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Musica, Dodi Battaglia: “Finalmente tutela dei diritti connessi” VIDEO

ROMA  – “Finalmente siamo all’alba di un riconoscimento di questi diritti che da 40 anni gli interpreti ed esecutori stanno aspettando. Nella musica non ci sono solo i grandi artisti, i grandi autori, ma esistono anche gli interpreti, gli esecutori, quelli che poi materialmente eseguono le loro parti nei dischi, e c’è una serie di diritti che è corretto vengano riconosciuti senza intermediazione: fino a oggi, infatti, passavano da una categoria, quella dei produttori, che li ha gestiti per conto di altri. Invece, in un clima di liberalizzazione e correttezza è giusto che gli artisti abbiano la facoltà di negoziare i propri diritti i prima persona”. Dodi Battaglia, chitarrista dei Pooh, lo dice alla DIRE a margine della presentazione dell’emendamento Pd al ddl Concorrenza che vuol garantire a cantanti e musicisti la possibilità di gestire in prima persona, in autonomia dai discografici, i compensi per i diritti connessi.

“La musica viene fatta sì dai grandi interpreti, dai grandi artisti, dai grandi cantanti, ma grazie alla professionalità e al know how di tanti strumentisti, musicisti, session man, di quelli che oggi si chiamano music maker- spiega Battaglia- da persone, insomma, che collaborano al progetto, ed è corretto che i diritti vengano loro corrisposti direttamente senza l’intermediazione di un produttore discografico che ha altri interessi“.

Un tema, quello dei diritti connessi, che riguarda soprattutto gli artisti emergenti, che iniziano come interpreti, session man, coristi (nella lirica soprattutto) e comunque in figure ‘tecniche’ non illuminate dalle luci della ribalta. “I giovani hanno un grande entusiasmo che li porta ad andare avanti, tutti siamo stati così, però spesso questo grande entusiasmo li porta a non essere informati su come vanno gestiti i loro diritti, e magari si ritrovano all’età della pensione a desiderare di aver fatto scelte più consapevoli- aggiunge il chitarrista dei Pooh- questa norma va in questo senso, in quello di dar più diritti a quello che è il lavoro degli artisti conclamati ma soprattutto dei giovani”.

23 marzo 2016
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