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Meningite, i dati del Bambino Gesù: “In Italia 1.000 nuovi casi l’anno”

Ospedale Bambino Gesù

Ospedale Bambino Gesù

ROMA – “La meningite è una patologia grave. In Italia si registrano circa 1.000 nuovi casi ogni anno e 1 persona su 10, tra chi si ammala, muore. Ciò che più rattrista e non trova alcuna ragionevole spiegazione è che nell’80% dei casi si tratta di meningiti che si sarebbero potute evitare se i soggetti fossero stati vaccinati”. Lo sottolinea Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale e malattie infettive del Bambino Gesù.

Di questa malattia ne esistono vari tipi, “causati da germi diversi, ma la ricerca scientifica continua a produrre nuove armi per combatterla: i vaccini. L’Ospedale pediatrico Bambino Gesù partecipa attivamente alla Giornata mondiale contro la meningite, che si celebra ogni anno oggi, il 24 aprile, con un convegno a Roma che riunisce pediatri ed esperti dell’Istituto superiore di Sanità, dell’Università Cattolica e de La Sapienza, presso l’Aula Salviati del Bambino Gesù, sede Gianicolo (Piazza Sant’Onofrio 4).

Nonostante “esistano vaccini ad hoc e anche a causa del calo generale delle vaccinazioni che lascia invece spazio alla circolazione di batteri, sono tornate a colpire forme della malattia che si ritenevano debellate. In Italia non sono pochi i bambini che rischiano la vita- afferma Villani- perché non vaccinati. Non si tratta di casi isolati: i germi responsabili della meningite ci sono e mietono vittime. Malgrado i progressi della medicina nella rianimazione e nell’assistenza al paziente, infatti, la mortalità non è diminuita e circa il 10% delle persone ammalate perde la vita. Il 50-60% guarisce completamente, mentre il 30% sopravvive riportando conseguenze anche molto gravi (15 bambini su 100 hanno complicanze così gravi da richiedere protesi acustiche o degli arti, cicatrici invalidanti, seri problemi alla vista, deficit neuro-motori) con un costo umano, sociale e sanitario altissimo”.

Secondo responsabile di Pediatria generale del Bambin Gesù “l’unica arma per difendersi e per proteggere soprattutto i bambini, più vulnerabili all’aggressione dei batteri, è la vaccinazione. Oggi sono disponibili vaccini specifici per la meningite da Haemophilus influenzae di tipo B e per le forme – le più frequenti – causate dallo pneumococco e dai ceppi principali (A, B, C, Y, W 135) del meningococco”.

Vaccinare quindi i bambini è “fondamentale- prosegue Alberto Villani- in mancanza di vaccinazione, infatti, il batterio responsabile della malattia circola di più e, conseguentemente, colpisce in misura maggiore. Chi non si vaccina non danneggia solo se stesso, ma mette a repentaglio anche gli altri. Attualmente accade anche che siano giovani adulti che non hanno effettuato i richiami vaccinali, o anziani non vaccinati, a contagiare bambini e neonati”.

I vaccini contro la meningite sono “gratuiti e tutti fortemente consigliati. Ad oggi, l’unico ancora a pagamento in alcune regioni italiane è quello che protegge dal meningococco B. Possono essere somministrati (presso i pediatri, Asl di appartenenza o Centri vaccinali) a bambini di ogni età, tuttavia, considerato che il picco di maggior incidenza della meningite è nel primo anno di vita, quanto prima si procede con la vaccinazione tanto maggiore è la copertura. Non esiste bambino che non possa essere vaccinato. Circa i rischi connessi alle vaccinazioni è sicuramente confortante il dato che all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù è operativo da anni un servizio vaccinale – prioritariamente dedicato ai bambini considerati a rischio di reazioni avverse – dove vengono eseguite- conclude Villani- circa 800 vaccinazioni l’anno e dove non è mai stata riscontrata una reazione avversa maggiore”.

23 aprile 2015

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