Emilia Romagna

Caab non è più il “grande malato”, in utile anche nel 2015

caab3

BOLOGNA – Solo qualche anno fa era il grande ‘ammalato’ di Bologna, una società perennemente in perdita ed con un debito milionario nei confronti del suo principale azionista, il Comune di Bologna. La musica è, però, cambiata. E oggi il Caab, con il suo tetto fotovoltaico più grande d’Europa, uno dei mercati ortofrutticoli più moderni del paese, il progetto Fico in via di realizzazione e, soprattutto, i conti in ordine, è uno dei fiori all’occhiello della città. Il 2015 si chiuso, infatti con un fatturato di 4,335 milioni (in leggero calo sui 4,574 milioni del 2014 per la cessazione di alcune aziende in corso d’anno) e un utile netto di 209.775 euro (contro un milione e 35.000 dell’anno precedente).

caabE’ il quinto bilancio consentivo a chiudere in positivo. Nel frattempo i debiti con le banche sono stati azzerati e si conta entro l’anno prossimo di estinguere anche quello con il Comune, in anticipo di tre anni rispetto a quanto previsto. Del resto, lo scorso anno il flusso di cassa verso il Comune ammontava a circa tre milioni di euro (70.000 euro di interessi sul debito, 600.000 euro di Imu e di altre imposte, oltre alla prima tranche del rimborso da un milione di euro). Una cifra destinata più che a raddoppiare nel 2016, attestandosi tra i sette e gli otto milioni. Del resto il foundraising per il Fondo Pai, la cassaforte che permetterà la realizzazione del progetto Fico-Eataly Wordl sta andando bene: oltre ai 14 milioni di euro che si sono aggiunti in questi giorni ai 100 già raccolti (10 dalla Cassa forense, tre da quella dei commercialisti, ancora uno da Enpaia, la Cassa degli agronomi), nel corso del 2015 il fondo Pai ha ceduto quote per 7,750 milioni di euro.

di Vania Vorcelli, giornalista professionista

23 maggio 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»