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Arci Guernelli: “Fuga di gas? Un insulto all’intelligenza”

BOLOGNA – Un “insulto all’intelligenza”. Così l’Arci Guernelli di Bologna giudica le ricostruzioni apparse oggi sulla stampa cittadina, che accreditano la fuga di gas come motivo per l’irruzione nella sede del circolo in via Gandusio, in occasione dello sgombero dello stabile Acer.

“L’unica fuga accertata ad oggi è quella dell’intelligenza dai cervelli di chi ha materialmente eseguito l’operazione di sgombero della scorsa settimana”, scrivono i responsabili dell’Arci Guernelli sulla pagina Facebook del circolo.

“A nostro avviso- affermano- l’indiscrezione secondo cui l’intervento all’interno del Guernelli sarebbe stato motivato da una fuga di gas, non convince”.

I responsabili del circolo dicono di voler “continuare, a costo di apparire ingenui, ad avere fiducia nella autentica volontà da parte di tutti i soggetti coinvolti di fare chiarezza e fornire spiegazioni serie e plausibili. E da questo punto di vista continueremo ad offrire la massima collaborazione”.

Ma, avvertono dal Guernelli, “non si insulti la nostra intelligenza e quella dell’opinione pubblica con ricostruzioni davvero surreali. Queste indiscrezioni parlano di una fuga di gas, ma nei fatti producono una fuga dalle responsabilità di quanto accaduto. Non vogliamo davvero credere che sia così”.

A dare man forte al circolo arriva anche il presidente Arci, Stefano Brugnara, che sempre su Facebook scrive: “Io non mi permetto di dire che ci siano intelligenze in fuga. Però queste indiscrezioni sono veramente allucinanti“.

Dal Guernelli ci tengono a sottolineare che “durante i tavoli ufficiali di discussione questa versione non ci è mai stata proposta” e si augurano che “la ricostruzione ufficiale dei fatti sia del tutto diversa e ci aiuti a fare davvero chiarezza sulle responsabilità sia materiali che politiche dell’accaduto”.

Dall’Arci Guernelli si chiedono prima di tutto “perché una spiegazione così semplice e comprensibile non ci è stata fornita immediatamente”, invece di aspettare “una settimana per venire a conoscenza di una cosa così grave, che avrebbe messo in gravissimo pericolo tutte le persone impegnate nelle operazioni e non solo”.

I responsabili del circolo sottolineano che “diversi dirigenti e volontari sono stati nei pressi di via Gandusio tutto il giorno, sin dall’inizio delle operazioni di sgombero. Se il pericolo fosse stato davvero quello di una fuga di gas, perché non chiederci le chiavi per entrare invece che forzare una porta di metallo con un flessibile?”.

Tra l’altro, criticano dal Guernelli, “se si sospetta una fuga di gas non ci pare particolarmente saggio usare uno strumento che tagliando il metallo produce scintille, con conseguenze facilmente intuibili. Qualcuno può credere che gli uomini delle Forze dell’ordine e il personale di Acer siano davvero così sprovveduti? Noi non lo crediamo affatto”.

E ancora, i volontari del circolo “dicono che vi erano due bombole: una vuota e l’altra in uso. E’ fisicamente possibile che una piccola bombola determini in un locale così ampio la fuoriuscita di una quantità di gas tale da essere percepita all’esterno”, si chiedono dal Guernelli, considerando il fatto che il circolo aveva chiuso all’1.30 e lo sgombero è iniziato alle 6.30.

In ogni caso, insistono dal circolo, “questa ricostruzione lascia irrisolte alcune questioni fondamentali”, a partire dalla chiusura per sei mesi a causa del cantiere fino al fatto che è “sparito l’incasso della serata precedente. Pare plausibile che siano state consumate birre e succhi di frutta in un ambiente saturo di gas? 18 porte sfondate e rese inservibili all’interno del circolo sono il risultato dell’inseguimento concitato del gas in fuga?”.

22 luglio 2017

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