Il lavoro in diretta, ecco le notizie dal territorio - DIRE.it

Il lavoro in diretta, ecco le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assume i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura

MILANO, VOITH LICENZIA METÀ DEGLI ADDETTI La Voith, società tedesca di ingegneria con siti in mezzo mondo e oltre 40.000 dipendenti, opera nei mercati dell’ energia, dell’olio e gas, della carta e dei trasporti. La Voith hydro, una delle quattro divisioni del gruppo, ha una sede a Cinisello Balsamo dove lavorano 57 persone, in prevalenza tecnici e ingegneri, dal momento che l’attività si concentra nel settore della ricerca, progettazione, vendita e manutenzione di turbine per impianti idroelettrici. “Il 16 settembre – si legge in un comunicato della Fiom di Milano -, adducendo alla necessità di ridurre i costi, l’azienda ha avviato una procedura di mobilità per 26 lavoratori, più o meno la metà degli addetti. È chiaro che, nonostante le smentite dei vertici dell’impresa, una ‘ristrutturazione’ così pesante sottintende la volontà di dismettere il sito di Cinisello. È dall’inizio della trattativa che chiediamo la riduzione del numero degli esuberi, la ricollocazione dei lavoratori in altre sedi del gruppo e precise garanzie sul futuro del sito. Oggi pomeriggio, in occasione dell’incontro che si terrà in Assolombarda, i lavoratori hanno deciso di scioperare e mobilitarsi”.

LIGURIA, MENO CIG MA I LIVELLI PRE-CRISI SONO LONTANI I dati Inps di settembre 2015 sulle ore autorizzate di integrazione salariale in Liguria segnano un piccolo record nella classifica degli anni contraddistinti dalla crisi. Il dato infatti (755 mila ore autorizzate con un calo del 43 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) è il più basso dal settembre 2009, anno in cui esplose la recessione. Genova ha ancora adesso quasi 5,5 milioni di ore autorizzate “È senza dubbio un dato positivo, anche se non tutti i settori produttivi sono ancora usciti dalle sabbie mobili, ma almeno si è trovato un ramo al quale aggrapparsi”. Così commenta Marco De Silva, responsabile dell’Ufficio economico per la Cgil regionale. “Probabilmente – aggiunge – quel ramo resterà per molto tempo l’unica ancora di salvezza perché è impensabile tornare ai cosiddetti livelli pre-crisi, quando la cassa integrazione era all’incirca la metà dell’attuale. Genova ad esempio ha ancora adesso quasi 5,5 milioni di ore autorizzate, Savona oltre due milioni di ore”. L’approfondimento sui settori fa emergere le criticità dell’industria alimentare ligure al massimo storico di ore autorizzate (+66.8 per cento) e con tutte le tipologie di cassa in crescita. Negli altri comparti, il turismo conferma il periodo positivo in cui alberghi e ristoranti hanno fatto meno ricorso alla cassa, confermando i segnali di ripresa già emersi da presenze e occupazione, mentre al contrario, continua a soffrire il commercio dove la cassa straordinaria è invece ai massimi livelli. Così conclude De Silva: “Il riassorbimento ancorché parziale della cassa integrazione può essere un segnale, da confermare e da prendere con le molle, di una lenta risalita occupazionale in atto da alcuni trimestri nella nostra regione. Non sempre però affiancata da qualità e stabilità dell’impiego come nel caso dei voucher. Insieme a chi il lavoro bene o male ce l’ha, infine, ci sono quelli che il lavoro sicuramente l’hanno perso: da gennaio ad agosto di quest’anno, sono quasi 26 mila le domande presentate in Liguria di aspi, miniaspi, naspi, la vecchia indennità di disoccupazione”.

DON GNOCCHI: PROSEGUE LO STATO DI AGITAZIONE DEL PERSONALE Si è tenuta ieri una prima e straordinaria giornata di mobilitazione del personale della Fondazione Don Carlo Gnocchi per dire no alla disdetta unilaterale del CCNL. Nelle assemblee e nei presidi che si sono tenuti in Toscana e in tutta Italia gli oltre 5000 lavoratori della riabilitazione hanno ribadito il loro no all’intenzione della Fondazione di fare cassa ancora una volta sulle loro spalle. “In questi due anni dall’accordo sottoscritto nel 2013 – hanno dichiarato Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl -, i lavoratori hanno già offerto un prezioso contributo al risanamento finanziario dell’ente, garantendo prestazioni e orari ben oltre i limiti delle previsioni contrattuali. Pertanto, appare sorprendente che la Fondazione voglia ricorrere di nuovo a un intervento sul personale disdettando un ccnl fermo, tra l’altro, ancora al 2009”. Per le tre sigle, “la Fondazione deve uscire dalla crisi attraverso una politica di risanamento che punti a un’attenta riorganizzazione aziendale e dei servizi, nell’ambito della quale i lavoratori devono rappresentare una risorsa, non un costo da tagliare”. E’ per questo che, stante la mancata revoca da parte della Fondazione alla disdetta del ccnl annunciata lo scorso 6 ottobre, i sindacati hanno dato formale e immediata disdetta dell’accordo nazionale sottoscritto il 5 luglio 2013, e degli accordi di polo a suo tempo sottoscritti. Al termine della giornata di mobilitazione, le tre organizzazioni hanno confermato la prosecuzione dello stato di agitazione fino a che la Fondazione non avrà ritirato la disdetta del ccnl e assicurato la tenuto dei livelli occupazionali.

BELLCO MEDOLLA, STATO DI AGITAZIONE PER IL CONTRATTO Sciopero di 2 ore stamattina, giovedì 22 ottobre, dalle ore 8 alle 10, alla Bellco di Medolla (Modena), azienda biomedicale con 270 addetti, acquistata nel 2012 dal fondo Charme (Montezemolo and partners). Lo sciopero proclamato da Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil territoriali e dalla Rsu, rientra nel pacchetto di otto ore con blocco degli straordinari, già a partire dal 19 ottobre, per rivendicare il rinnovo del contratto integrativo, scaduto a dicembre 2013. Ha aderito all’agitazione la totalità degli addetti in produzione e tra il 70-80% degli impiegati amministrativi. “Con il subentro della nuova proprietà – dicono i sindacati -, abbiamo iniziato un confronto con l’azienda che purtroppo, ad oggi, non ha portato a nulla di fatto. Manca ancora un piano industriale che rilanci l’impresa e permetta lo sviluppo più volte annunciato e mai arrivato. Dalla direzione continuano a darci informazioni negative circa le condizioni economico-finanziarie dell’azienda e, di conseguenza chiedono sacrifici sull’integrativo”. Già lo scorso anno, sindacati e Rsu, viste le difficoltà dell’impresa, hanno firmato un accordo transitorio per il solo 2014, con un premio di risultato per i dipendenti inferiore alle medie percepite fino al 2013. “L’intesa, però, prevedeva anche l’impegno dell’azienda a presentare ai sindacati un piano industriale dettagliato, per consolidare e sviluppare l’azienda nel mercato italiano e in quello internazionale, e quindi la formalizzazione di investimenti e assetti organizzativo-occupazionali – aggiungono le sigle -. Purtroppo, dobbiamo prendere atto che di tutto questo, ad oggi, non c’è traccia. Il gruppo sembra navigare a vista, con risultati di bilancio tutt’altro che incoraggianti e prospettive poco chiare, e tutto ciò diversamente dalle aziende del settore che, nonostante la crisi e i tagli alla sanità, hanno mantenuto, se non aumentato, le proprie quote di mercato. Inoltre, se sino a inizio ottobre l’azienda confermava sul premio di risultato la disponibilità a una soluzione analoga a quella dell’anno scorso, nell’ultimo incontro del 13 ottobre ha fatto marcia indietro, ritirando la disponibilità sulle quantità salariali”.

SANNIO: CGIL CAMPANIA, GOVERNO DICHIARI STATO EMERGENZA “Il governo dichiari subito lo stato di emergenza e stanzi i fondi per il territorio sannita colpito dall’alluvione”. Ad affermarlo è il segretario generale della Cgil Campania, Franco Tavella che questa mattina, accompagnato dal segretario generale della Camera del lavoro di Benevento, Rosita Galdiero, si è recato nel capoluogo del Sannio per coordinare le iniziative di volontariato messe in campo dal sindacato e fare il punto sui danni derivanti dal nubifragio, che in pochi giorni ha messo in ginocchio l’economia della provincia, con 50 tra piccole e medie aziende a rischio chiusura e circa 1.500 lavoratori in difficoltà”. “L’intervento del governo – sottolineano Tavella e Galdiero – deve andare ad aggiungersi allo stanziamento di 1 milione di euro annunciato dalla giunta regionale, primo significativo segnale per aiutare le attività commerciali, agricole e industriali a affrontare questo drammatico momento. Ovviamente – concludono – la Cgil è presente e continuerà a garantire il massimo impegno delle sue strutture, dei suoi dirigenti e militanti per superare l’emergenza”.

22 ottobre 2015
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»