Niger, corteo contro le missioni militari straniere

ROMA – “Non siamo al corrente dell’avvio della missione militare italiana in Niger. Il governo non ha diffuso comunicazioni ufficiali sul tema”. Lo riferiscono all’agenzia ‘Dire’ fonti del Fronte dell’opposizione indipendente (Foi), un movimento che si batte contro la presenza di basi militari straniere sul suolo nigerino. Proprio su tale questione il Foi ed altri movimenti politici e della società civile organizzano per domani, domenica 23 settembre, nella capitale Niamey, una manifestazione di protesta. Nei mesi scorsi si sono tenute varie marce di questo genere, spesso culminate – o addirittura precedute – dall’arresto di leader o esponenti dei movimenti che esprimono il loro dissenso alle politiche di governo.

L’altro ieri, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, sul suo account Facebook ha scritto: “Ce l’abbiamo fatta: dopo otto mesi di impasse abbiamo sbloccato la missione in Niger per il controllo dei flussi migratori. L’Italia entrerà in pieno supporto del governo nigerino e assisterà le autorità locali attraverso delle unità di addestratori, uomini e donne delle Forze armate con alte specialità e professionalità, articolati in Mobile Training Teams che formeranno le forze nigerine al fine di rafforzare il controllo sul territorio. Tutto questo, seguendo ovviamente le esigenze, le richieste e le necessità di Niamey”.

Nello specifico, ha scritto ancora il ministro, “l’obiettivo sarà arginare, insieme, la tratta di esseri umani e il traffico di migranti che attraversano il Paese, per poi dirigersi verso la Libia e in definitiva imbarcarsi verso le nostre coste”. La missione militare italiana in Niger era stata proposta dal precedente governo Gentiloni, a gennaio, ma poi era stata di fatto bloccata, anche a causa di polemiche e incomprensioni sull’asse Roma-Niamey.

(La foto è tratta dal profilo Fb del ministro Trenta)


 

22 settembre 2018
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