Malattie sessualmente trasmesse, Spina (ospedale Pertini): “Ogni anno 340.000.000 di casi”

Educazione sessuale necessaria dalla V elementare, primo rapporto a 13 anni

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ROMA – Sfatiamo il mito secondo il quale per ‘preoccuparsi’ delle malattie sessualmente trasmesse e’ necessario avere una quantita’ infinita di partner e rapporti occasionali non protetti. In alcuni casi basta un solo rapporto non protetto, e non e’ neanche detto che debba essere con uno sconosciuto, per mettersi in una condizione di rischio. E questo non avviene solo nel caso di giovani ma anche tra persone adulte. Cosa sono e come si contraggono? Per capire meglio come stanno le cose l’agenzia di stampa Dire ha intervistato Vincenzo Spina, Dirigente medico dell’UOC di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale Sandro Pertini di Roma.

– Dottore sono aumentati i casi delle malattie sessualmente trasmesse, perché e cosa fare per arginare il fenomeno?
‘La prima cosa e’ che rispetto ai decenni precedenti c’e’ la coscienza dell’alta incidenza delle malattie sessualmente trasmesse (Mst), l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ stima un’incidenza di 340milioni di nuovi casi di Mst ogni anno curabili nel mondo. Di queste 111milioni, quindi si parla di un terzo, riguardano persone con eta’ inferiore ai 25 anni. Il dato più eclatante e’ che 90 milioni, rispetto al totale, fanno riferimento alle infezioni da Clamidia. Il problema e’ che la Clamidia, l’Hpv insieme alle altre Mst, si traducono in complicanze spesso gravi perché possono provocare delle salpingiti, annessiti bilaterali fino alla pelviperitonite con successiva formazione di aderenze che rimandano come esiti sintomi come il dolore pelvico fino alla sterilità e alla infertilità con relativa incidenza di gravidanze extrauterine. Questo e’ solo da un punto di vista dei sintomi e della fertilità. Ma in gravidanza questo tipo di patologie possono provocare un aborto spontaneo, il parto prematuro che determina nei bambini grossi reliquati fino alla paralisi cerebrale, rottura prematura della membrane e ritardi nella crescita. Tra gli esiti gravi va annoverata la possibilità, che a seguito di una Mst, si generi un papilloma virus che e’ una causa acclarata del carcinoma della cervice uterina. Ma la lista non termina qui, si possono sviluppare, altre conseguenze neonatali. E’ un problema rilevante quello del problema delle malattie sessualmente trasmesse che hanno un trofismo specifico per gli organi genitali e poi bisogna considerare quelle patologie con interessamento sistemico come l’Hiv e l’Epatite B e C che possono trasmettersi anche con i rapporti sessuali e degenerare in cirrosi e nel tumore del fegato’.

– Quali sono le Mst piu’ frequenti? Come diagnosticarle e curarle?
‘Alcune di queste malattie sono asintomatiche, la Clamidia ad esempio e’ quasi totalmente asintomatica. Quindi una ragazza o persona che ha un doloretto, una febbricola dovrebbe sottoporsi ad una tempestiva visita ginecologica, laddove necessario se il quadro non e’ chiarito, accompagnata da un tampone cervicale per Clamidia o eseguire un esame del sangue specifico. Se non curata la patologie continua nel suo determinismo di complicazioni. Capita a volte che alcune pazienti si sottopongono ad una operazione laparoscopica per infertilita’ o altra causa e si trova una situazione di malattia infiammatoria pelvica conclamata con aderenze diffuse tali da distorcere la morfologia e il decorso delle tube, tali da impedire un concepimento spontaneo’ Di Hiv si sente parlare sempre meno.

– Cosa e’ necessario fare, secondo lei, per riportare l’attenzione su questo severo virus?
‘Il motivo per cui si parla di meno di Hiv, secondo me, e’ anche perche’ sono migliorate molto le terapie oggi si muore di meno e non e’ insolito il fatto che, persone sieropositive da 20 o 30 anni riescano a condurre una vita normale. Questo perche’ al di la’ del vaccino, che non si e’ trovato, le terapie per minimizzare le conseguenze della patologia e sia per migliorare la qualita’ che le aspettative di vita di queste pazienti sono incredibilmente migliorate. E’ una patologia importante ma non desta piu’ quel terrore che provocato negli anni ’80 e ’90 e anche fino ad un decennio fa. La patologia resta comunque severa e rappresenta, anche all’interno di un Ssn che si trova ad affrontare emergenze economiche continue dato il crescente bisogno di salute, un importante voce di spesa. Ma che bisogna fare? Per me la prima misura da mettere in campo e’ l’educazione sessuale nelle scuole perche’ questi ragazzi sono bombardati da messaggi su internet e incoraggiamenti alla sessualita’. In una epoca in cui non hanno una maturazione della sessualita’ e la coscienza e conoscenze in merito alla fisiologia riproduttiva e non sanno proteggersi da gravidanze indesiderate e dalle infezioni sessualmente trasmesse, una guida autorevole e’ necessaria. L’educazione sessuale dovrebbe essere inserita dalla quinta elementare in poi, visto che i giovani in Italia, hanno in media il loro primo rapporto all’eta’ di 13 anni. Le notizie da dare ai ragazzi riguardano la protezione da gravidanze indesiderate e da Mst. E poi ricordare abbondantemente l’uso del preservativo. Tutte queste informazioni dovrebbero essere fornite in modo semplice, onesto e chiaro. Ad esempio io e mia moglie siamo stati incaricati dalla scuola che frequentano i nostri figli di organizzare queste lezioni. Prima di parlare ai bambini di quinta abbiamo mandato in visione agli altri genitori il materiale informativo che avremmo proiettato e successivamente al corso ci hanno ringraziato. Questo perche’ a volte e’ difficile affrontare questi discorsi tra genitori e figli, sia per pudore che per scarse conoscenze. La strada da percorrere c’e’. Importante sarebbe anche intraprendere una campagna informativa istituzionale evidenziando anche quali siano i costumi sessuali a rischio come ad esempio l’uso di droghe, alcol o ricorrere a partner multipli in contemporanea o in tempi diversi’.

– In base alla sua esperienza i giovani ne sanno abbastanza in materia o si delega molto al passaparola e ai ‘consigli’ dell’amica piu’ esperta?
‘I giovani, anche se dipende dalle classi d’eta’, non ne sanno abbastanza in materia. A loro sembra tutto ‘libero’ e ‘facile’ e se hanno un rapporto ‘temerario’, nel caso in cui dovesse insorgere una gravidanza, possono ricorrere all’interruzione volontaria e non pensare agli esiti di salute a seguito di un rapporto sessuale a rischio. Non sanno molto di Mst e prova e’ uno studio che ho condotto nel 2012 e presentato al Congresso della Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia. Nel corso del quale avevo verificato che mentre la Clamidia nelle teenager, con eta’ inferiore ai 20 anni aveva un’incidenza superiore a quella delle donne con eta’ superiore ai 20 anni e alle piu’ adulte. E’ anche emerso che solo una minima parte di queste ragazze si rivolgeva ai consultori e ambulatori delle proprie Asl per una visita ginecologica e un tampone. Si capisce bene come si realizzi un pericolo presupposto per la diffusione di Mst. Da una parte quindi abbiamo microrganismi che non danno sintomi dall’altra abbiamo la totale inconsapevolezza di queste ragazze e ragazzi che sono esposti ad una sessualita’ libera, producendo i presupposti per il diffondersi di queste patologie infettive e conseguenze ad ogni livello per salute e l’infertilita’. Ricordiamo che alcune patologie sessualmente trasmesse sono correlate al determinismo di tumori’.

– Il consultorio familiare mantiene ancora oggi la sua vocazione a informare i ragazzi?
‘Non ho totale conoscenza di quel che avviene sul territorio per fornire una risposta veritiera ma non ho percezione di educazione sessuale impartita dai consultori per i giovani dei quartieri. Questo pero’ potrebbe rientrare nel ‘pacchetto di proposte’ da implementare. Ma credo che la questione vada affrontata prima visto che il primo rapporto sessuale avviane in eta’ scolare. Quindi partire dalle scuole in maniera capillare e’ il primo passo da compiere’.

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22 Novembre 2018
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