Bologna, genitori scuole contro "odore cannabis" dopo arrivo Labas - DIRE.it

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Bologna, genitori scuole contro “odore cannabis” dopo arrivo Labas

BOLOGNA – Gli striscioni contro le forze dell’ordine e le “esalazioni” di cannabis. C’è anche questo tra i temi sollevati dai genitori delle scuole di vicolo Bolognetti, a Bologna, dopo l’arrivo del collettivo Labas che ha avuto in gestione dal Comune gli spazi del piano terra. Se n’è parlato questa mattina durante un’udienza conoscitiva svolta a Palazzo D’Accursio.

“AUTOMEZZI PASSANO IN CORTILE”

Per cominciare, “stiamo assistendo al passaggio di automezzi nel cortile scolastico usato per la ricreazione” e questo anche “in orari in cui sono presenti i bambini”, afferma Laura Lecchi, vicepresidente del Consiglio di istituto dell’Ic16, che chiede anche di capire “quale potrebbe essere la situazione” che si può venire a creare in caso di evacuazione con la presenza di persone e banchetti. Si aggiungono le “preoccupazioni” per la sicurezza legate ad eventuali installazioni e strutture montate per gli eventi.

“PROBLEMA FUMO, E NON SOLO TABACCO…”

Poi c’è il nodo “norme di comportamento“, continua la vicepresidente, che segnala l’uso “anche da parte di persone di Labas” dei bagni dedicati alla scuola e si sofferma sul fumo: premesso che “esiste una legge che proibisce il fumo in luoghi attigui alle scuole”, il tema “che ci preoccupa di più non è che non è solo fumo di tabacco e quindi le esalazioni sono anche di tipo cannabis“.

“BANDIERE CHE INNEGGIANO ALLA DISOBBEDIENZA”

Lecchi lamenta poi che “potrebbe venire meno” l’uso della sala Silentium e già “sappiamo che è stato asportato il pianoforte“. E ancora, Lecchi mette nel mirino la “frequente stesa di bandiere che non sono proprie soltanto di un’associazione, ma inneggiano alla disobbedienza e alla non osservanza delle norme civiche”.

“STRISCIONI CONTRO POLIZIA, BAMBINI CHIEDONO CHE SIGNIFICA”

Trovandosi nei pressi di una scuola, “è superfluo dire come sia assolutamente incompatibile” uno striscione, è l’esempio di Lecchi, con scritto: “Still not loving police“. I bambini “magari chiedono spiegazioni su cosa significa”, segnala la vicepresidente che, in conclusione, auspica un cammino “armonico” tra le diverse esperienze coinvolte, “ma con rispetto reciproco di luoghi e ruoli”.

LA DIRIGENTE BATTISTIN: “FINORA NESSUN PROBLEMA, ANZI E’ PIU’ PULITO”

Decisamente meno problematica la fotografia scattata dalla dirigente scolastica Marina Battistin. “Il mio ufficio- riferisce la preside- si affaccia esattamente sul Quadriportico” e finora “non ho visto grandi variazioni rispetto a quando c’era la sede del Quartiere”, anche in merito al transito di automezzi, rispetto al quale con Labas si è convenuto di “rispettare una fascia oraria in cui è sicuro e si garantisce l’assenza di ragazzi in transito”.

E sulle entrate o uscite di bambini e genitori, “ci sono due porte magari non enormi, ma che comunque finora- afferma Battistin- hanno sopportato la presenza di una scuola e di un Quartiere che era decisamente frequentato“.

Battistin, poi, evidenzia “la disponibilità avuta da tutte le persone con cui ho parlato e non ho rilevato fino a questo momento pesanti difficoltà. Poi sicuramente ci potranno essere ulteriori interventi di miglioramento del rapporto”.

Infine, mercoledì sera c’è stato il mercato dei produttori contadini “e giovedì mattina lo spazio del Quadriportico- assicura la dirigente scolastica- presentava un ordine e una pulizia che non avevo mai visto prima nei miei nove anni di presenza lì”.

23 febbraio 2018
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