La preside del Virgilio diserta "senza spiegazioni" l'incontro con i colleghi delle altre scuole - DIRE.it

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La preside del Virgilio diserta “senza spiegazioni” l’incontro con i colleghi delle altre scuole

ROMA – La preside del Virgilio, Carla Alfano, assente alla riunione di questa mattina tra la Città metropolitana di Roma e l’Associazione nazionale dei presidi a Palazzo Valentini. Alfano, grande ‘accusatrice’ dei suoi studenti dopo gli eventi che hanno messo la scuola nell’occhio del ciclone, non si è presentata, nonostante – come riportato dall’Anp – avesse garantito alla stessa associazione di dirigenti la sua presenza fino a ieri sera. Questa mattina la dirigente scolastica ha quindi disertato l’incontro, “senza fornire spiegazioni” e “senza rispondere al telefono”.

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“L’incontro- ha spiegato Maria Teresa Zotta, delegata all’Edilizia scolastica della Città metropolitana- era incentrato sul tema dell’edilizia e non prettamente sul Virgilio (che comunque ha subito un crollo parziale del soffitto a fine settembre, ndr). Tuttavia ritengo che il Virgilio debba tornare alla normalità dopo tutta questa attenzione mediatica. Ora è il momento di una ripresa della attività didattica e del dialogo tra professori, docenti e istituzioni”. Per questo “se oggi non è stato possibile, conto di parlare quanto prima con la preside”.

Non solo edilizia ma anche occupazioni al centro del dibattito nell’ex sede della Provincia, nello specifico il progetto della “cogestione” o “didattica flessibile” tema ormai caro al vicepresidente Anp, Mario Rusconi. Un’idea “che potrebbe vedere la luce in via sperimentale già da gennaio- ha spiegato il dirigente scolastico- per contrastare questo fenomeno tutto italiano delle occupazioni e per stemperare questo clima infuocato non solo del Virgilio ma anche del Socrate e di altre scuole di Roma e della provincia”.

 

SFOGO DI UNA MAMMA: PLURALITÀ VERA ANIMA DEL VIRGILIO

“A noi genitori del Virgilio sta arrivando di tutto. E’ una situazione assurda, vergognosa, preoccupante“. Con queste parole inizia lo sfogo che Sonia, la madre di una studentessa del liceo Virgilio di Roma, ha consegnato all’agenzia di stampa Dire.

“Da domenica, soprattutto dopo la nota della ministra Fedeli, credo in evidente imbarazzo dopo le dichiarazioni poco opportune del direttore De Angelis (chiudere una scuola e distribuire gli alunni in altre scuole? Per fatti che è la Questura stessa a non registrare) si sta cercando di non alimentare, noi stessi genitori, le tigri di questo assurdo circo mediatico con i brandelli dei corpi dei nostri figli, in gran parte persone minorenni”.

Sonia è amareggiata e preoccupata per quello che sta accadendo perché si sta colpendo chi “al Virgilio lavora e studia con passione e sacrificio. Io, nel mio piccolo, un po’ della realtà delle altre scuole le conosco e sono convinta che è proprio il Virgilio a continuare a caratterizzarsi per la pluralità di persone che si trovano e che tra loro si amalgamano positivamente, ognuna diversa e con la propria storia”.

La mamma sottolinea come non sia sua intenzione, e degli altri genitori, tutelare a tutti i costi i ragazzi: “Non vuol dire proteggerli perché siamo cattivi genitori di viziatelli arroganti, che non vogliamo si parli di ‘certe cose’, vuol dire cercare di fare il nostro dovere”. Per questo “siamo in attesa degli incontri a scuola, è da lì che doveva partire il confronto, non dai giornali o dai talk-show”.

“Su più di 1.300 studenti, la eventuale percentuale di fighetti-viziatelli, manipolo di delinquenti capeggiati dalle loro famiglie, come sono stati definiti dai media, è davvero minima, e altri licei e istituti, centrali-mediani-periferici-di levante o ponente, ci metterebbero la firma ad avere un ambiente tutt’altro che così pericoloso e corrotto come in questo nostro liceo, adesso capro-espiatorio di tutto, che non è più ma neanche meno di molti altri”, aggiunge mamma Sonia nel suo sfogo affidato all’agenzia Dire.

Ma il nocciolo della questione secondo lei è il ruolo che in questa vicenda hanno avuto i giornali e le televisioni. “Ma cos’è diventata la comunicazione e il ruolo dei media in questo nostro Paese?” si chiede, stupita del fatto che tanti giornalisti abbiano avuto “accesso alle mail e ai contatti dei gruppi, riportando come dichiarazioni virgolettate conversazioni private estrapolate ad arte e con evidente intento mistificatorio e manipolatorio, per sostenere tesi già preconfezionate“.

Sono state realizzate, aggiunge, “pseudo-inchieste avviate attraverso i social e, se di persona, tutti in massa davanti al portone che a volte viene chiuso dai poveri lavoratori addetti alla portineria, che non sanno più come comportarsi, e ripreso e mandato in onda ad arte, per dimostrare che è proprio vero che il clima è omertoso/mafioso/pericoloso…”.

“Siamo anche stati contattati, attraverso i numeri dei gruppi genitoriali whatsapp, per sollecitare qualche particolare pruriginoso, naturalmente sui figli degli altri. E questo- conclude- è davvero vergognoso“.

 

22 novembre 2017
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