AREA ABBONATI - Accedi ai notiziari

Report del Consiglio grande e generale del 21 settembre – Seduta pomeridiana

SAN MARINO – Con 29 voti favorevoli e 12 contrari, dopo quattro giorni di dibattito, l’Aula approva il Progetto di legge sullo Sviluppo.

Prosegue nel pomeriggio, da parte dell’Aula, l’esame dei 36 articoli del progetto di legge in seconda lettura “Modifiche e integrazioni alle norme in materia di sostegno allo sviluppo economico”, presentato dal segretario di Stato Andrea Zafferani.

All’Articolo 23 “Investimenti incentivati”, viene approvato un emendamento di Rete al comma 1 c) che esclude dal beneficio fiscale- destinato ad aziende che hanno acquisito impianti e tecnologie volti a consentire risparmi energetici, idrici e anti-inquinamento- chi “ha ricevuto sanzioni e segnalazioni da uffici competenti in merito al non rispetto di normative in merito ai benefici richiesti”. Per i consiglieri di Rete, la loro proposta fa in modo chegli incentivi a favore di imprese che vogliano investire con lo scopo di ridurre i consumi idrici ed energetici ricadano davvero su imprese virtuose attente al rispetto delle leggi, piuttosto che su quelle che negli anni si sono dimostrate inadempienti delle norme, inquinanti, irrispettose dell’ambiente e dell’impatto sul territorio”. Inoltre “si indirizzano al meglio gli incentivi”.

La parentesi distensiva dell’articolo 23 si interrompe negli articoli successivi, relativi all’apprendistato. Sull’Articolo 26 che interviene sulla legge n.71 del 2014, in particolare modifica l’articolo 3 “riforma dell’apprendistato”, Alessandro Cardelli, Pdcs, stigmatizza i cambiamenti rispetto la versione originari e si dice contrario alla riduzione della soglia di età da 35 a 30 anni, così come all’allungamento del periodo di prova e lamenta che non sia stata accolta la proposta del Pdcs per l’aumento del 10% in busta paga. Matteo Ciacci, C10 spiega che l’età è stata abbassata a seguito di un confronto con e forze sindacali: “Si spera che chi ha già più di 30 anni abbia già avuto una prima occupazione e, se non rientra nell’apprendistato, lo andiamo inserire alla lettera c) e in successivo articolo 27 , dove troviamo ulteriori incentivi”. Denise Bronzetti, Ps e Pasquale Valentini, Pdcs sottolineano la confusione alimentata dall’articolo che accorpa tre tipologie di apprendistato della legge del 2014. Davide Forcellini, Rete, si interroga sulla necessità del parere “non vincolante” richiesto al Cfp per la proroga dell’apprendistato. “Mi aspettavo maggior coraggio – manda a dire Gian Matteo Zeppa, Rete- per andare ad abrogare la legge 71 del 2014 che ha discrimnato ancora di più i lavoratori”. Il segretario di Stato Zafferani infine replica agli interventi di minoranza: “Il primo obiettivo è la semplificazione che si ha riconducendo tre forme di apprendistato in un articolo, poi l’assunzione per l’apprendista è sempre a tempo indeterminato, mentre la legge del precedente governo prevede che anche quei lavoratori – in genere categorie deboli- con un apprendistato speciale sia possibile assumerli senza tempo indeterminato”. Quindi “introduciamo abbattimenti retributivi più ragionevoli, tempi certi e nessuna discrezionalità nella concessione dell’apprendistato”, prosegue il segretario di Stato. “Si dà poi all’impresa la possibilità di valutare il lavoratore con più tempo, ma se alla fine non mantiene lavoratore, si prende l’impegno di restituire tutte le agevolazioni ricevute”. E ancora, sul termine dell’apprendistato a 30 anni: “Se sono giovani in cerca di prima occupazione- chiarisce- possono essere assunti in apprendistato ad ogni età, se non lo sono, è giusto che prendano uno stipendio ragionevole e non che restino apprendisti per lungo tempo.

L’Aula passa ad esaminre l’Articolo 27. “Modifica all’articolo 6 della Legge 19 aprile 2014 n.71”, così sostituito “Art. 6 ‘Norme generali sull’apprendistato’”. Alessandro Cardelli, Pdcs, chiede quale sia la ragione per cui l’aumento del 10% in busta paga sia concesso solo agli apprendisti con più di 30 anni. “I più colpiti dalla disoccupazione sono i giovani sotto i 30 anni- osserva- questo articolo è discriminatorio, prendiamo atto che avete scelto di disincentivare i giovani, ne risponderete alla cittadinanza”.

Denise Bronzetti, Ps, accusa il Segretario di fare dei ‘favori’ al Cfp, visto che, secondo quanto previsto, solo i corsi del Centro di formazione consentono al datore di lavoro di avere uno sgravio contributivo pari al 100% al momento dell’assunzione in apprendistato. “Se ha bisogno di incentivare il Cfp, Segretario- manda a dire- parli con il suo collega all’Istruzione, gli dia una spinta divers perché così fa male anche ai ragazzi”. Si collega al discorso, Roberto Ciavatta, Rete, rilevando come “contradditorio che, in una parte della legge si preveda di accreditare enti per fare corsi di formazioni poi, in un articolo successivo, si dice che solo chi fa corsi del Cfp può godere di sgravi”. Nessun ‘favore’ al Cfp, replica il segretario di Stato Zafferani: “Mi auguro saremo in grado di fornire una formazione sempre più diffusa- chiarisce- in questa fase pero, siccome ci sono benefici pubblici, preferiamo un controllo diretto di un istituto pubblico”. Infine invita i consiglieri a tenere fuori dall’Aula “problemi personali con i dirigenti degli uffici”.

All’Art. 33 “Immobili ad uso produttivo”, Teodoro Lonfernini, Pdcs, mette in guardia dal rischio di creare un competitor con le agenzie immobiliari, visto che si prevede l’istituzione di un “Registro degli immobili a uso economico”, tenuto dalla Camera di Commercio, e contenente un elenco degli edifici a destinazione produttiva, commerciale e servizi disponibili per l’affitto o la vendita. Non solo: il democristiano punta il dito contro l’obbligo, previsto per i proprietari di immobili sfitti, di iscrivere la propria proprietà anche senza che ci sia volontà di cederlo. Margherita Amici, Rf, rassicura, specficando che le agenzie immobiliari offrono un altro tipo di servizi, mentre quello proposto è solo un elenco messo a disposizione dei potenziali investitori. Federico Pedini Amati, Mdsi, suggerisce piuttosto di creare un software e metterlo a disposizione delle agenzie. Per Alessandro Mancini, Ps, è un articolo da riscrivere oppure “mettiamolo da parte e collochiamolo nell’Agenzia per lo sviluppo”. Anche Dalibor Riccardi, Psd, ritiene che l’articolo sia scritto male anche se ha un buono scopo: “Sarebbe da bocciare e riproporlo nel contesto dello Sportello unico delle imprese”. Anche Marina Lazzarini, Ssd, smentisce la volontà di voler mettere in competizione la Camera di commercio con le agenzie immobiliari, anzi, riconosce questo elenco come uno strumento in più a loro disposizione. Per Marianna Bucci, Rete, “l’idea è corretta, il problema che è stata ingessata in un meccanismo controproducente”e invita a cerca una “strada mediana”. Elena Tonnini, Rete, ribadisce la disponibilità del movimento al confronto per modificare l’articolo ed “evitare di far chiudere le agenzie immobiliari, già in crisi”. Mattia Guidi, C10, riferendosi agli interventi della minoranza: “E’ soprendete come si dica cose che nell’articolo non ci sono”. Al contrario, “questa norma può avere effetti positivi- conclude- per l’apertura di nuove attività per facilitare l’arrivo di nuovi imprendotri San Marino”. Replica il Segretario di Stato Andrea Zafferani: “Come è giusto mettere a disposizione degli impreditori, le normative, gli incentivi, questo vale anche per far conoscere gli immobili disponibili. Far sapere dove poter insediare la propria attività è infatti fondamentale”. E ancora: “E’ un registro messo a disposizione di un investitore, non è un’agenzia immobiliare- ribadisce- né lo sarà mai, non fa mediazione”. I proprietari degli immobili o le agenzie stesse- se hanno avuto la commissione dai proprietari- precisa poi Zafferani, metteranno a disposizione i propri contatti e saranno contattati in caso di interesse. “E’ quindi- conclude- una opportunità sia per proprietari degli immobili sia per le agenzie.

Terminato l’esame dell’articolato, si procede alle dichiarazioni di voto al Pdl per lo Sviluppo in cui tutti i gruppi di minoranza anticipano il voto contrario, mentre i capigruppo di maggioranza esprimono la soddisfazione per essere giunti al termine dell’iter normativo. Il voto finale vede quidi l’approvazione del provvedimento con 29 voti favorevoli e 12 contrari. Prima di terminare la sessione consiliare, viene messo ai voti l’Odg che istituisce la Giornata dei Castelli: l’Aula l’approva all’unanimità.

Di seguito un estratto delle dichiarazioni di voto dell’intera legge

Matteo Ciacci, C10

Siamo arrivati alla conclusione di un percorso- direi che è stato più un parto- che ha visto confronti serrati con forze sociali, economiche e politiche. E’ quindi una legge che tiene in considerazione tutte le valutazioni giunte da più parti. E’ chiaro che non si può affermare che risolverà tutti i problemi, ma è sicuramente un primo tassello importante che va nella direzione di una riorganizzare delle norme lavoro e di introdurre strumenti utili al rilancio dello sviluppo economico. Su alcune tematiche si sono trovate anche mediazioni valide. Siamo molto soddisfatti del lavoro compiuto per una legge che renderà più flessibile il mercato del lavoro e che non creerà più distinzioni tra disoccupati di serie A e di serie B. Rivoluzionerà il mercato del lavoro con un legame più forte tra formazione e lavoro e con la valorizzazione del Cfp, con la rivisitazione degli incentivi per occupazione e formazione, concessi attraverso una modalità più equa. Ora avremo altre sfide da compiere in ambito dello sviluppo, arriverà la norma dell’agenzia per lo sviluppo, per promuoverci fuori, dobbiamo arrivare allo sportello unico. Va fatto un plauso alla Segreteria per il Lavoro, ci sono stati passaggi non semplici, ma con buon senso e determinazione si è arrivati a un testo che rivoluziona, nel suo piccolo, il mercato del lavoro e dà garanzie ed equità a imprese e lavoratori.

Alessandro Mancini, Ps

Diroò tutto il contrario di chi mi ha preceduto. E’ una legge scritta male, confusa, piena di complessità, sono più i decreti delegati che gli articoli, genera ulteriore burocrazia. E’ una legge che non è in grado di attrarre investimenti, non condivisa non solo dall’ opposuzone, ma neanche da categorie, nè sindacati. Una brutta legge, è il primo Pdl che questa magigoranza ha voluto sfornare di fretta- forse con ansia da prestazione- e ha prodotto un risultato negativo. Il voto del Ps sarà contrario.

Dalibor Riccardi, Psd

Non mi discosto dall’ analisi di Mancini. Aggiungo che abbiamo concluso con l’entrata in vigore della normativa tra 15 giorni. E’ l’ennesima prova che metterà in difficoltà gli uffici che poi dovranno applicarla, l’ufficio del lavoro e quello tributario. Abbiamo fatto diversi interventi, dove potevano esserci punti di incontro per migliorare un lavoro fatto con troppa celerità. Non può e non soddisferà i professionisti che dovranno rapportarsi con questa legge, né le imprese che entreranno in un turbillon di incentivi, non può accontentare i lavoratori perché alcuni interventi ledono alcuni diritti, sinceramente Segretario, comprendo fosse complesso fare una legge che andava bene a tutti, ma con un approccio diverso, incontrando di più le volontà di associazioni di categorie e sindacati, con un pizzico di buona volontà si doveva e si poteva fare un prodotto migliore. Il mio partito voterà contrario al provvedimento.

Teodoro Lonfernini, Pdcs

Era il vostro primo e vero banco di prova, in particolare per lei Segretario Zafferani, Le riconosco di aver lavorato con capacità continuativa. Se ci avesse lavorato in autonomia avrebbe prodotto un testo di legge sicuramente pù ordinato, sintetico e leggibile, ma comprendo che la logica politica e amminitrativa delle Segreterie e dei dipartimenti genera tutto questo. Le riconosco che durante il dibattito- in certi momenti anche severo nei suoi confronti – ha espresso un buon self control. Ma per noi il testo è assolutamente insoddisfacente. E’ una legge che nessuno ha voluto in questi termini, che nessuno voleva e nessuno vuole, veda il comunicato di due ore fa della Centrale Sindacale Unitaria che vi boccia su tutta la linea- politica bancaria, per lo sviluppo, territoriale. Tutto questo è politica di sviluppo del nostro Paese, dovevate riassumerlo dentro un testo sintetico e comprensibile e avete fatto il contrario. Ci auguriamo che la capacità di rimettere mano a situazioni inefficienti ci sia anche da dopo l’approvazione del testo, stiamo parlando di sviluppo del Paese. Con condizioni di lavoro differenti e migliorate ci saremo, diversamente ci troveremo a confrontarci in modo opposto per tutta la legislatura. Vediamo di fare il contrario saremo più produttivi per il Paese.

Sandra Giardi, Rete

Ci troviamo ad approvare- lo farà la maggioranza- questa legge di sviluppo che non ha reso più semplice il percorso delle aziende che si affacciano al nostro Paese per investire. E’ un testo complesso nella sua struttura e non rende facile la vita a chi vuole fare impresa a San Marino. Qualche migliorativo forse è stato inserito, ma non possiamo demandare lo sviluppo del Paese a questo testo. Bisognerebbe partire tutelando l’esistente, il comparto industriale, economico e commerciale che c’è già, e inserire norme molto più chiare per attrarre investitori, ma questa legge non va in questa direzione. Gli intendimenti del governo può darsi siano buoni, vedremo poi l’applicabilità delle norme. Rete sicuramente non appoggerà questa legge. Vedremo in corso d’opera cosa succederà.

Giuseppe Maria Morganti, Ssd

Questo testo è frutto di un articolato dibattito tra forze poltiiche e sociali e ha colto molte proposte di questi due mondi, può essere nata, nel confronto, qualche complicaione, ma l’obiettivo dell’uguaglianza nel mondo del lavoro è raggiunto e siamo fieri questo Pdl sia approvato.

22 settembre 2017

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»

DIRE

DIRE.it – Documenti Informazione REsoconti dal 1988