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San Marino

Dopo 5 giorni bilancio approvato ma aula divisa, 31 voti favorevoli e 22 contrari

SAN MARINO – Dopo cinque giorni di lavori serrati e votazioni al cardiopalma, il Consiglio Grande e Generale ieri in tarda serata ha approvato il Bilancio 2016 con 31 voti a favore e 22 contrari. Le dichiarazioni di voto dei capigruppo sintetizzano l’andazzo della maratona consiliare, da un lato confermando la contrarietà di un’opposizione stranamente concorde, dall’altra parte sollevando frecciatine e disappunti in maggioranza.

Chiara quindi la contrarietà al provvedimento dell’opposizione: Paride Andreoli, Ps, etichetta il provvedimento come un bilancio di mera sopravvivenza, mentre Elena Tonnini, Rete, punta il dito contro “un governo che ha perso di vista le priorità del Paese”. Per Tony Margiotta, Su, il bilancio “non dà assolutamente una linea strategica per la risoluzione dei problemi economici del Paese”. Andrea Zafferani, C10, conferma il giudizio di un “bilancio debole, di fine legislatura e senza scelte politiche di rilievo”.
Voto contrario anche per Nicola Selva, Upr, per “la mancanza di programmazione effettiva e di certezze”. Infine, anche l’indipendente Federico Pedini Amati, boccia una maggioranza “non in grado di dare rilancio effettivo alla Repubblica”.
Tra le file delle maggioranza non c’è chi si spertica in elogi al provvedimento: Mario Venturini, Ap, riconosce “una certa attenzione alla spesa pubblica”, ma lamenta la mancanza di iniziative per il reperimento di nuove entrate. Idem l’indipendente Denise Bronzetti per cui si sarebbe dovuto “fare meglio”, poiché poco si è fatto per gli interventi sociali e per aumentare le entrate “assolutamente carenti”.

Palazzo San MarinoA difendere il Bilancio è Gerardo Giovagnoli, Psd, che incalza gli alleati: “Non è in questa legge che il Psd si attendeva di dare risposta alle tante problematiche di cui soffre il Paese- manda a dire- in primis la disoccupazione e la ripresa economica”. I problemi saranno affrontati presto in maggioranza, assicura il capogruppo di via Rovellino. “Ma se non si imbocca la strada delle riforme- ammonisce- ha poco senso proseguire”. Replica immediatamente, Marco Gatti, Pdcs: “Non è un brutto bilancio, seppur ordinario”, chiosa. Quindi la frecciatina a Psd e Ap: “Se la maggioranza vuole concludere questa legislatura in maniera onorevole- aggiunge- deve tenere fede agli impegni presi”, alludendo forse ai corteggiamenti Ps-Psd e alle riforme da fare, quella previdenziale in primis.
Di certo nelle prossime settimane gli alleati di Bene comune dovranno guardarsi negli occhi e rimproverarsi qualcosa: dalla bocciatura dell’articolo 48, ovvero il rialzo dell’imposta sui servizi, “cassato” con la votazione a maggioranza degli emendamenti abrogativi dell’opposizione. Ma non sono mancate altre votazioni anomale: due pareggi su emendamenti presentati sempre dalla minoranza. E ancora, risuonerà a lungo quel “Ci saranno degli strascichi” del capogruppo del Psd, a commento sullo strappo con il Ps al tavolo della maggioranza. Così come le parole di Mario Venturini, Ap, all’articolo 44 del governo che ha esteso la solidarietà familiare alle società di capitali: “Si fa passare dalla finestra quello che non si è riuscita a far passare dalla porta”. E di nuovo nelle dichiarazioni di voto lo stesso capogruppo di Ap ha esortato gli alleati a “dare un taglio” all’abitudine di non confrontarsi in maggioranza.

22 dicembre 2015
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