Milano, i giovani ricordano Falcone e discutono di mafia in un liceo - DIRE.it

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Milano, i giovani ricordano Falcone e discutono di mafia in un liceo

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MILANO – Come tutto il paese anche Milano prende parte alla solenne giornata di memoria in onore del magistrato Giovanni Falcone, ucciso insieme alla moglie e alla scorta 24 anni fa. Ricordare le stragi di Capaci e di via d’Amelio in cui hanno perso la vita, oltre a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (ucciso due mesi dopo) Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, non è una semplice e dovuta, commemorazione. Quest’anno vengono proposti due grandi temi: l’intreccio mafia/corruzione nella storia d’Italia e una riflessione su cosa significa diventare veramente cittadini responsabili. Una giornata intera totalmente dedicata alla memoria in cui i principali protagonisti sono stati i ragazzi delle scuole che, ormai nati tutti dopo quel 1992, offrono la leva su cui puntare per far sì che, per riprendere le parole di Falcone si possa vedere un giorno la fine della mafia, che “come tutte le cose umane ha un inizio e una fine”.

milano_mafie2La mattinata – aperta dai saluti di Giuseppe De Luca, prorettore alla Didattica dell’Università Statale di Milano e del Direttore Generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia Delia Campanelli e organizzata nel suggestivo teatro dell’aula magna nell’UniMi – ha visto la rappresentazione dello spettacolo teatrale: “Io vedo, io sento … e io parlo” – Mafia da sud a nord con Tano Avanzato, Erminia Terranova, Giovanni Avanzato, Francesco Denaro, Salvatore Paci e con la partecipazione di Giuliano Turone. A seguire la premiazione del Concorso bandito dal Miur e dalla Fondazione Falcone “Diamo forza al nostro impegno. Partecipazione attiva per lottare contro le mafie”, una premiazione delle scuole selezionate a livello regionale (IC Ugo da Como di Lonato del Garda, plesso Buonarrotti – Brescia; IC Roncoferraro, Mantova; Istituto Magistrale A. Cairoli, Pavia) e visione dei lavori prodotti.

mafie_milanoLa seconda parte della mattinata ha poi visto alcune letture di e su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, a cura di Tano Avanzato, Erminia Terranova e del giudice Giuliano Turone, e si è conclusa con l’inchiesta degli studenti dal titolo “Diventare cittadini…ora!” in cui i ragazzi intervistano su mafie e corruzione alcuni esponenti di spicco delle istituzioni come Donata Patricia Costa della Procura della Repubblica di Milano, l’ex sindaco di Corsico Maria Ferrucci, una familiare di una vittima di mafia, Rosy Tallarita, il giornalista del Fatto Quotidiano Mario Portanova, e l’ex magistrato Giuliano Turone. Il tutto organizzato da Giuseppe Teri e Chiara Baldoni del Coordinamento delle Scuole milanesi, in collaborazione con vari enti. Nel pomeriggio le attività si sono poi spostate nei pressi del liceo scientifico Volta, dove in tre gruppi distinti gli studenti hanno discusso, accompagnati da docenti e da qualche rappresentante istituzionale, su temi come la confisca dei beni e il passaggio delle mafie dal Sud al Nord. Nell’aula magna del liceo milanese si è poi consumato il gemellaggio con il liceo Dolci di Palermo, del quartiere Brancaccio, gemellaggio in cui studenti milanesi hanno raccontato ai propri compagni quali siano state le loro emozioni nel vivere per qualche giorno il contesto siciliano, accompagnati poi dai compagni palermitani, per l’occasione ricambiati di ospitalità nel capoluogo meneghino.

milano_mafie4Il proscenio si è poi trasferito nel giardino antistante al liceo milanese, ove alla presenza del sindaco di Milano Giuliano Pisapia e del presidente onorario di Libera Nando Dalla Chiesa si è intitolato lo spazio alla memoria dei due magistrati palermitani, i quali hanno avuto anche l’onore di vedersi intitolare una pianta. Tutto in nome del ricordo, perché come più volte è stato ripetuto oggi: “Ricordare significa far vivere quotidianamente i principi e i valori, per cui Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno lottato e combattuto”, significa “attuare quegli ideali di giustizia e di cittadinanza, costruire uno Stato senza mafie e corruzione”. Ad esempio, un modo concreto per combattere efficacemente e concretamente le mafie è l’utilizzo a fini sociali dei beni confiscati, in cui “Il patrimonio illegale sottratto alla criminalità deve quindi diventare sempre più un bene comune, occasione di lavoro per i giovani, case per i senza tetto e tutto quanto può aiutare i più disagiati”. Ed è per questo che a più voci oggi si è ricordato che “accanto all’azione della polizia e della magistratura, dobbiamo sempre rivendicare l’impegno e il ruolo attivo dell’antimafia sociale e istituzionale, proiettandoci nel futuro con la freschezza che solo i ragazzi sanno avere”.

di Nicola Mente, giornalista

23 maggio 2016
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