Berlino, blitz in casa di Amri e 4 fermi, continua la caccia. Aumentata sorveglianza

ROMA – A Berlino continua la caccia a Anis Amri, il tunisino di 24 anni sospettato per la strage al mercatino di Natale sulla Breitscheidplatz. Nel tentativo di catturare il giovane, giunto in Germania dopo aver trascorso quattro anni in carcere in Italia per aver appiccato un incendio al centro di accoglienza a Lampedusa, questa mattina sono stati condotti diversi blitz. La polizia ha anche fatto irruzione in una casa a Dortmund, dove Amri avrebbe vissuto insieme con un tedesco di origini serbe arrestato il mese scorso perché sospettato di legami con il gruppo Stato islamico.

MEDIA PARLANO DI QUATTRO ARRESTI – La polizia tedesca avrebbe arrestato quattro persone a Dortmund legate ad Amri. Dalla polizia non è giunta alcuna conferma sul punto, ma la notizia è riportata solo da alcuni media internazionali. Ieri in conferenza stampa  il ministro degli Interni della Renania settentrionale-Vestfalia, Ralf Jaeger, aveva ammesso che  Amri era sospettato da diverse amministrazioni locali di preparare un grave attentato contro lo Stato“, quindi oggi una parte della stampa tedesca ha duramente attaccato la macchina della sicurezza, che non avrebbe fatto nulla per evitare una strage in qualche modo annunciata. Il quotidiano ‘Build’ alle parole del ministro Jaeger ha aggiunto che l’anti-terrorismo sapeva che il giovane 24enne di origine tunisina si stava adoperando per trovare delle armi. Il mercatino di natale teatro dell’attacco di lunedì è stato peraltro riaperto oggi dalle autorità.

Intanto, oggi è stato approvato il disegno di legge sulla videosorveglianza: più controllo video nei luoghi pubblici e sui mezzi di trasporto per garantire sicurezza ai cittadini. “La protezione delle vite, della salute e della libertà delle persone attraverso video-sorveglianza gestita da operatori privati in luoghi accessibili al pubblico”, si legge nel testo del provvedimento, “dovrebbe essere considerata questione di speciale importanza”. Tra i siti giudicati a rischio, oltre ai mercatini di Natale, stadi e centri commerciali.

di Vincenzo Giardina, giornalista professionista

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22 Dicembre 2016
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