Foto, dipinti e installazioni: all’Artrooms ogni camera mostra la propria arte

Qui l’artista mostra le sue opere e allo stesso tempo mostra se stesso, accogliendo in un luogo intimo e privato il visitatore
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ROMA – “Mio padre faceva il sarto e aveva una collezione di bottoni, volevo giocarci ma mi diceva sempre che costavano troppo, di stare attenta ad usarli. Quando è morto mia mamma mi ha regalato tutti i suoi bottoni e io ho creato questa installazione qui”. È il racconto di Magdalena Jasiak, artista polacca che all’Artrooms Fair- la fiera dell’arte contemporanea indipendente in corso al The Church Palace di Roma- ha allestito la sua camera con lunghi fili decorati con i bottoni.  Entrando il visitatore resta sorpreso, entra in un mondo magico, accogliente e romantico. 

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Poche camere più avanti una stanza buia, si entra con una torcia. “Questa è una stanza fotografica scatta fotografie”, recita la didascalia affissa al lato della porta. In un’altra stanza ancora chi entra è invitato a “fare la propria rivoluzione”. In un’altra l’odore delle spezie con cui sono state interamente create le opere avvolge tutti i sensi.

Più di 50 camere d’albergo sono state trasformate, dagli artisti che le occupano, in atelier espositivi e installazioni artistiche. Vengono da tutto il mondo, dall’Italia, da altri paesi europei, dalla Russia, dall’India, dal Pakistan, dall’America, solo per citarne alcuni.

Ogni stanza è un mondo a sé stante. Qui l’artista mostra le sue opere e allo stesso tempo mostra se stesso, accogliendo in un luogo intimo e privato il visitatore. E chi guarda, chi partecipa all’Artrooms fair, deve a sua volta sforzarsi, superare la propria timidezza, per entrare nella stanza e conoscere l’arte racchiusa in quelle pareti.

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23 Marzo 2019
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