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Basi militari, la Sardegna alla Difesa: “Vogliamo i droni, portano lavoro”

F. Pigliaru

F. Pigliaru

CAGLIARI – Oltre al monitoraggio ambientale con “dati certi” ad Arpas, i piani condivisi antincendio e i costi delle basi, la Sardegna ha posto anche la questione lavoro, o meglio l’utilizzo riservato della tecnologia dei droni, al ministero della Difesa. Lo spiega alla “Dire” il presidente della Regione Francesco Pigliaru, interpellato al termine del vertice di ieri col sottosegretario Domenico Rossi, primo incontro tecnico in attuazione dell’accordo quadro su un tavolo istituzionale firmato a gennaio.

“Abbiamo chiesto- racconta Pigliaru alla ‘Dire’- se e quanti investimenti arriveranno per la cosiddetta tecnologia duale, quella che parte da questioni militari ma poi sviluppa cose positive per la popolazione, come per esempio la tecnologia dei droni. Vogliamo che queste tecnologie, che offrono anche la possibilità di creare lavoro, arrivino in Sardegna, dato che abbiamo servitù così pesanti”.

Per il resto Pigliaru parla di “incontro molto positivo. E’ stata una riunione molto tecnica durante la quale abbiamo lavorato sull’agenda e sul lavoro da fare nei prossimi passaggi. Abbiamo posto come primo punto di avere dei dati sulla qualità dell’ambiente e sull’eventuale inquinamento e sui rischi per salute dei nostri cittadini, perché fino ad oggi non abbiamo dei dati credibili. Vogliamo che la nostra Arpas sia messa nelle condizioni di fare un continuo monitoraggio delle situazione ambientale e della salute“.

“Vogliamo poi tutti i dati sui costi delle servitù militari in Sardegna- continua il presidente sardo- e infine abbiamo condiviso un procedura per cui nella gestione degli incendi tutto quello che si fa nei Poligoni sarà perfettamente integrato nel piano degli incendi della Sardegna”.

di Andrea Piana

23 aprile 2015

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