Sanità

Lorenzin apre il Fertility day: “Non contano polemiche, ma fatti”. Fuori flash mob/VD

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ROMA – “Era tanto che in Italia non si parlava di salute riproduttiva e mi rendo conto che a volte è difficile, può essere molto complicato, ma bisogna farlo. Non vivo in un altro mondo e le ultime polemiche le ho vissute tutte, una per una, e su queste avremo modo di discutere in altri luoghi per chi è interessato a questo aspetto. Quello che è veramente importante, però, non sono le polemiche ma i fatti, e i fatti sono che in questo momento 700mila persone vogliono avere un figlio e non riescono ad averlo“. Lo ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nel suo discorso di apertura al Fertility Day, la prima giornata nazionale dedicata all’informazione e formazione sulla fertilità umana, che si è da poco aperta nella Capitale, presso il Centro Congressi Roma Eventi di Piazza di Spagna, e contemporaneamente in altre tre città italiane (Bologna, Padova e Catania).

“I fatti- ha proseguito- sono che ci sono milioni di giovani che non sono informati sul tema della salute riproduttiva e che devono essere informati sui temi legati alla fertilità, che questi milioni di giovani fra quindici-vent’anni affronteranno la loro vita da adulti ed è nostro dovere oggi di metterli in condizione di essere in salute, come è nostro dovere oggi garantire che questo Servizio sanitario nazionale possa esserci tra vent’anni. Questo fa un ministero della Salute: programma con una visione di lunga durata, non occupandosi solo delle emergenze”. Ha concluso quindi il ministro: “Voglio per questo ringraziare i ginecologi e gli andrologi che tre anni fa mi hanno sollevato questo problema. I problemi veri vanno affrontati e quando non piacciono vanno affrontati lo stesso. Allora credo di raggiungere almeno un obiettivo, che domani ci siano sempre più persone che siano correttamente informate”.

di Carlotta Di Santo, giornalista professionista

PANCIONI FINTI E CLESSIDRE, A ROMA FLASH MOB CONTRO LORENZIN

“Noi non ce ne andiamo”, “fateci entrare” e “dimissioni”. Sono alcuni dei cori dei ragazzi del ‘Fertility fake‘, parodia del ‘Fertility day’, giornata nazionale sulla salute riproduttiva, indetta dal ministero della Sanità. Circa un centinaio di manifestanti – con tanto di pancione finto e clessidra in mano (simbolo della campagna del ministero) – si sono radunati a via del Babuino a Roma, dove è in corso un convegno sul tema aperto dal ministro Beatrice Lorenzin.

Parola d’ordine del flash mob è l’attesa. Ogni manifestante con un cartello dedicato, indica la propria: c’è chi aspetta una casa, chi il lavoro, chi un rinnovo di contratto e chi un reddito. Tutte attese “che non si conciliano con quella genitoriale” indicata dal ministro, hanno detto i manifestanti.

“Ministra la facciamo contenta- ha detto all’agenzia Dire una manifestante- siamo tutti qua con i pancioni in attesa. Ma non di figli perchè non possiamo permettercelo“. Questo perché “non viviamo in un Paese che ci permette di fare figli. Non c’è lavoro, non c’è reddito, non c’è un ambiente salutare che ci permette di procreare”. La clessidra “sta a indicare che il tempo è scaduto. Non possiamo più attendere delle politiche realmente conciliatorie anche della maternità e della paternità, come gli asilo nido, le scuole pubbliche che funzionano”, ha concluso.

di Ugo Cataluddi, giornalista professionista

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22 settembre 2016
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