenimento della progressività dell’Irpef, evitando aumenti che avrebbero penalizzato le fasce più deboli della popolazione”. Proseguono: “Non si è tagliato sulla spesa sociale e anche laddove c’erano state volontà di aumentare la quota di convenzioni con i privati alla fine si è riuscito a mantenere in seno al pubblico determinati servizi. Inoltre, non ci sono stati aumenti di tasse se non un’inevitabile ritocco dell’Imu per i comodati gratuiti”. Viene giudicato “molto positivo” dai confederali il ripristino del fondo anticrisi finanziato per 100mila euro e un “percorso condiviso per monitorare l’applicazione del nuovo Isee per valutare insieme effetti ed eventualmente rivedere le tariffe”. Anche sul fronte della lotta all’evasione fiscale si sono fatti passi in avanti. “Al comune potrebbero arrivare nuove risorse: abbiamo previsto un’eventuale acquisizione di personale da altri enti coinvolti nel percorso di riordino istituzionale, che saranno dedicato alla lotta all’evasione”.

 

Romania: Fillea e Inca aprono sportello lavoratori – I lavoratori rumeni interessati a lavorare in Italia nel settore delle costruzioni potranno avere, prima della partenza, tutte le informazioni utili sui diritti, le tutele, le protezioni sociali di cui potranno godere una volta arrivati in Italia. Lo faranno rivolgendosi allo sportello Inca – Fillea, che oggi viene inaugurato a Bucarest alla presenza del segretario generale degli edili Cgil Walter Schiavella, del presidente dell’Inca Cgil Morena Piccinini e di rappresentanti dell’Ambasciata d’Italia a Bucarest, del Ministero del Lavoro, del Ministero degli Affari Esteri, delle istituzioni che si occupano della previdenza e sicurezza sociale e delle organizzazioni sindacali rumene. “Considerando il nuovo contesto migratorio, si è avvertita sempre più l’esigenza di allargare la rete di sostegno del patronato Inca Cgil a paesi generatori di forti flussi migratori, come la Romania” spiega l’Inca Cgil “i cittadini rumeni rappresentano, con un numero approssimativo di 1 milione, la più grande comunità di immigrati in Italia. Il nostro obiettivo è facilitare l’accesso alle prestazioni previdenziali e assistenziali e agevolare il riconoscimento dei diritti sociali maturati dai cittadini rumeni in Italia e dai cittadini italiani in Romania, offrire informazioni, assistenza e tutela per una migrazione consapevole, contribuendo a migliorare la cooperazione in materia di protezione sociale tra Italia e Romania”.

 

Call center K4up (Tn), sindacati: azienda inadempiente – Vertenza call center K4up: i sindacati denunciano il ritardo nel pagamento delle spettanze di febbraio 2015, per di più regolate solo a una parte dei lavoratori. “Abbiamo sottoscritto su mandato dei lavoratori- dicono Filcams, Fisascat e Uiltusc di Terni- un accordo che prevedeva, il pagamento delle spettanze di gennaio 2015, delle tredicesime e dei conguagli Irpef, e delle spettanze di febbraio 2015, oltre al reciproco riconoscimento dell’obiettivo di stabilizzare i lavoratori per mezzo di quanto previsto dalla normativa vigente e di un sistema che avrebbe portato al riconoscimento della dis.coll (la disoccupazione per i dipendenti parasubordinati)”. Nell’accordo le organizzazioni sindacali hanno ottenuto la rinuncia da parte dell’azienda alla facoltà di interrompere o non rinnovare i contratti in essere per scarsa resa; un elemento migliorativo rispetto a quanto previsto dallo stesso contratto nazionale”. L’azienda, continuano ai sindacati, “ha rispettato la prima parte di tale accordo (spettanze di gennaio 2015, tredicesime e conguagli) e la parte relativa alla rinuncia alla facoltà di interrompere o non rinnovare i contratti per scarsa resa, per poi procedere unilateralmente al saldo delle spettanze di febbraio 2015 con ritardo e ad una sola parte di lavoratori e lavoratrici”. Per questo i sindacati hanno chiesto un’audizione presso la terza commissione consiliare permanente del Comune di Terni e si “apprestano, inoltre, a rinnovare e sollecitare la convocazione del tavolo presso la Direzione territoriale del lavoro di Terni; incontro già richiesto e successivamente saltato per indisponibilità dell’azienda nella data di convocazione”.

 

Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara: alla Flai 50% delegati – Il 12 giugno si sono svolte le elezioni per il rinnovo delle Rsu del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara. Su un totale di 362 dipendenti hanno votato complessivamente 290 lavoratori (80,11%) tra operai fissi e avventizi, impiegati e quadri. Alla Flai Cgil sono andati 7 delegati su 14, con 144 voti. “Si tratta di un risultato di soddisfazione- dichiara Cristiano Pistone, Segretario Generale Flai Cgil Ferrara- che conferma la Flai Cgil come prima Organizzazione Sindacale all’interno del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, anche a seguito della Legge di riordino regionale dei Consorzi che ha portato nella nostra Provincia all’unificazione dei tre Consorzi precedenti”.

 

Slc Marche: 30/6 sciopero lavoratori Telecom –  Il 30 giugno le lavoratrici e i lavoratori Telecom Italia delle Marche, come di tutta Italia, incroceranno le braccia. Nelle Marche, sono circa 1.000 unità. L’agitazione, dichiarata da Slc Cgil nazionale, “si rende necessaria, dopo l’ennesimo ricatto aziendale nei confronti dei propri lavoratori. Telecom, non avendo ottenuto dal ministero del Lavoro le modifiche di legge alla solidarietà espansiva con gli ultimi decreti del Jobs Act, se la prende con i suoi dipendenti. Dopo le minacce di costituire una società a parte del caring, pre-condizione per esternalizzare i call center, ora pretende di andare al ministero per parlare di assunzioni ed esuberi strutturali”. Lo Slc rifiuta questa logica: “Se ci sono assunzioni, sbandierate da tempo, come possono esserci esuberi? E soprattutto dove sarebbero questi esuberi visto che il lavoro viene addirittura dato in appalto?” Si aggiunga che, nel 2013, Telecom ha beneficiato di un accordo sindacale che ha permesso di ottenere risparmi consistenti per circa 30 milioni, internalizzazioni di attività per altri 30 milioni e maggiore produttività in tutti i settori; obiettivi che, secondo i dati aziendali, sono stati ampiamente positivi. Telecom, seppure con un fatturato in calo è sempre un’azienda in attivo, ha elargito dividendi agli azionisti, premi unilaterali ai manager e ora vorrebbe scaricare sui dipendenti le proprie difficoltà. I circa 1.000 dipendenti delle Marche si domandano quale sia il motivo per cui l’azienda continui a trattarli come fossero un problema anziché una risorsa, non capiscono perché non venga apprezzato il loro contributo quotidiano, senza del quale, il gruppo sarebbe alla paralisi organizzativa.

23 Giugno 2015
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