Report del Consiglio grande e generale del 23 maggio - Seduta pomeridiana - DIRE.it

San Marino

Report del Consiglio grande e generale del 23 maggio – Seduta pomeridiana

SAN MARINO – Nel pomeriggio si conclude la sessione consiliare di Maggio con l’esame degli ultimi punti rimasti all’ordine del giorno. L’Aula affronta quindi prima il comma 19 con la discussione di sei ordini del giorno: i primi quattro, presentati da Rete, tre in tema di rifiuti e raccolta differenziata, uno sui giochi, sono tutti respinti, mentre gli ultimi due sono ritirati, ovvero l’Odg di Su–LabDem e C10 in favore su un dibattito consiliare sull’Accordo di Associazione Ue, e quello di tutte le sigle dell’opposizione contro l’iniziativa assunta dal segretario di Stato per la Sanita` di avviare un test per la ricerca di sostanze d’abuso rivolto ai consiglieri. Concluse le votazioni degli ordini del giorno, l’Aula affronta il comma 18 con un breve dibattito sulle Relazioni Annuali 2014 e 2015 del Comitato Sammarinese di Bioetica, per poi terminare la seduta.

Di seguito un estratto degli interventi del pomeriggio.

Comma 19. Votazione Ordini del Giorno presentati nella precedente sessione consiliare: a) Ordine del Giorno presentato dal Gruppo Consiliare Movimento Civico RETE per l’approvazione – entro il 30 giugno 2016 – del piano sammarinese di gestione dei rifiuti perché possa essere propedeutico ad ogni valutazione rispetto ai contenuti del piano di gestione italiano/RESPINTO con 29 voti contrari, 13 favorevoli, 5 astenuti

Elena Tonnini, Rete: “Il nostro piano di gestione dei rifiuti è del 2009, doveva essere rinnovato ma non è stato fatto nei tempi previsti per legge. Sarebbe stato importante avere un nostro piano prima di rapportarci con l’Italia, per valutare la collaborazione con il piano dell’Emilia Romagna. E’ stato istituito l’Osservatorio per i rifiuti. Con l’ordine del giorno chiediamo che entro il 30 giugno il piano sammarinese dei rifiuti venga attuato e aggiornato. Il nostro piano dovrebbe essere propedeutico alle forme di collaborazione con l’Italia. E’ difficile altrimenti parlare di autonomia nella gestione dei rifiuti. Va ridotta a monte la quantità di rifiuti prodotta”.

Antonella Mularoni, segretario di Stato al Territorio: “Vediamo se si può lavorare a un ordine del giorno condiviso. L’obiettivo di San Marino è essere sempre più virtuoso, bisogna incidere sulla cultura, nelle famiglie e nelle scuole, per fare in modo che vengano prodotti meno rifiuti. Occorre decidere inoltre come gestire il rifiuto che San Marino crea. E’ la regione Emilia – Romagna che decide dove i rifiuti vengono mandati, quali sorti e trattamento hanno, per una ragione di sovranità. Sul piano della gestione dei rifiuti c’è un lavoro già avviato in collaborazione con l’Osservatorio. La legge dice che l’Osservatorio indica gli obiettivi, entro 6 mesi la commissione provvede alla revisione del piano vigente. Non è vero che l’Osservatorio vota”. Franco Santi, Civico 10: “Il governo ha già individuato le linee su cui muoversi e gli obiettivi. Il punto è come raggiungere gli obiettivi e in quale tempo. E su ciò non siamo d’accordo. Qual è il problema per cui non estendere il porta a porta su tutto il territorio? Ancora non ci è stato spiegato”.

Elena Tonnini, Rete: “Non ci sono le condizioni per discutere, le posizioni sono diverse”.

b) Ordine del Giorno presentato dal Gruppo Consiliare Movimento Civico RETE sull’estensione del porta a porta su tutto il territorio, sul raggiungimento del 60% di raccolta differenziata entro il 2016 e sui criteri per l’assegnazione dell’appalto per la gestione del servizio/RESPINTO a maggioranza.

Elena Tonnini, Rete: “Chiediamo di estendere il porta a porta su tutto il territorio entro giugno. Chiediamo di procedere affinché, se le risorse pubbliche non consentiranno una gestione interna dell’Azienda dei servizi, si proceda con gara d’appalto pubblica che dia priorità a chi si impegna ad assumere personale sammarinese disoccupato. La nostra proposta va in questo senso”.

Teodoro Lonfernini, Pdcs: “Tonnini riporta una serie di insoddisfazioni sulla gestione dei rifiuti. C’è volontà di andare avanti con il porta a porta, è un impegno preso dalla maggioranza. Il progetto di raggiungimento di determinate quote percentuali è responsabilità mia e della collega Mularoni. I castelli saranno oggetto di bando di selezione, per chi vorrà impegnarsi, per far sì che venga attribuita a loro la gestione dei castelli rimanenti. La cittadinanza va istruita, alcune circostanze denotano immaturità, entrare nel concetto culturale verso la gestione del rifiuto non è per tutti la stessa cosa. Ricambio con una proposta di Odg per trovare una soluzione unanime. E’ volta a ribattezzare il crono-programma con l’implementazione del porta a porta in maniera totale entro il 2017, con il 70%. Così saremo nei parametri di carattere europeo”.

Elena Tonnini, Rete: “Ho dato un occhio all’Odg sottoposto da Lonfernini. Va in un’altra direzione rispetto a quanto chiediamo noi. Dice che si procederà castello per castello. Noi lo vogliamo su tutto il territorio. Procedere per step fa aumentare i costi. Lasciamo in votazione il nostro Odg”. Franco Santi, Civico 10: “Quello annunciato dal segretario è l’ennesimo crono-programma. Quelli precedenti sono stati disattesi. La fiducia vacilla. E’ un’assurdità intervenire a spizzichi e bocconi. Non ha un senso economico, né da altri punti di vista”. Teodoro Lonfernini, Pdcs: “Da quello che ho capito non è possibile trattare. Sono costretto a chiedere all’Aula a non approvare l’Odg di Rete. E’ l’indicazione del governo. Dico a Santi che non è l’ennesimo crono programma. Ne è stato dato solo uno, a febbraio. E’ stata fatta la scelta delle 5 aree più i centri storici. Non sono assurde parcellizzazioni. Tengono conto di costi e benefici”.

d) Ordine del Giorno presentato dal Gruppo Consiliare Movimento Civico RETE per un riferimento del Governo nella prima sessione utile del Consiglio sulla situazione dei giochi della sorte, sui relativi progetti e partnership/ RESPINTO.

Gian Matteo Zeppa, Rete: “E’ un Odg che nasce da un’intervista pubblicata sul quotidiano ‘Tribuna’ di un dirigente della Novomatic in cui emergevano elementi non chiari. A leggere quell’articolo sembrava si fosse in procinto dell’apertura della nuova sede di Novomatic, cacciata 10 anni fa da San Marino. La delibera citata nell’Odg pone come termine di scadenza il 31 maggio perché sia il governo con la Giochi del Titano a individuare una nuova sede. Vorremmo capire qual è l’indicazione del governo, a che titolo la Novomatic può suggerire una sede? Cosa si vuole fare con la Novomatic?”.

Gian Carlo Capicchioni, segretario di Stato per le Finanze: “Nessuna decisione è stata presa con la Novomatic, i giochi della sorte fanno capo a un ente a partecipazione pubblica, la Giochi del Titano, unica deputata a gestire questi giochi. La delibera prevede che entro maggio 2016 siano avviate iniziative legate in via esclusiva al poker sportivo, c’è da individuare dove, e non sarà l’ex garage Masi che è proprietà privata, sarà sede in centro storico pubblica. E’ stata individuata con una delibera dei primi di maggio la sede dell’ex cinema Turismo. Temporaneamente, si potrà dare seguito al polo per l’intrattenimento per il poker sportivo in una sala del palazzo Kursaal, niente di quello che viene paventato dall’Odg. Novomatic non ha nessun rapporto, né con il governo, né con la Gdt, di partnership non ve ne saranno neanche in futuro”.

Teodoro Lonfernini, segretario di Stato per Turismo: “Il governo ha scelto la struttura del cinema Turismo per intrattenimento non solo riguardo al poker, ma per l’intero circuito turistico che si vuole sviluppare in centro storico. La delibera ha risposto a una precisa richiesta avanzata oltre un anno e mezzo fa da parte delle associazioni di categoria. L’altro aspetto è il progetto di intrattenimento lo porta avanti solo la Giochi del Titano. Sul futuro non metto preclusioni, ma la legge indica questo e, se si vorrà cambiare, si dovrà intervenire a livello legislativo”.

c) Ordine del Giorno presentato dal Gruppo Consiliare Movimento Civico RETE per la rimozione dei cassonetti stradali nelle zone industriali e artigianali / RESPINTO.

Elena Tonnini, Rete: “Chiediamo di togliere cassonetti stradali dalle zone industriali, secondo uno studio dell’Aassm che ci è costato 18 mila euro, emerge che le percentuali di rifiuti industriali gettati nei cassonetti pubblici sono tra il 30 e il 50% del totale, nel momento in cui dovrebbero essere le imprese stesse a gestire i rifiuti e a farsene carico. Succede che ci sono le aziende che pagano per smaltire i propri rifiuti, ma altre preferiscono gettarli nei cassonetti e il loro smaltimento viene a carico dei cittadini. Il cittadino paga così la metà in più rispetto i rifiuti che lo riguarderebbero. A seguito di questo studio l’azienda si era data questo impegno di togliere i cassonetti nelle zone artigianali-industriali. Non vorremmo che, visti gli impegni presi con l’Italia si trovi un escamotage, modificando cassonetti in queste aree, mettendo cassonetti differenziati in modo da aumentare percentuale di differenziazione. In questo modo emergerebbe una differenziazione e non sarebbe così”.

Teodoro Lonfernini, segretario di Stato: “L’Odg può essere approvato. Siamo in fase di avvio a giorni ad Acquaviva con porta a porta. Concordo con consigliere Tonnini, non si può usare cassonetti per ogni utilità, tanto più per aziende che se ne approfittano. Con sistema telecamere, buona parte di questa abitudine vengono in ogni caso già colpite da sanzione”.

e) Ordine del Giorno presentato dai Gruppi Consiliari di Sinistra Unita–LabDem e Civico10 per un riferimento da parte del Governo sull’esito della proposta operativa relativa alla parte istituzionale dell’Accordo di Associazione con l’UE e per un dibattito finalizzato a individuare trattamenti di salvaguardia in particolare in materia di libera circolazione delle persone e delle merci, di fiscalita` e di libera prestazione dei servizi in territorio/RITIRATO

Andrea Zaffefani, C10: “La proposta è stata fatta da Ca nella scorsa seduta, partiva dai riferimenti della delegazione della Commissione Affari esteri, sull’esito dell’incontro ad Andorra con le commissioni Esteri di Andorra e Monaco. Possiamo valutare il ritiro, se si conferma la disponibilità data in questo senso dal segretario di Stato”.

Francesco Mussoni, segretario di Stato: “Il collega Valentini è a Istanbul per impegni istituzionali, confermo la disponibilità per rimettere in discussione l’argomento nel prossimo Consiglio grande e generale, tra qualche settimana potremo dibattere in modo serio su questo importantissimo tema”.

Andrea Zafferani, C10: “Obiettivo colto dal governo, possiamo ritirare l’Odg”.

f) Ordine del Giorno presentato dai Gruppi Consiliari di Sinistra Unita-Labdem, Civico10, Partito Socialista, Unione per la Repubblica e RETE in merito all’iniziativa assunta dal Segretario di Stato per la Sanita` di avviare un test per la ricerca di sostanze d’abuso rivolto ai Consiglieri e per l’avvio di un ricorso per conflitto di attribuzioni al Collegio Garante della Costituzionalita` delle Norme/ RITIRATO

Francesca Michelotti, Su-LabDem: “Riteniamo che Mussoni abbia prevaricato il Consiglio. Non c’era un fatto di cronaca che richiedesse un’azione tempestiva. L’iniziativa si collegava alla provocazione di un consigliere di maggioranza in merito all’istanza di legalizzazione per l’uso terapeutico di cannabis. Un consigliere di opposizione si sottopose al test in via personale. Non è giustificata l’iniziativa di Mussoni sotto il profilo politico. Sembra un’azione mirata a conseguire gli effetti di un’auto promozione mediatica accuratamente pianificata. Il Consiglio è stato messo all’attenzione pubblica con accenti denigratori. C’è un principio di separazione dei poteri che riserva al Consiglio l’assunzione di decisioni che coinvolgo i consiglieri. Mi risulta che pochi abbiano fatto gli esami delle urine. Non c’è stata gogna mediatica perché il Consiglio ha preso posizione. L’Odg punta a far sì che il Consiglio si esprima sull’eventualità di avviare un ricorso per conflitto di attribuzione, per evitare che ciò si delinei come precedente”.

Francesco Mussoni, segretario di Stato alla Sanità: “Non era mia intenzione lanciare una provocazione, come di fatto è stata percepita all’Aula consigliare. Avrei seguito la procedura della delibera di Congresso, oppure l’Ufficio di presidenza. E’ stata un’iniziativa della mia segreteria. Ho pensato potesse essere gradita. Garantiva riservatezza, una procedura seria. Il test era volontario. Quando ho capito che le forze politiche avevano inteso l’iniziativa come una provocazione, non ho fatto atti di insistenza”.

Francesca Michelotti, Su-LabDem: “Mussoni ha ammesso di non aver compreso la portata di ciò che stava facendo. Prendiamo atto della sua presa di coscienza. Ritiriamo, in accordo con le forze politiche che hanno sottoscritto il documento, l’ordine del giorno”.

Comma 18. Relazioni Annuali relative agli anni 2014 e 2015 sulle attivita` svolte dal Comitato Sammarinese di Bioetica, ai sensi dell’articolo 9 della Legge n.34/2010

Francesco Mussoni, segretario di Stato per la Sanità: “Dal documento emerge con chiarezza la funzione strategica di supporto che il comitato ha nella sperimentazione di alcune tecniche e il ruolo che ha nell’ambito internazionale. In questi anni la sua attività si è qualificata fino a dare anche indicazioni sull’uso di alcuni farmaci. Recepisco le richieste del Comitato di avviare nuove norme su sperimentazioni cliniche e il tema di un’organizzazione più strutturata della segreteria del Comitato di bioetica”. Ivan Foschi, Su- LabDem: “Mi sarei aspettato un altro tipo di relazione sia per il 2014 che per il 2015. E di vedere discusse le linee di bioetica che ha guidato il comitato, le motivazioni sulle decisioni assunte e gli orientamenti sulla futura attività, per capire come il Consiglio poteva eventualmente interagire. Dispiace che non abbiamo modo di toccare con mano l’attività svolta dalla Commissione”.

Manuel Ciavatta, Pdcs: “Tutte le relazioni inviate al Consiglio Grande e Generale sono in sé abbastanza scarne, ma ci danno l’idea di cosa abbia fatto e come si sia mosso il Comitato di Bioetica. Pensiamo alle norme sull’accertamento della morte e al lavoro avviato quindi per la donazione degli organi, così come lo studio sull’approccio alla disabilità che è nato in seno al Comitato. Questo organismo nato da poco e che piano piano sta crescendo sta dando a San Marino rilievo internazionale, partecipando ai vari meeting con gli altri organismi omologhi di altri Paesi”.

23 maggio 2016
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