Lombardia, nasce Intergruppo consiliare per malati oncologici /VIDEO - DIRE.it

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Lombardia, nasce Intergruppo consiliare per malati oncologici /VIDEO

intregruppo_mi02MILANO – Al Consiglio regionale della Lombardia è stato presentato l’Intergruppo consiliare regionale dedicato alla tutela dei diritti dei pazienti onco-ematologici, il primo a costituirsi sul territorio nazionale. L’Intergruppo, a cui aderiscono consiglieri di tutti gli schieramenti politici, avrà il compito di proporre soluzioni normative e regolamentari in grado di migliorare l’assistenza dei pazienti onco-ematologici della regione, confrontandosi periodicamente con tutti gli attori del processo salute (dai medici alle istituzioni e alle associazioni) e rappresentandone le istanze in Consiglio e presso la Giunta.

Con oltre 564.000 persone vive dopo una diagnosi di cancro e un’incidenza di circa 63.000 nuovi casi l’anno, la Lombardia è di gran lunga la regione italiana che sopporta il maggior carico diagnostico-assistenziale legato alle malattie oncologiche, ma anche quella all’avanguardia nella ricerca nella cura e nell’assistenza ai pazienti. Non poteva che partire da questa regione il primo esempio di Intergruppo consiliare, fortemente voluto da Salute donna onlus, un’associazione di pazienti oncologici che da 3 anni, insieme ad altre 12 associazioni, una commissione tecnico-scientifica e un intergruppo di oltre 70 parlamentari, promuove il progetto ‘La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere’, che ha l’obiettivo di contribuire al miglioramento dell’assistenza e della cura dei pazienti oncologici, caratterizzate da ritardi e gravi disparità a livello regionale.

“L’Intergruppo avrà tra i suoi obiettivi quello di interloquire con tutti gli attori del ‘processo salute’, dai medici, ai pazienti, alle istituzioni e alle associazioni, ascoltando e raccogliendo i bisogni per poi passare alla programmazione delle attività da porre in essere”, ha dichiarato Annamaria Mancuso, presidente di Salute donna onlus, spiegando come gli intergruppi regionali siano “continuazione ideale dell’Integruppo parlamentare nazionale, che nel 2016 ha consentito di rimettere il tema del cancro al centro di importanti riflessioni politiche”. Hanno aderito all’Intergruppo della Regione Lombardia 13 consiglieri appartenenti a tutti i gruppi politici.


Le questioni che l’intergruppo lombardo dovrà affrontare sono numerose: la mappatura delle strutture oncologiche della regione (quante sono, cosa fanno e come) e la rete oncologica regionale, la valutazione dei programmi di screening e le attività di prevenzione, la definizione e l’applicazione su tutto il territorio regionale di percorsi diagnostico-terapeutici per un’omogenea presa in carico dei pazienti e un equo accesso ai trattamenti oncologici innovativi, finalizzati a contrastare eventuali disparità di trattamento dei pazienti nei vari centri della regione: “La costituzione dell’Intergruppo regionale della Lombardia arriva in un momento molto importante, che vede i pazienti sempre più coinvolti nei processi decisionali, con un cambiamento rilevante nel rapporto medico-paziente e un riconoscimento sempre più ampio del ruolo dei pazienti da parte delle Istituzioni e degli enti regolatori” ha dichiarato Filippo De Braud, direttore di Oncologia medica all’Istituto nazionale tumori di Milano.


E “come risultato di questa evoluzione- spiega ancora De Braud- i politici sono sempre più responsabilizzati in materia di salute, e dal momento che molte decisioni rilevanti per la Sanità sono assunte a livello regionale, è opportuno e auspicabile che vi possano essere Intergruppi consiliari a livello delle singole regioni”. L’intergruppo consiliare sarà dunque un incubatore di proposte per le politiche regionali sul cancro in cui verrà operata una sintesi delle istanze dei principali portatori di interesse per garantire sul territorio regionale condizioni migliori per i pazienti oncologici ed i loro famigliari, un organismo che a detta del direttore di Oncologia medica 2 dell’Istituto nazionale tumori di Milano, Paolo Casali, “riveste una notevole importanza in quanto copre le diverse formazioni politiche e quando si parla di un tema tanto rilevante come il cancro è fondamentale che si lavori insieme a prescindere dall’affiliazione politica”, perché “molto di quanto succede in fatto di salute ricade sugli assessorati alla Salute delle Regioni”. Casali poi ricorda il suo ambito specifico, quello dei tumori rari, “che meritano un’attenzione particolare per alcune specifiche problematiche che li riguardano, ad esempio l’accesso ai nuovi farmaci (comprendendo l’uso cosiddetto compassionevole) e l’organizzazione dell’assistenza in ottica di rete”.

di Nicola Mente, giornalista

22 novembre 2016
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