Diritti, Ai Weiwei al parlamento Ue: “Sono il nostro bene comune”

“Al centro dei diritti umani c’è la questione di cosa vuol dire essere umani”

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BRUXELLES – È iniziata a Bruxelles la settimana dei diritti umani, organizzata in occasione del 70esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.

“Al centro dei diritti umani c’è la questione di cosa vuol dire essere umani” ha detto oggi Ai Weiwei, artista dissidente cinese, intervenuto al Parlamento europeo.

“I diritti umani sono il nostro bene comune. Essere umani ha delle specifiche implicazioni: auto-consapevolezza e azioni fatte per difendere la dignità umana. Queste sono le cose che danno al concetto di umanità un significato speciale”.

L’artista ha continuato: “Il concetto di umanità ha attraversato varie fasi storiche e il mondo ha visto enormi cambiamenti. Oggi in molti Paesi e in molte regioni del mondo le persone non hanno possibilità di ricevere un’istruzione, nessuna possibilità di accedere alle informazioni o di comunicare liberamente. Questi diritti e libertà rappresentano una minaccia fatale per l’autocrazia e l’autoritarismo. Questo è il motivo per cui, in tanti luoghi, gli avvocati vengono incarcerati, i giornalisti vengono uccisi, perché la censura è diventata così pervasiva”.

“La logica è semplice” ha detto Weiwei: “Indebolire le libertà individuali e rafforzare i controlli imposti dai governi”.

Secondo l’artista, “il concetto di diritti umani deve essere rivisto perché quando si parla di diritti umani non stiamo parlando dei diritti di un individuo o dei diritti delle persone in una parte del mondo ma stiamo parlando dei valori collettivi dell’umanità”.

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22 Novembre 2018
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