Dl Crescita: dal ‘Salva-Roma’ ai risparmiatori, ecco le norme in bilico

Atteso per le 19 il cdm sul dl crescita, restano ancora molti nodi da sciogliere all'interno della maggioranza gialloverde
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Il Consiglio dei ministri di stasera dovrebbe affrontare il decreto crescita: un provvedimento nato per spingere gli investimenti, aiutare le imprese con agevolazioni fiscali e contrastare il rallentamento economico. Le misure del decreto, nelle intenzioni del governo, dovrebbero irrobustire la crescita e scongiurare una eventuale manovra correttiva. Il provvedimento era stato già approvato ‘salvo intese’ il 4 aprile scorso, ma l’accordo non è mai stato chiuso e le misure non sono arrivate in Gazzetta ufficiale.

LEGGI ANCHE: Roma ladrona la Lega non perdona… oppure sì?

Gli occhi, però, sono tutti puntati sulla norma ‘Salva Roma’ che, in sostanza, consentirebbe al Mef di pagare gli interessi del debito storico di Roma alleggerendo così il peso finanziario sulla Capitale. La Lega si oppone e chiede aiuti per tutti i comuni, cominciando con la rinegoziazione dei debiti delle città metropolitane.

Nel decreto potrebbero anche entrare le misure per i rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche. Le norme preparate da Giovanni Tria prevedono una sorta di doppio binario: i risparmiatori sotto i 35 mila euro di reddito o 100 mila di patrimonio mobiliare avranno diritto a un risarcimento quasi automatico mentre gli altri passeranno per una commissione indipendente che verifichera’ le violazioni massive che saranno tipizzate nel decreto attuativo del ministero dell’Economia.

Queste, in sintesi, alcune delle principali norme che erano rientrate nell’approvazione ‘salvo intese’ di un mese fa. Il decreto, a quanto si apprende, potrebbe essere chiuso stasera, approvato nuovamente ‘Salvo intese’ o rinviato a lunedì:

– ENTI LOCALI: La rottamazione delle cartelle viene estesa agli enti territoriali. La norma prevede per regioni, province, citta’ metropolitane e comuni di disporre (entro 60 giorni) la definizione agevolata delle proprie entrate, anche tributarie, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale notificati negli anni dal 2000 al 2017, stabilendo l’esclusione delle sanzioni.

– SUPER AMMORTAMENTO: Torna dal 1° aprile al 31 dicembre 2019 l’agevolazione rivolta alle imprese che investono in beni strumentali nuovi. Tetto di investimento a 2,5 milioni ed esclusione dei veicoli e degli altri mezzi di trasporto non strumentali all’attivita’.

– IRES: Fine della mini Ires che riduceva l’aliquota al 15% (dal 24%) e nuova agevolazione al 22,5% nel 2019. L’aliquota cala al 21,5% per il 2020; al 20,5% per il 2021 e al 20% dal 2022. Lo sconto si applica sugli utili di esercizio reinvestiti in azienda.

– CAPANNONI: La deducibilta’ Imu sui capannoni sale dal 40 al 60% nel 2019.

– ALITALIA: Il Mef interviene nel capitale sociale della compagnia. Viene esteso a tempo indeterminato il prestito ponte e gli interessi trasformati in capitale.

– RIENTRO CERVELLI: Per docenti e ricercatori che trasferiscono la residenza in Italia a partire dall’anno 2020 scatta un aumento da 4 a 6 anni della durata del regime di favore fiscale. Inoltre si prolunga la durata dell’agevolazione a 8, 11 e 13 anni, in presenza di specifiche condizioni (numero di figli minorenni e acquisto dell’unita’ immobiliare di tipo residenziale in Italia).

– RICERCA E SVILUPPO: Il credito d’imposta in ricerca e sviluppo e’ prorogato fino al 2023. Il credito, si legge nella bozza, e’ “attribuito nella misura del 25% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti in attivita’ di ricerca e sviluppo realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2019”.

– MADE IN ITALY: Arriva il registro dei marchi storici per le aziende italiane per scoraggiare le delocalizzazioni.

– SISMA BONUS: Viene esteso alle zone 2 e 3, oggi e’ previsto solo per i rischi in zona 1. Il beneficio consiste nella detrazione fiscale del 75% in caso di miglioramento di una classe della classificazione energetica e dell’85% in caso di passaggio di due classi.

– COMUNI: 500 milioni di euro a favore delle amministrazioni per opere di efficientamento energetico e sviluppo sostenibile.

 

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

23 Aprile 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»