Centro Nazionale Trapianti: “Nel 2017 donatori aumentati del 18%”

ROMA -Nel 2017 in Italia i donatori di organi sono aumentati del 18% rispetto allo scorso anno, raggiungendo la quota dei 28,7 per milione di popolazione-pmp (rispetto al 24,3 del 2016). A comunicarlo il Centro Nazionale Trapianti che oggi, in occasione dell’Open day, ha fornito i dati del 2017 su trapianti e donazioni. I numeri indicano che il nostro Paese è sopra la media europea (Europa a 28 Stati: 18,4 donatori per milione di popolazione).

Parallelamente crescono anche i donatori utilizzati, con un +11,7% sul 2016 (il 2017 si chiuderebbe con 23,9 donatori utilizzati per milione di popolazione contro il 21,4 dello scorso anno). Secondo il Centro Nazionale Trapianti si tratterebbe di una crescita mai registrata in Italia e che coinvolge sia la fase del procurement che gli interventi eseguiti. A beneficiare di questo incremento sono i pazienti in lista di attesa che, per il secondo anno consecutivo, registrano un calo. Su questo scenario positivo influisce anche il dato sulle opposizioni alla donazione che si attesterebbe al 28% per il 2017 contro il 32% di tutti gli accertamenti di morte del 2016. In termini di numeri assoluti, questa riduzione è pari al 15% in meno rispetto allo scorso anno.

NEL 2017 OLTRE 3.500 TRAPIANTI DA DONATORE DECEDUTO

Nel 2017 il numero di trapianti da donatore deceduto supera per la prima volta la quota dei 3.500, attestandosi finora su 3.688 interventi. I dati sono aggiornati al 30 novembre 2017. Aumentano i trapianti di rene, che passerebbero dai 1.796 del 2016 a 1.971 nel 2017, e quelli di fegato (da 1.213 nel 2016 a 1.309 quest’anno). Si conferma il trend di crescita degli ultimi tre anni dei trapianti di cuore (da 266 nel 2016 a 272 nel 2017); in calo di qualche unità i trapianti di polmone (da 147 nel 2016 a 144 nel 2017). Con l’aumento delle donazioni e dei trapianti si registra una flessione dei pazienti in lista di attesa; se si confrontano i dati dei pazienti in lista al 31/12/2016 (9.026) con quelli al 30/11/2017 (8.774) emerge una riduzione di 252 pazienti in lista. Per il secondo anno consecutivo calano i pazienti iscritti in lista per il rene (-271 rispetto al 2016); in diminuzione anche quelli per il fegato (-17 rispetto al 2016).

Anche i dati in proiezione, aggiornati a dicembre 2017, sull’attività di donazione e trapianto di cellule staminali emopoietiche confermano un trend positivo. Quest’anno si chiuderebbe, infatti, con 500.000 donatori iscritti nel Registro IBMDR- Italian Bone Marrow Donor Registry con più di 20.000 donatori iscritti nel 2017. Un ulteriore dato positivo riguarda la crescita dei giovani donatori iscritti, con particolare riferimento a quelli della fascia 18-25 anni; questi donatori, tra l’altro, presentano un alto livello di tipizzazione e sono, quindi, immediatamente disponibili alla comunità dei trapiantologi italiani e di tutto il mondo.

Si consolida la tendenza in aumento degli ultimi 3 anni per quanto riguarda le donazioni di cellule staminali emopoietiche da donatore volontario iscritto al Registro IBMDR: nel 2016 sono state 208 contro le 190 del 2015 e le 169 del 2014. Al 7 dicembre 2017 sono state registrate 209 donazioni e sono ancora previste 7 entro la fine dell’anno. Risulta in calo l’utilizzo delle unità di sangue cordale a scopo di trapianto; su questa diminuzione influisce l’impiego sempre più crescente di cellule staminali emopoietiche prelevate da donatore semi-compatibile (noto come aploidentico).

Si riducono anche gli autotrapianti; questa flessione è dovuta all’introduzione di nuovi farmaci sempre più efficaci per alcune malattie (come la leucemia mieloide cronica) e alla sempre più crescente possibilità di identificazione di un donatore allogenico (sia da Registro IBMDR che aploidentico). Al calo dei trapianti autologhi si associa la crescita dei trapianti allogenici; i dati in proiezione al 31/12/2017 indicano che si chiuderebbe l’anno con 1896 interventi. Di questi, 829 provengono da donatore non familiare.

+10,8% ACCERTAMENTI MORTE NEL 2017

Gli accertamenti di morte nel 2017 registrano un +10,8% rispetto al 2016, con 45,2 accertamenti eseguiti per milione di popolazione-pmp. Al 15 dicembre 2017 ci sono stati 50 accertamenti con criteri cardiaci, 43 donatori e 30 donatori utilizzati; ci sono stati 15 trapianti di fegato, 29 di rene e 3 di polmone.

280 TRAPIANTI RENE DA VIVENTE NEL 2017

Nel 2016 i trapianti di rene da donatore vivente hanno costituito circa il 13% del totale di questi interventi (276 su 1.298 da donatore deceduto). I dati in proiezione, aggiornati al 17 novembre 2017, indicano 280 trapianti da vivente. Per quanto riguarda il donatore ‘samaritano’, ossia colui che offre un proprio organo (rene) per salvare la vita di un paziente con il quale non ha alcun legame di tipo parentale o affettivo, finora in Italia si sono registrati 5 casi: grazie al loro gesto è stato possibile eseguire 16 trapianti (ci sono state 5 catene).

NANNI COSTA: “POSITIVI I DATI DI TRAPIANTI E DONAZIONI, ITALIA CRESCE”

I dati su trapianti e donazioni in Italia nel 2017 sono positivi: per la prima volta il sistema è in equilibrio, le liste d’attesa diminuiscono, l’età dei donatori e dei riceventi cresce e i risultati si mantengono su livelli elevati”. Lo ha detto il direttore generale del Centro Nazionale Trapianti, Alessandro Nanni Costa, in occasione dell’open day per la stampa.

“In Italia non abbiamo mai avuto così tanti donatori- ha spiegato Nanni Costa- la macroarea del Nord Italia per numeri è seconda solo alla Spagna. Il modello di donazione da cadavere è di successo“. Nanni Costa ha poi sottolineato che “il.5 per cento dei fegati trapiantati non va subito in funzione, percentuale che sale a 15% per il rene, e in quel caso si fa la dialisi, ma voglio dire con chiarezza che in Italia siamo molto bravi a limitare le complicanze”.

Altro dato riguarda le liste d’attesa. “In Italia i pazienti in attesa sono meno di novemila, quindi sono calati di 300 unità- ha detto Nanni Costa- e posso aggiungere che l’80 per cento di quelli in lista saranno trapiantati. Inoltre i nostri organi, se comparati con quelli europei, funzionano bene”. Infine il direttore del Centro Nazionale Trapianti ha spiegato che “abbiamo meccanismi accurati e di sicurezza contro gli eventi avversi. Per esempio sul rischio di trasmissione neoplastica finora sono stati segnalati 3 casi su 12 mila donatori”.

22 Dicembre 2017
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