Siria, forze arabo-curde: “A Baghouz l’Isis è stato sconfitto”

A proclamare l’istituzione del sedicente Stato islamico di Iraq e Siria (da cui l’acronimo ‘Isis’) era stato Abu Bakr Al-Baghdadi a fine giugno del 2014
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ROMA – Il 23 marzo potrebbe essere ricordato come il giorno in cui lo Stato islamico è stato definitivamente sconfitto. Stando al tweet di Mustafa Bali, il portavoce delle Forze democratiche siriane (Sdf), l’ultimo nucleo dell’Isis si è arreso, e la città di Baghouz, con l’intera provincia di Dair Ez-Zor, è stata riconquistata. “L’Sdf- ha scritto Bali- annuncia la completa eliminazione del sedicente califfato, la sconfitta del dell’Isis sul 100 per cento del territorio. In questa memorabile giornata, rendiamo onore alle migliaia di martiri i cui sforzi hanno reso questa vittoria possibile”.
“E’ finita davvero” riferisce una fonte interna al Rojava Information Center (Ric) alla Dire. “Stamani abbiamo fatto un giro di ricognizione. Abbiamo potuto vederlo coi nostri occhi”. L’Sdf è la coalizione arabo-curda sostenuta dagli Stati Uniti, che da settimane era impegnata nella riconquista dell’ultima roccaforte jihadista nel nord-est della Siria. Negli ultimi giorni centinaia di combattenti, con le loro famiglie, si sono arresi, e le Sdf, sostenute dalla milizia curda dell’Ypg, hanno battuto palmo a palmo il territorio circostante per eliminare i depositi di armi e bonificare i covi dei jihadisti.

Le ultime sacche della resistenza si concentravano ormai in una manciata di chilometri lungo il fiume Eufrate e nelle zone montuose. Come riferiscono ancora le fonti curde in Siria alla Dire, nelle ultime 48 ore tra gli ultimi due gruppi di “fedelissimi” del califfato, si era creata una divisione interna. I due gruppi erano anche fisicamente divisi, uno arroccato tra le montagne che circondano Baghouz, l’altro nei pressi del fiume. “I due gruppi non volevano arrendersi. Non erano però collegati tra di loro- ha detto la stessa fonte- ed erano composti prevalentemente da uomini. Non mancavano tuttavia donne e bambini”. Che ne è stato di loro? “La maggior parte di loro sono probabilmente morti- la risposta del responsabile Ric- Non conosciamo il numero esatto di quelli che si sono consegnati”.

In un tweet della notte scorsa, Mustafa Bali riferisci di ultimi, intensi bombardamenti sulle montagne, per “sconfiggere ciò che resta dell’Isis”.
A proclamare l’istituzione del sedicente Stato islamico di Iraq e Siria (da cui l’acronimo ‘Isis’) è stato Abu Bakr Al-Baghdadi a fine giugno del 2014, approfittando della profonda instabilità di questi due Paesi. Sebbene il movimento armato sia ormai distrutto da un punto di vista militare, gli esperti da tempo avvertono della minaccia rappresentata da quei combattenti che sono riusciti a fuggire. Tra loro ci sarebbero anche degli occidentali.
La battaglia di Baghouz ha causato un enorme esodo di civili – la città e i suoi dintorni si stima fosse abitata da circa 60mila persone – che ora affollano i campi profughi circostanti in condizioni di forte precarietà, come ha denunciato la Mezzaluna rossa siriana.

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23 Marzo 2019
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