Ischia, Cnr: “Isola ad alto rischio, ma tante case abusive”

ROMA  – “Ischia è una zona ad alto rischio sismico con un vulcano ancora non spento che può fare manifestazioni vulcaniche. Eppure si continua a costruire con criteri non antisismici. Questo è un fatto molto grave. La situazione sta fuggendo di mano: è vero che ci sono abitazioni antiche nei centri storici, costruite quando non c’era ancora la normativa antisismica ma è grave è che vengano costruite case nuove abusive in modo ‘fai da te'”. Lo spiega Paolo Messina, direttore Igag-Cnr, su Sky.

“L’ipocentro è stato ad una profondità bassa, intorno ai 5 km, e per questo i danneggiamenti sono stati molto cospicui nella zona epicentrale. Ma poi le onde si sono attenuate velocemente perché la magnitudo è stata bassa. Le zone colpite sono piccole ma il danneggiamento è stato intenso per la superficialità dell’evento“, conclude Messina.

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DI IORIO (GEOLOGO): MOLTE CASE A RISCHIO CROLLO

“Ischia è sempre stata una zona sismica. C’è stato già un violento terremoto che ha colpito Casamicciola e i territori circostanti il 28 luglio 1883, in cui sono morte 2.313 persone“, spiega il geologo Aniello Di Iorio, geologo e guida ambientale escursionistica che opera ad Ischia, in un’intervista all’agenzia di stampa DIRE.

“La problematica è complessa- spiega Di Iorio- nell’isola abbiamo principalmente due tipi di case, quelle di costruzione più antica, che avrebbero bisogno di manutenzione, che ovviamente non viene effettuata, e quelle di nuova costruzione, edificate in fretta e furia per eludere i controlli di polizia e incrementare il turismo. Dovremmo prendere esempio dal Giappone, soggetto a molti più terremoti, ma con case costruite a norma, che limitano abbondantemente i danni”.

La conferma dunque che i danni riscontrati sono eccessivi per un terremoto di magnitudo 4.0. “Ci sono molte case pericolanti che cadranno alla prossima minima scossa anzi, viste le condizioni in cui si trovano, non mi sento di escludere che potranno esserci ulteriori crolli nelle prossime ore”, afferma ancora il geologo.

“Al momento l’isola si sta svuotando, le persone hanno paura- aggiunge Di Iorio- tutti si dirigono verso il porto per andare via. Non ci si può avvicinare alle zone più pericolanti, sorvegliate dall’Esercito e dai Vigili del fuoco che stanno portando avanti le operazioni di soccorso”.

Noncuranza e poca memoria storica, sono dunque queste le cause dei danni: “E’ passato troppo tempo dal terremoto dell’83, e le persone lo hanno dimenticato. Ci auguriamo che dopo il sisma di oggi, si costruiscano nuove case conformi ai parametri antisismici, e che magari, fra tre, quattro generazioni, non vengano ripetuti gli errori per cui Ischia sta pagando oggi”, conclude infatti il geologo.

22 Agosto 2017
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