Aborto, a Roma il M5S si schiera con la 194: respinta mozione ‘pro-life’ della Meloni

Il Movimento Cinque Stelle in Assemblea capitolina ha preso posizione bocciando la mozione 'pro-life' di Giorgia Meloni

Condividi l’articolo:

ROMA – Roma ‘prende le distanze’ da Verona e si schiera dalla parte della 194. Il Movimento Cinque Stelle in Assemblea capitolina, dopo settimane di rinvii e ricalendarizzazioni dei provvedimenti, ha preso infatti posizione bocciando la mozione ‘pro-life’ di Giorgia Meloni e votando invece il documento presentato da Stefano Fassina, consigliere e deputato di Sinistra Italiana, “in difesa degli inalienabili diritti di autodeterminazione delle donne garantite dalla legge 194/1978, a tutela della salute e del riconoscimento di una maternità consapevole”.

L’Aula ha approvato l’atto di Fassina con 30 voti favorevoli e 5 astenuti, e respinto quello della leader di Fdi con 33 contrari e 6 favorevoli.

M5S: SIAMO PER AUTODETERMINAZIONE E PIENA APPLICAZIONE 194

A motivare la decisione del M5S è stata la presidente della commissione Politiche sociali, Agnese Catini: ”Noi come gruppo siamo a favore dell’autodeterminazione delle donne. Siamo a favore di questa mozione” presentata da Stefano Fassina “per ribadire l’intenzione di questa assemblea per la piena applicazione della 194 e per dare la possibilità alle donne, come prevede la legge, di autodeterminarsi”.

Mentre, intervenendo in seguito sulla mozione Meloni, Catini ha aggiunto: “Noi siamo per le donne, per la vita delle donne e per le scelte delle donne. Il nostro gruppo voterà no”.

FASSINA: “NON SIAMO PRO O CONTRO VITA, MA CON LE DONNE”

“Per quanto mi riguarda un tema come l’interruzione di gravidanza non dovrebbe essere trattato con mozioni contrapposte, ma per la delicatezza del tema dovrebbe provare a far convergere le opinioni diverse su un terreno di condivisione perché credo ci accomuni l’obiettivo della promozione della vita”, ha spiegato Fassina in Assemblea.

“È sbagliato alimentare visioni caricaturali dove c’è chi è pro-vita e chi contro, chi per l’aborto e chi contro. La legge 194 ha trovato un punto d’equilibrio importante tra le visioni diverse: la promozione della vita, ma con la possibilità per le donne di autodeterminarsi”.

E per questo, secondo il deputato di Si, “bisogna intervenire su quelle parti della legge 194 che sono state disattese. Nel 1982 erano 234mila gli aborti ufficiali, nel 2016 sono stati 84mila: un numero che tutti noi vorremmo che diminuisse, ma che parla di un drastico calo del numero di aborti. Ed è un dato che dovrebbe scoraggiare dall’associare la caduta del tasso di natalità e la legge 194”.

Il consigliere capitolino ha ricordato che “due anni fa il consiglio d’Europa condannò l’Italia per la difficoltà di accesso ai servizi di interruzione volontaria di gravidanza per l’assenza di medici non obiettori. Per questo- ha concluso- chiediamo un impegno alla sindaca affinché sia chiara la difesa degli inalienabili diritti di autodeterminazione delle donne davanti a offensive che a volte hanno le caratteristiche dell’oscurantismo. Non è una mozione abortista, ma per l’autodeterminazione delle donne”.

MELONI: “STATO TUTELA ABORTO PIU’ DELLA VITA, DA M5S VOTO IDEOLOGICO”

La mozione 207/2018 a prima firma Meloni impegnava la sindaca e la Giunta ‘a proclamare Roma città a favore della vita, inserendo nello Statuto di Roma Capitale questo principio generale e predisponendo piani straordinari per il supporto alle politiche della famiglia e della natalità’.

Come ha spiegato la parlamentare di Fratelli d’Italia intervenendo in Aula, “sono d’accordo quando si dice che la legge 194 non è contro la vita, ma anzi trovava un equilibrio tra la necessità di aiutare le donne che ricorrevano ad aborti clandestini e quella di considerare la pratica dell’aborto come estrema. Il problema è che dopo 40 anni una lettura ideologica ha impedito l’applicazione di alcuni articoli che avrebbero fornito un’alternativa alle donne che volevano portare avanti la gravidanza”.

Meloni ha ricordato che “questa mozione per tre volte è stata ricalendarizzata perché per tre volte qui sotto c’erano delle signore, sedicenti femministe, secondo cui chiedere a quest’Aula di aiutare chi sostiene le donne, di portare avanti politiche a sostegno della genitorialità e di proclamare Roma ‘Città a favore della vita’, per loro sarebbe contro il diritto di autodeterminazione delle donne. E mentre erano qui i giudici toglievano l’aggravante dello stupro di gruppo nella vicenda della piccola Desiree, ma loro non hanno speso una parola”.

Per la leader nazionale di Fdi “noi vogliamo garantire il diritto di autodeterminazione della donna, il punto è che oggi non viene fatto: viene garantito il diritto all’aborto ma non all’autodeterminazione, perché c’è la paura di crescere o mettere al mondo un figlio con uno Stato che non ti sta accanto e crede che un bimbo in grembo sia più un problema che una risorsa per la società. Noi vogliamo solo garantire alternative per chi non vuole abortire, altro che l’oscurantismo di cui parla Fassina. E’ sbagliato- ha sottolineato Meloni- che la civiltà europea garantisca e faciliti più il diritto a interrompere la vita che a tutelarla. Dal ’78 a oggi è stato abortito mediamente il 20% delle gravidanze e non siamo riusciti a limitarne il numero, semplicemente perché ideologicamente non si è voluto farlo”.

Infine, rispondendo ad alcune critiche del centrosinistra secondo cui il principio della tutela della vita a Roma “è implicito e non c’è bisogno di inserirla nello Statuto”, Meloni ha replicato: “Perché allora c’è scritto che Roma è contro ogni discriminazione sessuale, etnica, religiosa e via dicendo? Dire che non si fa perché è scontato è il classico benaltrismo. Le vostre risposte dimostrano che questo, ancora una volta, è un voto ideologico”.

 

Leggi anche:

22 Novembre 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»