Le guardie svizzere di Pannone presentate a Torre Annunziata - DIRE.it

Vaticano

Le guardie svizzere di Pannone presentate a Torre Annunziata

guardie svizzereROMA  – Chi sono le guardie svizzere? Da dove vengono? Quali studi devono affrontare? Quali sono i loro ruoli all’interno dello stato clericale? Questi ed altri quesiti trovano una risposta ne ‘L’esercito più piccolo del mondo’, 80 minuti di pellicola firmata da Gianfranco Pannone.

Il documentario prodotto dal Centro Televisivo Vaticano, fra gli altri italiani presentati fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2015, è forse il più curioso per il tema trattato.

Pannone è bravo a mimetizzarsi senza essere invadente e a lasciare che la realtà accada davanti alle sue macchina da presa evitando filtri dovuti alla mancata spontaneità delle persone riprese. Evitando di focalizzare la sua attenzione su aspetti più introspettivi e personali legati a questa scelta di vita, l’autore riesce ad entrare in luoghi inaccessibili al pubblico, a stretta distanza con Papa Francesco e nei cunicoli più nascosti di uno dei musei più importanti al mondo, firmando così un lavoro che per la critica è “riuscito, stimolante e abile nello schivare luoghi comuni o passaggi retorici e imparziali legati alla sfera religiosa”. ‘L’esercito più piccolo del mondo’ sarà presentato domani alle 18.30al cinema teatro Politeama a Torre Annunziata, nel Napoletano. L’evento a ingresso gratuito, che prevede la proiezione del lavoro ed un dibattito seguente, è promosso e organizzato da “Cortodino Premio Internazionale del Cortometraggio Dino De Laurentiis” ed è realizzato in collaborazione con la Basilica Madonna della Neve di Torre Annunziata e il Cinema Teatro Politeama. Dopo il saluto di Mons. Raffaele Russo, Rettore della Basilica, e di Filippo Germano, direttore di Cortodino, l’autore, Gianfranco Pannone, risponderà alle domande del pubblico con interventi moderati da Salvatore Aulicino.

23 maggio 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»