Politica

Fertility day, il mondo politico boccia campagna, ma “tema va affrontato”

ROMA – Immagini” inaccettabili”, una campagna “ambigua”, “bene la rimozione” della dirigente della comunicazione, campagna “brutta”, messaggio sbagliato. Il mondo politico ‘boccia’ la campagna comunicativa del Fertility day, lanciata dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin per affrontare il problema della denatalità in Italia e la necessità di fare informazione sui problemi di fertilità legati alla salute. L’agenzia Dire, oggi, ha interpellato tanti esponenti politici, di uno schieramento e dell’altro, per sapere cosa ne pensavano. Il giudizio complessivo è di bocciatura, ma quasi tutti dicono che il tema è serio e merita di essere affrontato. In un altro modo, forse.

 GELLI (PD): CAMPAGNA SBAGLIATA MA TEMA IMPORTANTE

federico_gelli“Il tema dell’infertilita’ deve essere affrontato: e’ un tema di grande interesse a cui dobbiamo dedicare attenzione, e non solo perche’ abbiamo una denatalita’ preoccupante. Siamo uno dei paesi piu’ vecchi d’Europa“. Cosi’ il deputato Federico Gelli, responsabile Sanita’ del Pd, interpellato dall’agenzia Dire. Per Gelli “e’ un argomento che va affrontato, evidentemente non con quella campagna li’, e mi fa piacere che il ministro abbia preso una decisione drastica rispetto agli ispiratori di una campagna inappropriata”.

CENTEMERO (FI): UN TEMA SOCIALE CHE RIGUARDA TUTTI

Quella della fertilità “è una tematica che va affrontata realmente, al di là della campagna informativa, dove non abbiamo visto che cartelloni inopportuni“. Lo dice Elena Centemero, deputata di Forza Italia e presidente della commissione Equality and non discrimination del consiglio d’Europa, intervistata dalla Dire.

“Piu’ che di fertilita’ parlerei di maternita’- precisa- tema di cui da tanto tempo non si parla in Italia. Se non altro questa campagna ha avuto il merito di farci cominciare a parlare del ruolo delle donne nella societa’ a 360 gradi, tra cui l’aspetto della maternità”. Per Centemero si tratta di “un tema su cui si deve discutere, un tema sociale che non riguarda solo la sfera personale ma la sfera di tutti. Si parli soprattutto di come conciliare vita familiare e vita lavorativa: altri paesi permettono un equilibrio, permettono alle donne di fare figli, e anche piu’ di uno. Quali servizi ha una coppia che ha uno o piu’ figli? C’e’ insufficienza di asili nido, di sostegno, di lavoro, di mutui. E’ utile che giovani ragazze possano riflettere su questo”.

IORI (PD): ORA SERVONO STRATEGIE DI PIÙ LARGO RESPIRO

vanna_iori“Io credo che la fertilita’ sia un tema reale, ma e’ altrettanto sbagliato il modo in cui viene affrontato perche’ si continua da parte del ministero a confondere la fertilita’ con la denatalita’”. Lo dice la deputata del Pd e responsabile nazionale per l’infanzia e l’adolescenza del partito, Vanna Iori, intervista dall’agenzia Dire. Per Iori “ci sono certamente dei fattori di infertilità legati alla salute, come dimostra l’aumento del ricorso alla fecondazione assistita, ma anche un problema di denatalità che non è legato all’infertilità ma a fattori di carattere relazionale, come il progettare di diventare genitori che e’ un problema complesso e impegnativo. Poi- prosegue- ci sono ragioni di carattere economico-occupazionale e di welfare infantile ed educativo che spesso frenano la scelta dei genitori indipendentemente da fertilità e natalità”. Infine, conclude: “La campagna del ministero e’ stata negativa, un esempio di come non si deve fare informazione, il bonus bebe’ che pure e’ una misura utile ma non sufficiente. Sono necessarie politiche a favore di infanzia, natalita’ e famiglie, strategie di piu’ largo respiro”.

LUPI (AP): PROBLEMA ESISTE, MESSAGGIO VEICOLATO

lupi maurizio“Una campagna di comunicazione non si valuta dalle reazioni dei social e neanche degli addetti ai lavori ma dal fatto se raggiunge o meno i destinatari del messaggio che vuole veicolare”. Lo dice Maurizio Lupi, capogruppo di Area popolare alla Camera, intervistato dall’agenzia Dire. “Che il problema della fertilità esiste- aggiunge- lo dicono i dati: ci sono oggi 700mila persone che non riescono ad avere figli anche a causa di patologie che potrebbero essere prevenute, e ci sono milioni di giovani che non sono coscienti di questo problema, vanno informati“. Per l’ex ministro “non c’e’ campagna di comunicazione che possa convincere una coppia a fare un figlio, e infatti non e’ questo il suo scopo, ne’ lo puo’ fare il migliore sistema di welfare, fare figli vuol dire donare la vita, è un atto di amore non il frutto di una pianificazione. Certo, bisogna rimuovere tutti gli ostacoli economici e sociali che generano timori sul futuro del bimbo che nasce, il piu’ importante secondo me e’ quello della conciliazione famiglia-lavoro”. E annuncia: “Avanzeremo significative proposte in questo senso per la prossima legge di stabilita’. Ma mi lasci dire che la questione piu’ importante e’ la speranza: vale la pena per i nostri figli vivere in questo mondo, nonostante le inevitabili difficolta’ che incontreranno cosi’ come le abbiamo incontrate noi? È questo il fattore decisivo”.

GUERRA (PD): CAMPAGNA SBAGLIATA MA BISOGNA INFORMARE

Maria Cecilia GuerraQuello della fertilita’ e’ “un tema da trattare ma inquadrandolo nei termini giusti. E una campagna mediatica piu’ sbagliata di cosi’ e’ difficile farla“. Lo dice la senatrice del Pd, Cecilia Guerra, intervistata dell’agenzia Dire. Al netto della campagna pero’, aggiunge, il tema esiste: “Ci sono informazioni che sono importanti, come sapere che si puo’ porre un problema di fertilita’ o sapere che ci sono comportamenti e stili di vita che possono influenzarla”.

Per l’ex viceministro del Lavoro “il tema ha suscitato tanta ostilità perchè il numero dei figli che le coppie riescono ad avere rispetto a quello desiderato e’ inferiore. Il motivo di fondo piu’ grande e’ legato a condizioni di tipo materiale, economiche, che hanno a che fare con la possibilita’ di organizzare il tempo, l’equilibrio fra vita e lavoro”. La campagna, osserva, “ha toccato un tasto su cui le generazioni piu’ giovani sono sensibili: vorrebbero i figli ma non sono nella condizione di permetterseli. Le reazioni sono state per forza molto forti, di fronte a una campagna cosi’ sbagliata…”. Per Guerra esiste inoltre una “difficolta’ legata anche a un problema culturale che riguarda la ripartizione del lavoro domestico e di cura: il grosso dell’onere del lavoro domestico resta ancora a carico della donna”.

BINETTI (AP): CAMPAGNA BRUTTA, GUARDIAMO A SALUTE

PAOLA BINETTIAl netto di una campagna caratterizzata da “brutte immagini” a dalla “ambiguità di certi messaggi”, si deve tener presente che “tutelare la fertilita’, sia al maschile che al femminile, e’ un obiettivo che va preso in considerazione fin dalla adolescenza e che ha molto a che vedere non solo con la salute dell’uomo e della donna, ma anche con quel desiderio di maternita’ e di paternita’ che nel contesto attuale emerge con forza molto piu’ tardi negli anni”. Lo dice Paola Binetti, deputata di Area popolare, interpellata dalla Dire. Per Binetti “il messaggio forte che questa campagna di informazione dovrebbe lanciare in modo il piu’ possibile convincente e’: prenditi cura di te e della tua salute riproduttiva fin da oggi, soprattutto se coltivi il desiderio di diventare domani madre o padre. Non esiste un diritto al figlio, ma esiste un diritto di rango costituzionale a difendere la propria salute, stando lontani dai rischi e coltivando invece tutti quei fattori di protezione della propria buona salute”.

Infine, ribadisce: “Si confonde il valore degli obiettivi proposti con la pochezza della campagna di comunicazione. Come chi invece di guardare la luna si accontenta di guardare il dito che indica la luna”.

DE BIASI (PD): CAMPAGNA DATATA, EDUCARE GIOVANI

Emilia Grazia De Biasi“Cosa vuole dire fertility?. Ora e’ stata cambiata la campagna, vero. Mi auguro sia migliore. Ma non sono chiari i messaggi: se si tratta di dire ‘uomini e donne fate figli’, non ci siamo. Non e’ sufficiente, e anzi e’ un po’ datato, diciamo cosi'”. Lo afferma Emilia De Biasi, senatrice del Pd e presidente della commissione Sanita’ del Senato. Poi, aggiunge: “Io invito caldamente il ministro a rivedere la terminologia e a parlare di salute riproduttiva di donne e uomini. Non solo: di educare i giovani alla sessualita’. È fondamentale. I medici di medicina generale, ad esempio, potrebbero fare un lavoro serio e profondo nelle scuole, visto tra l’altro che il medico scolastico non c’e’ piu’. Il punto cruciale e’ la prevenzione: la contraccezione, le malattie sessualmente trasmissibili, il valore della maternita’ e della paternita’, la scoperta se sei sterile o meno. Prima di dire ‘fate figli in nome della patria’, c’e’ un percorso sanitario da seguire. Decisivo”.

BIANCONI (AP): TEMA CHE INTERESSA IL NOSTRO FUTURO

Laura BianconiCredo che al di la’ di una comunicazione che ha avuto delle defaillance, il tema proposto dal ministro Lorenzin e’ vero ed e’ un tema di sostenibilita’ del futuro: se circa il 30% delle persone in eta’ fertile ha dei problemi sanitari a creare, questo e’ un dato che ci deve allarmare“.

Cosi’ Laura Bianconi, presidente dei senatori di Area popolare, intervistata dall’agenzia Dire. Per la senatrice “dobbiamo mettere in campo azioni politiche serie e precise, come lavoro e welfare, perche’ le giovani generazioni e le persone che desiderano procreare siano messi in grado di poterlo fare in tranquillita’. Sono due temi seri: il primo e’ sanitario e il secondo di protezione e aiuto alla famiglia, che per noi e’ fondamentale”.

ROCCELLA (IDEA): FOTO SU SIGARETTE SONO PEGGIORI

“La campagna puo’ piacere o meno, ma non ho mai visto tanto accanimento, temo ci sia un atteggiamento prevenuto e ideologico nei confronti del contenuto, l’informazione sulla fertilita’. E allora le immagini sui pacchetti di sigarette? Per me quelle foto sono troppo aggressive nei confronti del consumatore, spaventano, sono immagini raccapriccianti”. Lo dice Eugenia Roccella, deputata di Idea, intervistata dall’agenzia Dire.

Per Roccella “in realta’ su questo tema ci si e’ voluti focalizzare solo sugli errori della campagna, ma- sottolinea- e’ una campagna di prevenzione: non e’ un invito a fare figli, ma una campagna di prevenzione sanitaria, perché le donne non sanno che la fertilita’ ha bisogno di alcune cautele e ha bisogno di prevenzione“. Poi, chiede: “La si ritiene utile o no? È un problema o no se un uomo e una donna si accorgono che alcuni comportamenti hanno danneggiato la possibilita’ di avere figli? La fertilita’ e’ un bene di salute che si puo’ anche perdere, e’ una garanzia anche per la liberta’ di scelta”.

MALPEZZI (PD): PARTIRE DALLE SCUOLE, PER SPIEGARE

S. Malpezzi

Bisognava “partire dalla realta’ e quindi, a mio avviso, dalle scuole per spiegare ai ragazzi quali sono gli stili di vita, che non significa condotta morale, che possono essere contrari e quindi bloccare la fertilita’”. Cosi’ commenta all’agenzia Dire, Simona Malpezzi, deputato Pd ed esponente della commissione Cultura, Scienza e istruzione, la giornata del ‘Fertility Day’ e le polemiche suscitate dalla campagna di comunicazione del ministero.

“Sappiamo che il fumo e altre componenti possono avere un rischio- continua Malpezzi-, soprattutto sugli uomini. Occorre far passare dei messaggi semplici e comuni, che rientrano in una educazione alla sessualita’ e che possono diventare appunto linguaggio comune. Non c’e’ bisogno di una grande campagna se si parte dalle piccole cose. In un mondo in cui le famiglie non sono la famiglia- conclude- forse sarebbe opportuno raccontare le cose in un altro modo”. Per quanto riguarda la comunicazione “una campagna a favore della fertilita’ e’ utile perche’ parla di una condotta sana di vita su cui e’ necessario fare informazione, ma sono stati fatti dei passi indietro rispetto al modo in cui si volevano comunicare dei contenuti che oggettivamente non sono piu’ al passo con la visione del mondo e della famiglia che abbiamo”.

FRATOIANNI: SCELTA CAMPAGNA DEVASTANTE, ORA BASTA

Nicola Fratoianni“Ogni tema che ha a che fare con la salute va affrontato, ma il punto e’ la modalita’ con cui viene affrontato, che e’ decisiva. Non e’ solo questione di grafica o scelta creativa, ma di cultura, e la campagna del ministero da’ un’idea molto chiara di cio’ che si pensa”. Lo afferma Nicola Fratoianni, deputato di Sinistra italiana, in un’intervista alla Dire. Poi, osserva: “Discutere per esempio della fertilita’ e farne un elemento centrale dell’iniziativa senza discutere della scelta di perche’ fare un figlio o meno e’ una scelta culturale ed e’ un punto di vista completamente sbagliato. La prima campagna assegnava una condizione di colpa alle donne, come fosse una scelta di pigrizia, la seconda scivola su un terreno razzista. Ne vien fuori un impianto devastante”. Per Fratoianni le scelte del ministero sono state “reiterate, quindi ora basta. La ministra Lorenzin non puo’ scaricare le colpe sulla dirigente del ministero, se ne deve andare lei”.

FUCCI (FI): CENTUPLICARE INFORMAZIONE

“Il tema della fertilita’ non solo va affrontato ma vanno centuplicate le forze per fare un’informazione seria, credibile, scientifica”. Lo dice Benedetto Fucci, deputato di Forza Italia, intervistato dall’agenzia Dire. “La nostra societa’ dovra’ affrontare il problema della denatalita’ tra qualche decennio– aggiunge- non tra qualche secolo”. La campagna del ministero, osserva, non e’ stata delle migliori: “Credo ci sia stata qualche sottovalutazione da un lato, delle iniziative superficiali, ma credo anche ci sia stata un’eccessiva strumentalizzazione da parte di chi ha dato un’interpretazione che non era nelle intenzioni di chi voleva trasmettere il messaggio, approfittandone. In quei messaggi non c’era assolutamente alcun intento discriminatorio”, assicura. “Il tema e’ serio- conclude Fucci- e il ministro fa bene ad affrontarlo”.

COCIANCICH: TEMA SERIO VA AFFRONTATO IN MODO SERIO, IMMAGINI INACCETTABILI

“Le immagini utilizzate sono assolutamente inaccettabili. Non hanno nessun senso e non c’entrano nulla col tema della fertilita’. Mi domando chi abbia avuto la pessima idea di utilizzarle”. Cosi’ commenta all’agenzia Dire il senatore Roberto Cociancich, a margine di un incontro stamani al Senato sul tema dei diritti umani. Ieri una nuova immagine per sponsorizzare la giornata del ‘Fartility Day’ lanciata dal ministero della Salute ha destato nuove polemiche, poiché giudicata razzista.

Per Cociancich la fertilita’ “e’ un tema serio e quindi va trattato in modo serio. Qui invece c’e’ stato un enorme scivolone. Bene aver rimosso il responsabile della comunicazione: questioni cosi’ complesse come la fertilita’ o la denatalita’ – le previsioni dicono che entro il 2050 la popolazione subira’ un calo di 10 milioni di persone – non possono essere affrontate in modo cosi’ grossolano, discriminando tra stili di vita o legando gli stili di vita alla fertilita’. Spero che da oggi si possa voltare pagina e ricominciare a discuterne in modo piu’ opportuno” conclude il senatore.

di Antonio Bravetti, Rachele Bombace e Alessandra Fabbretti

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22 settembre 2016
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