Report del Consiglio grande e generale del 22 maggio - Seduta pomeridiana - DIRE.it

San Marino

Report del Consiglio grande e generale del 22 maggio – Seduta pomeridiana

Nel pomeriggio l’Aula conclude il dibattito sui due progetti di legge sullo Sviluppo e passa ad affrontare il tema del territorio, con la presentazione in prima lettura del “Testo unico delle leggi urbanistiche ed Edilizie”, da parte del segretario di Stato Augusto Michelotti. Su quest’ultimo progetto di legge si apre un partecipato dibattito, in particolare, al centro degli interventi dei consiglieri è la sanatoria straordinaria che verrà introdotta con l’approvazione del provvedimento in via definitiva e su cui dall’opposizione a esprimere contrarietà è solo Rete, che annuncia la presentazione di un Ordine del giorno a riguardo, mentre i consiglieri di Pdcs e Ps si dicono a favore, definendolo un intervento necessario.

I lavori si concludono interrompendo il dibattito che riprenderà in serata, dopo il voto dell’ordine del giorno presentato nelle precedenti sessioni consiliari da Davide Forcellini di Rete per la realizzazione di uno studio sulla classificazione sismica degli edifici, su cui si aprirà la seduta notturna.

Di seguito un estratto degli interventi della seduta pomeridiana.

Comma 6. Progetto di legge “Provvedimenti atti a sostenere lo sviluppo economico” presentato in 1^ lettura dal gruppo del Pdcs; Progetto di legge “Modifiche e integrazioni alle norme in materia di sostegno allo sviluppo economico”. Presentato in 1^ lettura dal governo.

Roberto Ciavatta, Rete
Sottolineo che all’avvio dei lavori il numero legale è garantito dall’opposizione. Prima ero assente al dibattito perché ero ad un incontro con i sindacati sulla legge sviluppo a cui era assente la maggioranza. C’è grande preoccupazione da parte di sindacati e categorie su questo proggeto di legge. Oggi si mette una pezza alle leggi sullo sviluppo precedenti che non funzionano, è una bandierina che doveva essere messa al governo entro 180 giorni e per questo non si è confrontato per riuscirla a portarla entro oggi e rispettare così il patto con gli elettori. E’ una legge che introduce ulteriori complicazioni e che sembra uscire dal ragionamento di una persona che non ha mai avuto esperienze e responsabilità di tipo lavorativo. Se ci si fosse presi qualche mese in più, lo spazio di confronto ci sarebbe stato.

Roberto Giorgetti, Rf
Noi abbiamo chiesto al sindacato una opportunità di incontro di più ampio respiro e che non fosse collocato durante la settimana consigliare. Se c’è stato un malinteso ci spiace, non c’è disinteresse ma volontà di valorizzare ulteriormente l’occasione di incontro. C’è volontà di affrontare la complessità del tema attraverso testi unici, è evidente che siamo ben coscienti di questa esigenza, ma non bisogna confonderla dalla necessità di rendere le leggi più maneggiabili. In questa fase si è voluto privilegiare l’urgenza. Le osservazioni critiche di sindacati e categorie vanno considerate, anzi sono già state considerate visto che il Segretario ha già calendarizzato una serie di incotri, questa legge non sarà un blitz. In questo comma è stato inserito anche il pdl del Pdcs, ciò denota volontà da parte di maggioranza e governo di discutere i due progetti insieme.

Alessandro Cardelli, Pdcs
Forse quello per lo Svilupo è il pdl più importante in questo momento. A differenza della nostra proposta relativa a residenze/soggiorni per imprenditori, quella del governo consente di ottenere residenza e licenza, aspetto fortemente criticato da Unas. Noi prevediamo una residenza fiscale, poi introduciamo correttivi sulla Smac Card, visto i problemi emersi nella precedente legislatura. Interveniamo con dei correttivi sull’apprendistato, siamo per migliorarlo. Nostro intendimento è duplice, favorire nuovi insediamenti ma anche favorire chi c’è già e fa sforzi enormi. Per noi vanno aiutate le piccole attività, non solo le grandi, servono proposte che porteranno respiro. Andiamo al progetto del governo, qui si sta completamente liberalizzando il mercato del lavoro, il Pdcs è contrario, idem i sindacati. Il governo vuole semplificare l’accesso al mondo lavoro, ma oggi gran parte delle assunzioni dei frontalieri vanno già in automatico, senza passare in commissione lavoro. Sono convinto che il meccanismo, anche se parte da un’idea valida, subirà storture e ci rimetteranno i lavoratori sammarinesi. Altra stortura è la liberalizzazione delle licenze.

Yader Tosi, C10
La maggioranza è stata accusata di non voler incontrare le parte sociali da parte del consigliere Ciavatta. Alle forze sociali è stato chiesto di dedicare più tempo e non uno spazio limitato ad incontro fatto nel bel mezzo del Consiglio grande e generale, con rappresentanti di maggioranza e minoranza. Ci saranno momenti per incontrarsi e per discutere. Non capiamo come mai questa mattina in Aula c’era un clima sereno e dopo pranzo il clima sia cambiato. Questo Paese deve andare avanti subito, non aspettare tavoli e confronti che non finiscono mai. Il Paese si è arenato troppo a lungo, aspettando la discrezionalità degli uffici e delle commissioni che “ti concedono” un dipendente. Credete veramente che le aziende da fuori accettino atti concessori?

Teodoro Lonfenrini, Pdcs
O siamo in grado di confrontarci su questi temi o grossi passi in avanti il nostro Paese non li farà. Non critico il provvedimento portato dal Segretario, è un prodotto e se sarà un buon prodotto lo giudicheremo strada facendo, come non vorrei promuovere il testo del mio gruppo. Siamo di fronte ad un momento storico per il futuro del Paese. Allora vorrei trovare una sintesi e un punto di incontro tra il Pdl del governo e quello del Pdcs, non perché per forza di cose devono piacere, ma perché diventi un progetto di legge utile.

Tony Margiotta, Su
Questo Pdl ha avuto una grande capacità di alimentare una discussione interna alla maggioranza e raccoglierne tutte le istanze. Questo Pdl è sotto certi aspetti anche rivoluzionario, va a dare un diritto importantissimo a molti lavoratori di oltre confine che quotidianamente vengono a lavorare nel nostro Paese. Andiamo a equipararli agli altri lavoratori. Poi è normale che questa legge abbia un occhio di riguardo verso il lavoratore sammarinese, non discutiamo assolutamente qui, sappiamo benissimo qual è la situazione di molte famiglie e di molti giovani disoccupati. Noi proviamo a dare una risposta e iniziamo da questo progetto di legge. Ben venga il progeto di legge del Pdcs, iniziamo il confronto.

Dalibor Riccardi, Psd
Il progetto del Pdcs offre maggiori garanzie. Sono convinto della necessità di portare progetti imprenditoriali credibili nel Paese, molti imprenditori hanno goduto di agevolazioni poi se ne sono andati lasciandoci buchi, questo intervento deve avere una grande condivisione ,dobbiamo lavorare insieme per far sì che il nostro panorama economico sia attrattivo e possa allo stesso tempo portare benefici reali al Paese. Gli incentivi sono strumenti interessanti, purtroppo sono stati abusati negli ultimi anni, bisogna rivederli e concentrarli su determinate tipologie sia per il mercato lavoro sia per settori produttivi.

Iro Belluzzi, Psd
Non si sarebbe scandalizzato nessuno se fosse passato un po’ più di tempo per la presentazine di questo progetto di legge e se ci fosse stata condivisione, non di co con le forze politiche, che comunquè è giusto ci sia, ma con gli elementi “base”. Dalla prima versione è cambiato il testo, ma la sostanza resta quella, a Tosi chiedo di riflettere sulle modalità del cofronto come l’ha rappresentata, non è perdere tempo sedersi tutti quanti attorno ad un tavolo per fermarsi prima che sia troppo tardi.

Marika Montemagi, C10
Vediamo con favore tutte le proposte che verranno sia dall’opposizone che dalle categorie sindacali e datoriali. Crediamo nella liberalizzazione del mercato, ma anche nella solidarietà e per questo dobbiamo difendere l’interesse dei nostri lavoratori e anche delle categorie più deboli. Una necessità è quella poi di poter assumere personale senza perdersi nelle lungaggini e autorizzazioni della commissione del lavoro, ma anche istituire tutele crescenti dei lavoratori. Questo Pdl vuole eliminare la disparità che la normativa attuale prevede.

Giuseppe Maria Morganti, Ssd
Il Segretario ha sottolineato giustamente come i contenuti del Pdl erano nel programma di coalizione votato dai cittadini e come si intervenga sul mondo del lavoro. Il coraggio che si esprime nel provvedimento è notevole. Offre alle imprese la possibilità di scegliere le proprie potenzialità per crescere e contemporaneamente il provvedimento è legato al principio di parità giuridica dei lavoratori. E ciò determinerà il rispetto della comunità internazionale per San Marino. Sulle residenze: sono uno strumento che va usato finalizzato in modo chiaro per i settori di sviluppo che si intendono privilegiare. Ol programma di Adesso.sm ne ha indicati cinque, mettiamoci insieme a deciderle, ma usiamo questo strumento non a pioggia.

Denise Bronzetti, Ps
Io ricordo al Segretario un suo ruolo in quest’Aula nella fase di analisi e destrutturazione dei provvedimenti in materia sviluppo e leggi occupazione nel suo percorso politico e del movimento C10. Sarebbe facile ricordarle tutte le posizioni che il suo movimento e lei avete tenuto in Aula. Fatta questa premessa, non si può inserire in una legge dello sviluppo modifiche sostanziali alla legge su occupazione e legge su residenze, peraltro facendo ricorso allo strumento della decretazione su temi che hanno necessità di essere concertati e di aver sedi proprie di elaborazione e normazione. Unica cosa che ho apprezzato del ragionamento di Morganti è il riferimento alle residenze: si è accordo che aprendo alle residenze, il Segretario sta parlando con una forza estremaente liberale su questo tema, ma lei rischia di portare solo piccoli imprenditori del circondario, rischiando di mettere in difficoltà il rapporto bilaterale? E’ questo che ha bisogno la nostra economia?

Angelo della Valle, Ssd
Ho sentito qualcuno che ci diceva che non facevamo niente e che ora dovevamo aspettare. Dal 2008 in poi c’era la Dc a governare, era il partito di maggioranza relativa che dettava le regole. Oggi in 4 mesi abbiamo portato un progetto di legge, come mai in 8 anni voi non siete riusciti a partorire niente? Dovevate correre prima, invece di portare il paese a questo livello. Noi stiamo correndo ma ragioniamo, anche con voi.

Pasquale Valentini, Pdcs
Questo progetto è una modifica a un progetto nato proprio dopo il 2008, allora qualcuno anche prima di oggi ha provato a riattivare un’economia che ha avuto una battuta d’arresto. Quali fattori rendono appatibile il nostro Paese all’impresa, cosa può creare lavoro? Possiamo prevedere una terapia che non è terapia per nessuno. Due sono i fattori fondamentali: stabilità dell’amministrazione e stabilità del settore finanziario bancario. Non è appetibile un paese che cambia tutti i giorni le regole, un imprenditore deve sapere chi è il suo interlocutore e che quello che vale oggi, vale anche domattina. Se è un paese che non ha più un sistema finanziario in grado di garantire di fare impresa, uno sceglie un altro luogo dove farla. E bisogna tenerne conto prima di fare proposte non dopo. Con la riforma tributaria per un anno ci siamo confrontati con tuttim dopo abbiamo detto quali potevano essere le soluzioni, se pretendete di farlo prima, viene meno uno dei fattori prevalenti.

Luca Boschi, C10
Sostenere chi c’è già e attrarre chi non c’è: nel farlo questo provvedimento pensa a uno ‘Stato amico’ che sostiene le imprese ma che offre anche un’economia non assistita. Dobbiamo avere in mente un’economia reale, trasparente, con certezza delle regole e meno discrezionalità Ho sentito dire che questo provvedimento introduce burocrazia, non credo sia così, certo per evitare la discrezionalità qualche regola va messa. Come migliorare la Pa? Mettiamoci ad un tavolo e confrontiamoci su questo. Il governo aveva il dovere di iniziare un confronto con una proposta unitaria, abbiamo passato tante serate a confrontarci su questo provvedimento, ma pensiamo le tempistiche siano importanti quanto i contenuti. Non siamo per i tavoli perenni. Il confronto ci sarà tra prima e seconda lettura. C’è chi dice di aver nostalgia con il vecchio C10, che il Segretario non è coerente. Io so solo che i tre obiettivi- liberalizzazione del mercato del lavoro, piena occupazione dei sammarinesi e sistema con meno burocrazia, sono coerenti con quello che C10 ha sempre sostenuto.

Federico Pedini Amati, Mdsi
Per questa normativa ci vuole il pallottoliere, apre a incentivi per l’incremento di occupazione e fa riferimento al numero medio di dipendenti occupati..l’articolo 1 parla di un famigerato numero medio nell’arco di un anno, è un meccanismo molto ingarbugliato. Poi si parla di ulteriore incentivazione di Igr, che tipo di incentivo è? Si porta la residenza con l’assunzione di un dipendente e una fidejussone di 85 mila euro, su questo chiediamo chiarimenti. Con questa legge che per larga parte è inapplicabile agli addetti ai lavori, ai commercialisti aumenta enormemente burocrazie e calcoli. Poi andrete a dare incentivi a nuovi artigiani, ma le aziende esistenti che hanno pagato fino all’ultimo euro le tasse in questi anni non percepiranno nessun vantaggio, avete fatto un meccaniso di calcolo esagerato. Massima attenzione sui frontalieri, già su questo l’Italia ci ha richiamato.

Matteo Ciacci, C10
Il progetto di legge che oggi va in prima lettura modifica alcune normative e presenta alcuni impegni che il governo si era preso nei primi sei mesi di legislatura. 1) CONFRONTO Si è parlato molto del poco confronto, la Segreteria al lavoro ha già predisposto una serie di incontri di confronto con le parti sociali e opposizioni. In passato i tavoli di confronto o non venivano aperti o venivano avviati esclusivamente per dare “colore al tempo”. Noi non vogliamo perdere tempo: vogliamo confrontarci, vogliamo approfondire le proposte e critiche che provengono da sindacati e opposizione ma poi bisogna decidere e fare le scelte. E’ questo l’elemento di novità. Nel momento in cui fai una scelta è ovvio che scontenti qualcuno, ma l’obiettivo è il bene del paese, è cercare di incidere sul mondo del lavoro non dare il contentino a qualcuno. Confronto sì ma no immobilismo.
2) INCENTIVI. Il progetto di legge prevede un aiuto alle aziende che ogni giorno si scontrano con una burocrazia troppo stringente e vorrebbero avere la libertà di scegliere il lavoratore che gli piace; questo obiettivo sarà raggiunto perché l’azienda potrà assumere con una richiesta nominativa anche i lavoratori non iscritti alle liste di avviamento al lavoro. Io la chiamerei una rivoluzione del mondo del lavoro.
Le aziende potranno assumere chi vogliono con incentivi molto forti sia fiscali che contributivi per l’assunzione di sammarinesi, ciò mi pare una cosa molto saggia. Questi incentivi, ovviamente come avevamo detto in campagna elettorale e proposta da sempre in civico10, sono crescenti nel tempo perché in questo modo l’azienda investe nel tempo nel lavoratore evitando possibili forme di turnover o storture varie. Se da un lato aumentiamo l’aliquota della Cassa Ammortizzatori sociali da 1.9 a 7.5 perché signori consiglieri come da legge del 73/2010 la Cas dovrebbe essere sempre in equilibrio e i dati come da relazione sono del tutto deficitari, dall’altro diminuiamo il costo del lavoro alle aziende: si abbassa l’aliquota per le imprese che assumono lavoratori residenti, con incentivi crescenti nei primi 3 anni di assunzione (1.5, 1, 0.5%) e l’aliquota di finanziamento si mantiene dal quarto anno all’1,5% che è più bassa di quella di oggi (1,9%).
La riduzione del costo del lavoro per le imprese ha effetto anche per le assunzioni di lavoratori non iscritti alle liste di avviamento al lavoro fino ad una quota del 35% dell’organico aziendale, superata tale soglia l’aliquota passa dall’1.5% al 7.5%. Incentiviamo il lavoro per i sammarinesi e diamo la possibilità di assumere chi vuole l’azienda e anche l’aliquota dei frontalieri è più bassa rispetto a quello che l’azienda paga oggi (1.5 contro l’1.9 di oggi). Il 35% è la soglia che rappresenta esattamente il rapporto oggi esistente nel settore privato fra lavoratori non residenti e quelli residenti.
3) SNELLEZZA. Il progetto di legge poi mira a dare alle imprese una maggior velocità e snellezza per ricercare la persona nel mondo del lavoro: tanto è vero che si prevede l’incontro on line fra domanda e offerta di lavoro per le richieste numeriche: basta dover fare centinaia di colloqui ma potrò anche scegliere tra i nominativi che mi arrivano dall’ufficio del lavoro tramite una implementazione del Labor (portale online dell’ufficio del lavoro) 4) FORMAZIONE E LAVORO CFPUn punto del progetto di legge, che mi sta particolarmente a cuore, è legato allo studio delle professionalità. La sfida è connettere il mondo del lavoro con la formazione. La segreteria al lavoro ha già iniziato in questo percorso, inviando a tutte le aziende un questionario, in collaborazione con il Cfp, per capire quali sono le professionalità che le imprese cercano e una volta valutate le risposte si attiveranno dei corsi di formazioni grazie al Cfp per tutti mirati al ricollocamento.
5) SE TI ADATTI TI PREMIO. Un altro punto per noi molto importante che è inserito nel pdl sviluppo è quello che se il lavoratore si adatta a svolgere una occupazione non in linea con le proprie professionalità ed esperienze acquisite possa comunque rimanere iscritto nella propria lista “preferenziale” ed essere così contattato dall’Ufficio del Lavoro o messo a disposizione delle aziende anche qualora stia già lavorando.
6) STOP AI DISOCCUPATI DI SERIE B. Si è rivista la Legge Belluzzi mettendo sullo stesso piano i lavoratori con e senza ammortizzatori sociali. Ieri si creavano due binari ossia chi percepisce ammortizzatori sociali aveva la possibilità di rinserirsi velocemente perché cerano incentivi forti mentre i disoccupati senza ammortizzatori entravano in un circolo vizioso senza fine e senza lavoro.

Repliche

Andrea Zafferani, segretario di Stato
A Cardelli, il confronto lo vogliamo fare analizzando anche la proposta avanzata dalla Dc, senza bocciarla a prescindere come avveniva nella precedente legislatura, in quel progetto ci sono contenuti interessanti e non penso il governo abbia scritto il migliore progetto possibile. I confronto però si basa sull’onestà intellettuale, se si dice che che il progetto liberalizza le licenze, per esempio, significa o che non si è letto il testo o che si strumentalizza il confronto. Spero si possa rimanere sul tema evitando di scadere sul personale. Faccio mio l’invito al confronto del consigliere Lonfenrini, mi farò parte attiva per verificare le proposte Dc, per metterle insieme al progetto del governo ed eventualmente di altre forze politiche. Rispettare gli impegni presi con la cittadinanza è un valore importante e sintomo di un cambiamento della politica, senza sacrificare il confronto che avverrà. Nessuna volontà di chiusura. Entro poche settimane arriverà anche il progetto dello Sportello unico e quello dlel’agenzia per lo sviluppo per eliminare burocrazia e promuovere il sistema. Ci muoveremo poi per eliminare discrezionalità, ci vorrà tempo per decidere con cosa sostituire discrezionalità politica. Imposteremo le leggi di settore e andremo a promuoverle all’estero. Questi i temi che accompagneranno le riforme. Sul rapporto bilaterale con l’Italia e sull’accordo di associazione: il governo ha svolto approfondimenti seri con la controparte italiana, anche la parificazione del rapporto di lavoro si lega ad un’intesa con l’Italia, nostro interesse totale è che il rapporto sia a posto a tutti i livelli. Ritengo gli impegni sanciti in termini di parificazione non siano qualcosa di irrilevante, con l’accordo di associazione ragioneremo al tavolo, per ora sembra che si ragionerà su quote.

Marco Gatti, Pdcs
Sarà la cittadinanza a dirci se il Pdl è utile o no al Paese. Cerchiamo di lavorare in questa ottica cercando di collaborare da ruoli diversi. La legge per lo sviluppo va condivisa con chi può portare sviluppo ovvero gli imprenditori che fanno investimenti. A chi dice che in passato non c’era confronto ricordo l’istituzione di un tavolo con tutta la politica, il sindacato e le associazioni datoriali. Noi auspichiamo quindi che la condivisione non sia solo politica, ma del Paese. La residenza ha un costo per lo Stato e allora dobbiamo dire quali investitori vogliamo, noi abbiamo individuato il soggiorno ma possibile studiare altro. Tutte le forze mi pare abbiamo dato disponibilità al confronto, cerchiamo di arrivare al migliore testo possibile.

Comma 7. Progetto di legge “Nuovo Testo Unico delle Leggi Urbanistiche ed Edilizie”, prima lettura,

Augusto Michelotti, segretario di Stato per il Territorio e l’Ambiente dà lettura della relazione:

Il progetto di legge che si sottopone al Consiglio Grande e Generale ha ad oggetto sia la riforma della Legge 19 luglio 1995 n.87 ”Testo Unico delle Leggi Urbanistiche ed Edilizie” (in seguito TU) che la modifica della normativa urbanistica ed edilizia successiva a tale data ed il loro coordinamento in un unico testo al fine di una più facile lettura delle norme di settore.

Il TU in vigore raccoglie la disciplina relativa alle procedure di formazione degli strumenti di pianificazione urbanistica, la regolamentazione del regime della proprietà e le procedure di espropriazione per pubblica utilità, la disciplina e le norme di controllo dell’attività dell’edilizia e le norme a tutela degli edifici con valore monumentale e di interesse storico, ambientale e culturale. L’esigenza di operare una revisione del TU è fortemente condivisa dalle forze politiche di maggioranza le quali, nel programma di Governo, hanno evidenziato la necessità di varare tale provvedimento per definire incertezze e distorsioni app1icative emerse negli anni di vigenza del TU, anche in conseguenza di pronunce giurisdizionali. Riformare tale normativa significa, in realtà, riformare le eterogenee materie che sono state consolidate nel 1995 in tale testo. Il comma 5 dell’art.215 del TU prevedeva che a distanza di un anno dall’entrata in vigore della legge la stessa fosse sottoposta a revisione. Dopo quasi 21 anni tale revisione non è stata ancora effettuata e tutto il settore edilizio si trova ad operare con una normativa ormai obsoleta soprattutto in alcune sue parti, che si è cercato di aggiornare e rendere compatibile con le direttive europee di settore, prima di tutte la trasparenza dei procedimenti amministrativi e la repressione degli abusi edilizi. Con delibera congressuale n. 30 del 25 febbraio 2014 è stato costituito un gruppo di lavoro tecnico per la stesura del presente progetto, che è stato sottoposto ad un confronto preliminare con le forze politiche, gli Ordini, i Collegi e le categorie interessate. Tale confronto verrà ulteriormente approfondito al fine di. definire, se possibile. concordemente, eventuali integrazioni al testo in oggetto da discutere in fase di esame da parte della competente Commissione Consiliare Permanente. La Segreteria di Stato per il Territorio e l’Ambiente auspica infatti il massimo coinvolgimento delle parti interessate, della Commissione per le Politiche Territoriali e più in generale di tutte le forze politiche presenti nell’aula consiliare, nella consapevolezza che solo soluzioni ampiamente condivise potranno evitare il ripetersi di situazioni di incertezza e le problematiche legate anche all’interpretazione del dettato legislativo.
Il Capo I tratta della pianificazione urbanistica. Nelle Sezioni I e II, dedicate rispettivamente alla Commissione per le Politiche Territoriali e ai Piani Particolareggiati, è stato inserito il testo della Legge 3 ottobre 2007 n.107 con alcune integrazioni e modifiche necessarie all’attualizzazione della norma. Restano invece invariati gli artt. 1-7 del TU vista la previsione di modifica del Piano Regolatore Generale al quale si sta già lavorando. In particolare è stata introdotta la pubblicità degli atti della Commissione per le Politiche Territoriali sul sito della Segreteria di Stato per il Territorio e Ambiente, al fine di garantire la massima trasparenza. Inoltre all’art.lO sono state aggiunte alcune disposizioni del Regolamento del 2 ottobre 2009 n.l. L’art. 12 semplifica le procedure per lo svolgimento degli incontri pubblici, che saranno convocati solo su richiesta della Giunta di Castello. Gli artt. 13 e 14 sostituiscono gli artt. 44 e 45 della legge n. 87/1995- Tali articoli trattano delle modalità di acquisizione dei beni per le opere pubbliche, degli schemi di convenzione adottati dalla Commissione per le Politiche Territoriali e del convenzionamento dei soggetti privati per l’edificazione delle aree situate in zone a Piano Particolareggiato. Questo è uno dei temi “caldi” del testo unico che ha generato problemi applicativi e ha dato adito ad interpretazioni discutibili della normativa, generando interventi urbanistici di scarsa qualità. Quindi gli artt. 44 e 45 sono stati completamente riformulati, sia sulla base di alcune delibere interpretative della Commissione per le Politiche Territoriali, che sono state ridefinite ed inserite in parte nel testo e in parte negli Allegati “A” e “B” contenenti rispettivamente lo schema di convenzione tipo e le formule per la determinazione degli oneri di convenzione, garantendone la pubblicità atta a soddisfare il principio di trasparenza e intelligibilità dei processi dell’amministrazione. Anche l’art. 15 è un importante elemento innovativo, nel quale sono stati stabiliti i principi generali per la concessione delle aree pubbliche a privati a fini industriali ed artigianali. demandando a decreto delegato la disciplina delle modalità di concessione. In analogia con quanto avviene in numerosi altri Paesi, la compravendita di tali aree non sarà più possibile, in quanto appare buona pratica, a maggior ragione in un territorio esiguo come il nostro, che lo Stato ne resti proprietario e ne possa rientrare in possesso per destinarle ad altri imprenditori qualora chi è risultato assegnatario non abbia più i requisiti richiesti o cessi la propria attività.
Il Capo II tratta dell’espropriazione per pubblica utilità. In questa parte sono state divise le procedure di espropriazione (Sezioni I, II, III, IV e V) da quelle di occupazione (Sezione VI) e in generale è stato razionalizzato il testo anche al fine di semplificare e migliorare le procedure, pur nella garanzia della tutela della proprietà privata. (…)

Il Capo III è una delle parti principali del testo e tratta delle concessioni e autorizzazioni edilizie, delle sanzioni e delle relative procedure. (…). La maggiore novità di questa Sezione è il sistema sanzionatorio, completamente rinnovato rispetto a quello presente nel vigente TU, che troviamo agli articoli 72 e 73. In primo luogo tutta la procedura sanzionatoria viene posta in capo all’Ispettorato di Vigilanza, superandosi quindi la dualità tra Ispettorato e Ufficio per l’Edilizia. Il sistema sanzionatorio diventa pertanto più efficace, prevedendo la reiterazione delle sanzioni ed un onere economico considerevole in capo al soggetto sanzionato, in particolare se lo stesso non adempie alla prima intimazione di remissione in pristino dello stato dei luoghi. Inoltre, decorsi 18 mesi senza che il proprietario abbia provveduto alla remissione in pristino” sull’unità immobiliare oggetto di abuso viene iscritta ipoteca in favore deIrEcc.ma Camera. Ancora più restrlttiva è la normativa per gli abusi edilizi accertati su aree protette da vincolo dei beni culturali o interventi soggetti a Valutazione di Impatto Ambientale o su aree di proprietà pubblica, dove si procede direttamente con l’acquisizione di diritto delle opere abusive da parte dello Stato e alla loro demolizione ad opera dell’Azienda Autonoma per i Lavori Pubblici. Gli articoli 76 e 77 sostituiscono l’articolo 179 della Legge n.87/1995. Gli abusi edilizi non accertati non sono sanabili anche qualora siano decorsi 20 anni dalla loro realizzazione. Solo le opere soggette a concessione edilizia realizzate antecedentemente all’entrata in vigore della legge n.87/1995 potranno essere sanate a titolo oneroso attraverso una pratica di “stato di fatto”‘, mentre per quelle realizzate antecedentemente all’entrata in vigore del regime concessorio, definito dalla Legge n. 22/1960, non sono dovuti gli oneri di concessione. Anche l’articolo 78, inerente gli atti giuridici, prevede nuove disposizioni a tutela del privato negli atti di compravendita e maggiore trasparenza degli stessi. In particolare stabilisce la nullità degli atti pubblici qualora gli immobili oggetto di trasferimento non corrispondano a quanto concessionario, salvo diversa specificazione nell’atto stesso. (…)
La Sezione TI del Capo V è dedicata alla sanatoria speciale per le opere realizzate, in assenza o in difformità totale o parziale dalla concessione od autorizzazione edilizia e in difformità alle norme urbanistiche ed edilizie vigenti. Vengono quindi individuati quali sono gli interventi oggetto di sanatoria, le procedure per la regolarizzazione e le relative sanzioni amministrative, calcolate sulla base degli oneri di concessione considerevolmente incrementati. Le opere non sanate e non sanabili sono soggette alle sanzioni introdotte dall’art. 73. Tale provvedimento mira a stabilire un “anno zero” del patrimonio edilizio costruito in Repubblica, determinando la fotografia del territorio necessaria ai fini della definizione del nuovo strumento di pianificazione territoriale. Concludo questa relazione ringraziando sentitamente coloro che a tale testo hanno lavorato per vari mesi con il fine di giungere al varo di uno strumento moderno ed adeguato alle esigenze del Paese, che aiuti tutti a lavorare meglio e favorisca il rispetto della legalità in una materia che è awertÌta come sempre più sensibile. Amare il nostro Paese significa innanzitutto riuscire a dare ad ogni persona che vive o lavora a San Marino la netta sensazione di trovarsi in un luogo con un’alta qualità della vita, mnanzitutto perché le politiche territoriali sono gestite al meglio, rispondono a logiche chiare e contribuiscono a generare coesione sociale e vivibilità.

Marianna Bucci, Rete
Non è che la continuità sia un male, se si reputa un lavoro fatto bene, siamo d’accordo nel non disperdere energie e gli spunti della precedente segreteria. Ma su questi temi lei, Segretario, e il suo predecessore Mularoni siete agli antipodi. Eppure ha ripreso il suo progetto di legge. Il segretario Michelotti ci porta la sanatoria straordinaria che non è il male assoluto, ma dipende dagli obiettivi, se è di fare cassa non ci siamo. Se è di fare un punto zero, si può ragionare. Ma dipende cosa si intende per punto zero. Per noi non devono accedere a una sanatoria gli abusi già segnalati dagli uffici, se no viene dato un pessimo segnale, questo sarà oggetto di un nostro Odg che presenteremo. Per noi invece questa sanatoria ha solo l’obiettivo di fare cassa. Si è aperta una finestra di tolleranza inammissibile. State creando un precedente pericolosissimo ovvero che il Consiglio ha la facoltà di bloccare procedimenti penali in corso. Questa è la discrezionalità della politica.

Marina Lazzarini, Ssd
La questione degli abusi è molto grave, il precedente testo unico prevedeva che potessero essere sanati con il semplice pagamento di concessione dopo 20 anni, così lo Stato veniva beffato due volte. Questo T.u. cambia le cose ma non può esser retroattivo, come tutte le leggi. Il grido di allarme contro il Segretario Michelotti per la sanatoria è davvero poco credibile e sembra di chi non abbia vissuto a San Marino negli ultimi 20 anni e non si è accorto quanto già è stato fatto sul territorio e che noi siamo qui a spalare la melma. La sanatoria avrà diverse esclusioni significative: edifici su terreni agricoli e che non sono stati ancora demoliti malgrado fosse previsto.

Michele Muratori, Ssd
Trovo più che necessario un intervento immediato. Se poi l’architetto scelto per il futuro Prg è della caratura di Boeri, il risultato non potrà che essere eccellente, è un progetto ambizioso e alla nostra portata. Il Testo unico in questo passaggio è fondamentale, ma ammetto di essere contrario ad ogni tipo di condono, mi suona come un premio a chi ha violato le regole.

Stefano Canti, Pdcs
E’ il quarto tentativo con cui questo Pdl è stato portato in Aula, il primo a tentarlo è stato Marino Riccardi, poi Venturini poi Mularoni e oggi Michelotti. Se dovessimo chiedere un parere legale sulla normativa, qualsiasi professionista ci sconsiglierebbe di portare avanti testo così strutturato. Per esempio l’articolo 160 introduce modifiche sull’articolo 4 della parte del testo unico che resta in vigore, non è questo il giusto modo di portare avanti normativa. Secondo noi è più corretto a livello procedurale portare avanti una modifica del testo unico nell’ambito del Prg, non un corpo unico, ma attraverso due testi distinti. L’approvazione definitiva della sanatoria rappresenta il punto zero, bisogna lavorare su quello per verificare come trattare poi quello che non è considerato oggi sanabile.

Alessandro Mancini, Ps
Questo governo oggi vuole portare un Testo unico che fa riferimento, come avete detto voi, ad un piano regolatore ormai defunto. Le norme che presentate andranno in vigore sul vecchio Prg. È come mettere un vestito nuovo ad un morto. Il Ps e gli ordini professionali lo avevano detto: il nuovo Testo unico doveva andare di pari passo con il nuovo Prg. Oggi invece facciamo tutto a rovescio. Si genererà molta confusione e sarà difficile intervenire. Sulla Sanatoria (ma chiamiamola condono, che paura avete?): il Ps da sempre è a favore, ma abbiamo sempre sostenuto di fare un punto zero introducendo dal giorno dopo una sanzione penale. Di questo non c’è traccia. Se poi si parla di 20 mln di euro, abbiate l’onestà di dire che questo provvedimento serve a fare cassa.

Eva Guidi, Ssd
La sanatoria straordinaria si inserisce solo in presenza di un nuovo Testo unico. Esistono differenze tra questo provvedimento e il condono che si presenta come un provvedimento stralcio e avulso da ogni altro contesto normativo. La sanatoria trova come ragion d’essere lo strumento del Testo unico. Non sarà un colpo di spugna, ma permetterà di affrontare il grosso cumulo di criticità sommate negli anni.

Roberto Ciavatta, Rete
Questa sanatoria serve solo a fare cassa, anche se verificheremo poi se gli l’introiti stimati di 20 mln di euro saranno effettivi, per noi saranno molto meno. Bisogna fare in modo che gli interventi di questa natura non vadano a colpire il popolino, ma colpiscano i costruttori.

Alessandro Cardelli, Pdcs
La ragione per cui questo Pdl è stato portato con tanta fretta è il condono edilizio. Anche a noi è indicata la necessità di farlo, dal momento in cui che è anche uno strumento per incassare risorse. Non capisco però perché alcuni partiti oggi in maggioranza l’abbiamo in passato criticato e oggi l’ex Sinistra unita sostiene in pieno una posizione che ha sempre combattuto. Ma la sanatoria serve al Paese. Abbiamo un mercato immobiliare che ha bisogno di risposte e che ha creato anche problemi, per questo serve tracciare una linea. Ma si poteva benissimo fare una sanatoria e rinviare il Testo unico al Prg, sarebbe stata la cosa ideale da fare.

Enrico Carattoni, Ssd
Non è casuale i due provvedimenti- sanatoria e testo unico- siano portati avanti contestualmente, ma sembra che oggi si parli solo di sanatoria, quando parliamo di testo di oltre 160 articoli e pochi riguardano la sanatoria di fabbricati esistenti. Dobbiamo fare i conto con l’esistente, fatto di abusivismo diffuso, per cui è necessario intervenire. Cosa bisognava fare? Entra in vigore una nuova normativa che impedisce di sanare gli abusi dopo 20 anni, ma si dà l’opportunità di intervenire sanando l’abuso, ma non tutti gli abusi.

23 maggio 2017
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