Droghe. Le vecchie resistono ma il 'sintetico' spopola tra i giovani - VIDEO - DIRE.it

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Droghe. Le vecchie resistono ma il ‘sintetico’ spopola tra i giovani – VIDEO

Cannabis, cocaina e eroina? Anche ma non solo.

La morte del ragazzo di 16 anni in una discoteca di Riccione  (clicca qui per guardare i servizi e i video) ha acceso ancora una volta i riflettori sul consumo di sostanze stupefacenti da parte dei minori aprendo scenari inediti e inquietanti.

Se infatti le vecchie droghe sono comunque dure a morire – soprattutto la cocaina, sempre più la più amata dagli italiani di ogni età e classe sociale, meno l’eroina che sta riemergendo comunque dal dimenticatoio in cui era stata relegata nei primi anni 2000, mentre per quel che riguarda la cannabis si parla di legalizzazione – ciò che sembra far presa soprattutto sui più giovani è il ‘sintetico’. Parola d’ordine dei ragazzi che vanno in discoteca è ‘sballo’, non importa come, non importa grazie a chi o cosa. Ecstasy, Mdma, Ghb (detta anche ‘droga dello stupro’) e ogni tipo di pasticche spesso ingerite anche inconsapevolmente, tra fiumi di alcol. Sostanze facilmente reperibili nei locali notturni e con costi relativamente bassi, su cui è difficile intervenire, nonostante le campagne di prevenzione di Governo e enti locali, dentro e fuori le scuole. Anche perché non sempre la causa della loro assunzione è il disagio sociale, le difficoltà economiche o i problemi a scuola o in famiglia.

Secondo alcuni studi infatti, la causa del fenomeno è da ricercarsi nella pura e semplice ricerca dello sballo, del divertimento più sfrenato o dell’emozione estrema che l’alcol da solo non è più in grado di garantire. Ma soprattutto, nella paura comune tra molti adolescenti, di essere esclusi o di esser considerati ‘sfigati’ dal resto del gruppo.

Figlie del disagio sociale sono invece quelle sostanze low cost e ‘home made’, tipiche dell’Europa dell’est che tuttavia ancora non si sono affacciate nel nostro Paese. Tra tutte il cosiddetto Krokodil. Mix letale di sostanze (codeina, detersivi, olio, benzina e iodio) facilmente reperibili che  provoca la formazione di grosse piaghe e squame sulla pelle (da cui il nome di “coccodrillo”) e lo scioglimento delle ossa. Nei casi più gravi bisogna amputare gli arti colpiti, mentre l’aspettativa di vita per i tossicodipendenti è bassissima: da 1 a 3 anni.

https://www.youtube.com/watch?v=hf-baiNGXtA&feature=youtu.be

Il parere dello psicoterapeuta

“Stiamo ripetendo l’errore di sottovalutare la velocità dei pusher e la loro capacità creativa di far accettare le droghe più devastanti ai giovani” dice Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), commentando il caso del ragazzo sedicenne morto a Riccione.

L’IdO ha una équipe di psicoterapeuti esperti presenti negli sportelli d’ascolto e supporto psicologico delle scuole di Roma e del Lazio per prevenire il disagio e i comportamenti a rischio. “I ragazzi addirittura si comunicano che dopo le pasticche va fumata una canna per poter tornare più sobri a casa- prosegue lo psicoterapeuta- e noi ancora discutiamo se le pasticchette hanno disegnato sopra gli smile o si presentano con un colore accattivante… noi risultiamo inadeguati e obsoleti”.

Per Castelbianco “l’unica possibilità è informare i ragazzi per fargli conoscere de visu gli effetti negativi della droga”. Un valido esempio c’è: “Far permanere qualche giorno nei pronto soccorsi le persone che sono state sorprese a guidare una macchina in stato di ubriachezza- conclude- per mostrare loro cosa succede nei pronto soccorso stradali e quali sono gli effetti degli incidenti”.

Di Ugo Cataluddi – Giornalista

 

 

22 luglio 2015
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