Mucca fucilata a Forlì con 19 colpi, la Regione: “È tutto regolare”

Una mucca scappa da una stalla. Veterinari e vigili provano a intercettarla ma vedono che fatica a respirare e così la abbattono con 19 colpi di pistola e poi fucile. Il M5s protesta.

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BOLOGNA – Abbattuta con 19 colpi di pistola e poi finita a fucilate. Ma per la Regione Emilia-Romagna è tutto regolare. Torna a far discutere il caso della mucca scappata da una stalla nel giugno scorso in provincia di Forlì e uccisa dalla Polizia municipale con un metodo giudicato fin da subito troppo violento dagli esponenti M5s, che sono arrivati anche a presentare un esposto in Procura.

Secondo i 5 stelle, infatti, c’erano “informazioni discordanti e contraddittorie fra quanto riportato dai verbali dell’Ausl e dei vigili presenti sul posto”. Senza contare che il fucile a pallettoni usato dalla Polizia municipale per finire l’animale, “non è di ordinanza“. I 5 stelle hanno anche depositato un’interrogazione in Regione. E nella risposta arrivata oggi dall’assessore alla Sanità, Sergio Venturi, si spiega che il metodo di abbattimento “rientra tra quelli approvati dal Centro nazionale di referenza per il benessere animale”.

Il 19 giugno, i veterinari dell’Ausl romagnola furono chiamati dalla Polizia municipale alle prese con una mucca fuggita da una stalla e in circolazione sulle strade di Forlì. “La presenza del bovino in strada e il suo comportamento aggressivo, che rendeva impossibile la cattura- riferisce nella sua risposta l’assessore- rappresentavano un potenziale pericolo per le persone“. I veterinari, arrivati sul posto per sedare la mucca, si sono accorti però che “l’animale, in preda a forte agitazione e molto aggressivo, presentava chiari segni di sofferenza respiratoria, visibili anche a distanza”.

Per questo, gli stessi veterinari hanno escluso la possibilità di sedare o anestetizzare la mucca, per via “delle contraddizioni del farmaco in caso di affezioni respiratorie, e hanno dovuto loro malgrado optare per l’abbattimento quale unica strada percorribile per evitare all’animale inutili sofferenze”. La successiva autopsia sul corpo della mucca, aggiunge Venturi, ha poi “confermato la diagnosi di grave insufficienza respiratoria“.

L’assessore ci tiene poi a precisare che “nella gestione delle emergenze, i servizi veterinari delle Ausl hanno il compito di mettere in atto tutte le misure idonee a preservare il benessere degli animali coinvolti (cattura, movimentazione o eventuale abbattimento)”. Allo stesso tempo però va garantito che “la tutela degli animali non sia in contrasto con la pubblica sicurezza e con l’incolumità degli operatori coinvolti”.

La risposta della Giunta ha però lasciato basiti sia la capogruppo M5s in viale Aldo Moro, Silvia Piccinini, sia Daniele Vergini, consigliere comunale grillino a Forlì. “Incredibile“, si indignano Piccinini e Vergini, che parlano invece di “metodo barbaro. Continuiamo a pensare che uccidere un animale a colpi di pistola sia una pratica più consona al Far West che alla civile Emilia-Romagna“.

Secondo i 5 stelle, “nonostante quello che è successo, si continua a voler far credere che l’animale sia stato abbattuto in un modo assolutamente cruento per garantire il suo benessere”. Eppure, contestano Piccinini e Vergini, “negli stessi documenti citati dalla Regione, si suggerisce una sedazione dell’animale prima del colpo mortale“. Cosa che invece per la mucca di Forlì “non è stata fatta- accusa l’M5s- prolungando inutilmente la sua sofferenza”. Oltretutto, la Regione “non ha risposto nel merito anche sulle responsabilità e sulla dotazione di strumentazione per l’immobilizzazione con telenarcosi degli animali- concludono Piccinini e Vergini- cosa sarebbe successo se invece di una mucca, fosse fuggito da un circo un animale feroce o un elefante? Non ci è stata data nessuna risposta su quali siano gli enti competenti e la procedura operativa da seguire in casi del genere”.

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22 Novembre 2018
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