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Draghi: “La ripresa in Ue guadagna slancio, inflazione bassa fino a fine anno”

M. Draghi

M. Draghi

ROMA – La crescita in Europa “sta guadagnando slancio. La base per la ripresa economica nell’area dell’euro si è chiaramente rafforzata” grazie “al calo dei prezzi del petrolio, al graduale consolidamento della domanda esterna, alle condizioni di finanziamento facile guidati dalla nostra politica monetaria accomodanti e al deprezzamento dell’euro”. Lo dice il presidente della Bce, Mario Draghi, parlando al Parlamento europeo.

“Ci aspettiamo che l’inflazione nell’area dell’euro rimanga molto bassa o negativa nei prossimi mesi” a causa del calo dei prezzi del petrolio. “Tuttavia, i tassi di inflazione dovrebbero iniziare ad aumentare gradualmente verso la fine dell’anno“.

“I risultati positivi del nostro nuovo programma di acquisto non devono distrarre gli altri soggetti dal dare il loro contributo per mettere l’economia in carreggiata“, spiega Draghi.

“Le politiche di bilancio dovrebbero sostenere la crescita economica, garantendo nel contempo la sostenibilità del debito. L’attuazione piena e coerente del patto di stabilità e crescita è fondamentale per la fiducia nel nostro quadro di bilancio. Inoltre, le riforme strutturali dovrebbero essere attuate prontamente e con determinazione”, aggiunge.

“In Italia e in Spagna si sono fatti passi avanti sulle politiche del lavoro”. Lo dice il presidente della Bce, Mario Draghi nel corso di una audizione al parlamento europeo.

“Ogni paese ha una sua lista di riforme piu indicate da fare per la situazione economica in cui si trova. Ma ricadono tutte in 3 categorie: quelle che riguardano il mercato interno; quelle che servono per creare un ambiente propizio all’impresa con meno barriere all’accesso. Si tratta di tutta una serie di misure per far si’ che l’investimento sia più agevole di oggi”, spiega. E “la terza categoria riguarda le politiche del lavoro”, aggiunge il numero uno della Bce.

Al deputato Fi-PPe Fulvio Martusciello che gli chiede se non sia il caso di mettere per iscritto le riforme che dovrebbe fare l’Italia, Draghi risponde: “Non stiamo programmando di mandare lettere a nessuno”.

 

(I dettagli dell’intervento di Mario Draghi nel notiziario DIRE in abbonamento)

23 marzo 2015

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