Fertility day, ecco cosa dicono i medici: “Il problema è reale” e “I giovani sono ignoranti”

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ROMA – Un “problema reale”. Su cui fare informazione è giusto e “non c’è nessuno scandalo”. Anzi, si tratta di un’informazione più che opportuna, dal momento che “i giovani sono ignoranti” ed evidenziano la carenza di nozioni di base, perfino a livello “anatomico”. Senza contare che la stragrande maggioranza (il 79% tra i 18 e i 22 anni) non ha mai visto un andrologo. E il 38% non sa nemmeno cosa vuol dire la parola “andrologo”. E ancora: “Quelle che oggi ha riportato il ministro Lorenzin sono le statistiche  che noi addetti ai lavori vediamo ogni giorno“. Ecco cosa dicono i medici- quelli che di infertilità e sterilità si occupano tutti i giorni nei corridoi degli ospedali- pensano del ‘famigerato’ Fertility day.

L’agenzia Dire ne ha interpellati un certo numero, di specializzazioni e città diverse, e ha raccolto la loro voce. Con sfaccettature diverse, il loro contributo va in un’unica direzione: l’idea di fare informazione su questi temi va nella giusta direzione. Qualcuno di loro dice apertamente che il messaggio “non è stato veicolato nel modo migliore”, ma la sostanza è un’altra cosa. E incentivare le persone a sottoporsi a controlli precoci per monitorare (e preservare) la propria fertilità è opportuno. Basta pensare che la consulenza preconcezionale negli Stati Uniti raggiunge il 60% mentre in Italia è ferma al 15-20%. Ecco cosa ci hanno detto gli esperti.

SCOLLO (SIGO): “INFERTILITA’ TEMA NAZIONALE, GIOVANI SONO IGNORANTI”

“Se 700.000 persone non riescono ad avere bambini è un problema della nazione e non del singolo, tant’è vero che infertilità e sterilità sono state riconosciute come malattie e inserite nei nuovi Livelli essenziali di assistenza. La sensibilità del ministro Lorenzin, quindi, è stata proprio quella di fare una battaglia in questo senso, affinché sia la omologa che l’eterologa fossero contenute nei Lea. Ora aspettiamo l’ufficialità”. Così il presidente della Società italiana di Ginecologia e Ostetricia, Paolo Scollo, interpellato dall’agenzia Dire in merito all’importanza della prevenzione alla fertilità.

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Paolo Scollo

“Bisogna fare prevenzione- prosegue Scollo- perché uno dei motivi di infertilità o sterilità è l’età avanzata della donna. La prevenzione, quindi, gioca un ruolo importante e non si può farla senza fare informazione, ecco perché nascono campagne di questo tipo, che sono motivate da una necessità di informare”. Oggi nel corso del Fertility Day, intanto, durante le tavole rotonde a Roma, Bologna, Padova e Catania sono state proiettate interviste a giovani ragazzi riguardanti il tema della salute sessuale. “In quei video- commenta il presidente della Sigo- si denota uno stato di ignoranza e non conoscenza né della fisiologia né, cosa ancora più grave, dell’anatomia. Questo è dunque un momento particolare, nel quale tutti noi dobbiamo rimboccarci le maniche anziché fare polemiche”. Ha infine concluso Scollo: “Bisogna capire perché i ragazzi non hanno le conoscenze e se c’è la necessità di aiutarli. So che c’è già un programma dei ministeri della Salute e dell’Istruzione finalizzato a questo. Ed è proprio su questo che bisogna lavorare”.

LENZI (SIE): “79% DEI GIOVANI MAI ANDATO DALL’ANDROLOGO”

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Andrea Lenzi

“Da un’analisi condotta su un campione di 16.800 ragazzi, di età compresa tra i 18 e i 22 anni, è emerso che il 79% non si è mai sottoposto ad una visita andrologica, il 38% ignora il significato della parola andrologo, e che la maggior parte dell’informazione sui temi legati alla sessualità deriva dagli amici e dai media, mentre si è rivolto ai propri genitori solo il 22,7% del campione”. Così il presidente della Società italiana di Endocrinologia, Andrea Lenzi, presentando oggi a Roma nel corso del Fertility Day i dati di un sondaggio emerso dalla campagna ‘Prevenzione in Andrologia – AmicoAndrologo’, un programma di comunicazione, informazione e prevenzione alla salute riproduttiva e sessuale, indirizzato ai giovani maschi frequentanti le ultime classi delle scuole secondarie, ideato e realizzato dall’Università Sapienza di Roma, in collaborazione con il ministero della Salute, la Società italiana di Andrologia e Medicina della sessualità e la Fondazione AmicoAndrologo Onlus.

“In merito alle abitudini sessuali- ha proseguito- il 69% dei ragazzi ha dichiarato di essere sessualmente attivo e di avere rapporti sessuali completi con età media al primo rapporto di 16,4; il 63% ha avuto invece rapporti non protetti, mentre solamente il 55,4 % di loro ha ricevuto una apparentemente sufficiente informazione sulla prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili”. Quanto invece alle disfunzioni sessuali, queste colpiscono “il 9,7% dei ragazzi- ha aggiunto ancora Lenzi- e di queste il 6,5% riguardano l’eiaculazione precoce. Il 2,1% dei giovani presenta invece ritardo eiaculatorio, anorgasmia o dolore eiaculatorio, mentre il 2,7% dichiara di avere disturbi dell’erezione”, ha concluso il presidente della Sie.

PORCU (SANT’ORSOLA BOLOGNA): “INFERTILITA’ PROBLEMA REALE”

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Eleonora Porcu

“Il ministro Lorenzin oggi non ha fatto altro che riportare le statistiche di tutte le persone infertili che noi addetti ai lavori, medici della riproduzione, vediamo quotidianamente. Ci sono tantissime persone in lista d’attesa per fare trattamenti di fecondazione assistita e comunque per arrivare ad una diagnosi o ad una risoluzione dei problemi di infertilità di coppia. Di fatto, quindi, questo è un problema reale”. Così Eleonora Porcu, responsabile del Centro di infertilità e procreazione medicalmente assistita del Policlinico universitario Sant’Orsola di Bologna, interpellata dall’agenzia Dire sul tema dell’infertilità.

“Quali sono le cause? Molte sono legate al malfunzionamento delle tube– prosegue Porcu- spesso determinate da malattie infiammatorie e sessualmente trasmissibili; in molti casi invece sono causate da endometriosi. Poi c’è tutta la parte che riguarda l’infertilità maschile, che è la metà delle possibili cause, e se una volta erano misconosciute adesso fortunatamente gli uomini si sottopongono volentieri ad uno spermiogramma e si riesce a fare una diagnosi”. Secondo l’esperta, quindi, uno spermiogramma dovrebbe essere fatto “sempre e comunque precocemente– sottolinea- anche indipendente dalla ricerca immediata di una gravidanza, in modo tale da fare una diagnosi precoci”. Aggiunge Porcu: “Lo stesso dovrebbero fare le ragazze anche da molto giovani: bisognerebbe prevenire le cause di infertilità, valutarle e monitorizzarle con qualche esame ormonale che faccia veder ad esempio i primi segni di menopausa precoce. Nessuno, infatti, sa che è molto più diffusa di quanto si creda; così, facendo un semplice prelievo di sangue con una certa regolarità, si può scoprire precocemente la tendenza alla menopausa precoce, ancora prima che si verifichino delle irregolarità mestruali”, conclude il responsabile del Centro di infertilità e procreazione medicalmente assistita del Policlinico universitario Sant’Orsola di Bologna.

NOIA (GEMELLI): “GIUSTO INFORMARE, NON C’E’ SCANDALO”

“Non capisco quale sia lo scandalo di voler aumentare la conoscenza e la consapevolezza della fertilità. Capisco che il messaggio non sia stato veicolato nel modo migliore, ma gridare allo scandalo come fosse un’azione ideologica lo ritengo sbagliato”. Lo ha detto, interpellato dall’agenzia Dire, Giuseppe Noia, primario al Policlino Gemelli di Roma, del reparto di Ginecologia e presidente dell’Associazione Ginecologi ed Ostetrici Cattolici. “Ricordo un dato: la consulenza preconcezionale negli Stati Uniti raggiunge il 60% mentre in Italia è ferma al 15-20%– spiega Noia- Quindi perché dobbiamo essere un Paese che non conosce i problemi intorno alla fertilità, alle malattie sessuali, agli impatti sull’equilibrio ormonale della donna? Il ministero della Salute intende informare i giovani per prevenire i comportamenti che portano alla sterilità. Mi pare, dunque, che non c’è alcuno scandalo”.

PICCONERI (NIKE MEDICAL CENTER): “PATRIMONIO RIPRODUTTIVO NON INFINITO”

giuseppina_picconeri“Settecentomila coppie in Italia cercano di avere una gravidanza e non riescono ad ottenerla. Molto spesso la causa è legata ad un problema di età, con una riduzione del patrimonio genetico e della qualità degli ovociti, ma non è soltanto quello: può infatti capitare più frequentemente che sorgano problemi durante il periodo cosiddetto fertile, che possono poi compromettere la fertilità futura. Pensiamo ad esempio all’endometriosi o alle malattie sessualmente trasmesse“. Così la ginecologa Maria Giuseppina Picconeri, responsabile della riproduzione assistita presso il ‘Nike Medical Center’ di Roma, interpellata dall’agenzia Dire sul tema dell’infertilita’.

“Il Fertiliy Day- ha proseguito- inaugurato oggi per la prima volta, ha posto l’accento su tutte quelle condizioni che possono essere causa di infertilità, ma anche sulle modalità grazie a cui possono essere prevenute. L’obiettivo è quello di informare le persone, soprattutto i giovani, della possibilità di poter eseguire diagnosi precoci e seguire degli stili di vita che possano portarci a preservare la fertilità. Ma soprattutto, bisogna aumentare la consapevolezza che il nostro patrimonio riproduttivo non è infinito”. Secondo l’esperta, quindi, quello che serve è “coordinare politiche sia dal punto di vista sociale sia economico sia ovviamente sanitario, che consentano a questa percentuale di coppie infertili di diminuire nel tempo. E magari anche quando consapevolmente si decide di posticipare la propria maternità ad un momento successivo, di preservarla attraverso il congelamento degli ovociti e dei gameti“. Nonostante le polemiche che ha suscitato la campagna del ministero della salute, ha concluso infine Picconeri, il messaggio del Fertility Day rimane quello “di preservare la fertilità a favore della natalità e di ottenere figli quando si è pronti e quando si vuole, conservando il proprio benessere fisico e riproduttivo. Ma tutto ciò può verificarsi solo se ci saranno le giuste conoscenze e informazioni”.

di Carlotta Di Santo, giornalista professionista

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22 settembre 2016
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