Prato, via panchine e aiuole per combattere spaccio

matteo-biffoni

Matteo Biffoni

PRATO – Questa mattina “c’è stato il primo sopralluogo per rimuovere le panchine” così come richiesto, “ed è stato chiesto agli uffici di procedere per permettere al condominio di piazza San Marco di togliere le aiuole di pertinenza. Inoltre il prefetto e il questore hanno già dato la propria disponibilità per un incontro con i cittadini il prossimo 30 marzo”. Lo afferma il sindaco di Prato, Matteo Biffoni all’indomani dell’incontro di un comitato cittadino di piazza San Marco, viale Vittorio Veneto e viale Montegrappa che ha raccolto 1.200 firme, in una petizione, contro il degrado e lo spaccio del quartiere.

Biffoni sottolinea che la disponibilità della Prefettura è la stessa “dimostrata altre volte in passato con i cittadini della zona di via Pier Cironi, di Viaccia o della Querce”. Il sindaco ribadisce la necessità di lavorare in sinergia. Da questo punto di vista, evidenzia, “il pugno duro della procura con gli ultimi arresti va proprio su questa strada. La situazione che adesso si è acuita esiste da circa dieci anni, in zona Serraglio come in zona piazza Europa, non bastano pochi mesi per risolvere il problema, ma le istituzioni devono andare tutte dalla stessa parte, con forza e impegno, senza fermarsi”.

droga (700 x 419)Sul piano più generale Biffoni si è detto d’accordo col procuratore Nicolosi “quando dice che il legislatore ha depenalizzato alcuni reati e i piccoli spacciatori non si possono mettere in carcere con tanta facilità. Ma le leggi valgono in tutta Italia, quindi dobbiamo fare anche a Prato con quel che c’è. La politica farà la propria parte perché la legge sui cosiddetti ‘microreati’ venga cambiata, ma al contempo è necessario individuare e colpire i livelli più alti rispetto al piccolo spacciatore e utilizzare tutti i mezzi legislativi in atto per dare segnali forti”. “Nessuno ha la presunzione di credere che si possa sconfiggere in uno schiocco di dita e totalmente il fenomeno dello spaccio di droga- ha continuato Biffoni- ma mi rifiuto di pensare che non si possa sistemare questa situazione. Ognuno per la propria parte e con i mezzi a disposizione”. Il Comune- ha poi aggiunto Biffoni- “cura il decoro urbano e, con l’aiuto dei servizi sociali e sanitari, intraprende azioni di educazione e prevenzione, oltre che di supporto per chi vuole disintossicarsi; poi ci sono le altre competenze: le forze dell’ordine arrestano, la procura fa le indagini”.

di Carlandrea Poli, giornalista

23 Mar 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»