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Maturità, alla prima prova anche brano di Sgarbi. Ecco il suo commento

sgarbiROMA – Il patrimonio italiano “è sconvolto”, la riflessione “è complessa”. Una riflessione a cui Vittorio Sgarbi non si sottrae, neanche quando commenta il tema del paesaggio scelto per le tracce dell’esame di maturità, ambito storico-politico.

Il paesaggio italiano “è un intreccio tra grande natura e grande storia, un patrimonio da difendere e valorizzare”, si legge nel passo della traccia che fa riferimento all’opinione del critico della storia dell’arte.

“Hanno consultato il mio libro ‘La Costituzione e la Bellezza’ scritto con Michele Ainis- spiega Sgarbi all’agenzia DIRE- È stata riportata una parte del mio discorso fatto a Napolitano. La riflessione sul pezzo è complessa, per difendere il paesaggio bisogna avere una concezione vera di quanto fatto contro una terra e non perdere tempo in inchieste come quelle che coinvolgono il Generale Mori”.

Il riferimento è alla visita dell’allora presidente della Repubblica al Comune di Salemi, quando Sgarbi era sindaco. Era l’11 maggio del 2010, l’occasione era una celebrazione “con cui anticipavo la ricorrenza dei 150 anni della Repubblica”.

Nel suo discorso, il critico lanciava l’allarme a proposito di mafia e pale eoliche: “In una successiva intercettazione, infatti, Riina disse che Matteo Messina Denaro aveva fatto i ‘piccioli’ con le pale”.

Dietro questo passaggio scelto per l’esame, sottolinea Sgarbi, “c’è molto altro, c’è tanto. E questo passaggio legato alla mafia tecnicamente non credo che i ragazzi impegnati nell’esame riusciranno a coglierlo“. Questo, e si arriva al discorso fatto a Napolitano, lo portò a chiedere al presidente il rispetto dell’articolo 9 della Costituzione: “Denunciavo la violenza contro il paesaggio della mafia con le pale eoliche sul territorio circostante. Una anomalia che mi spinse a chiedere a Napolitano il rispetto dell’articolo 9 della Costituzione“, ha spiegato sottolineando che “c’erano dei deficienti di prefetti che hanno sciolto il Comune per mafia, quando mafia non c’era”.

Il Comune di Salemi infatti, fu sciolto per mafia nel 2012. Ampliando il discorso, Sgarbi ha sottolineato che “dalla seconda metà degli Anni 90 le pale hanno sconvolto i paesaggi con la totale indifferenza e complicità di enti locali. Ho visto fiorire nel corso degli ultimi 11 anni pale eoliche in Calabria, Puglia, Sicilia e Campania. Quando ho cominciato a parlarne io si è detto che Sgarbi è pazzo- ha proseguito- Oggi non dico che la sensibilità per il patrimonio artistico è cresciuta, ma certamente ha determinato contraccolpi visibili”.

IL MIO ESAME? ERO BRAVO, È COME SE NON L’AVESSI FATTO – “Ero talmente bravo a scuola che è come se non lo avessi fatto”, ricorda Sgarbi: un ricordo non troppo nitido, vuoi per la bravura dello studente, vuoi perché non ci fu alcuna lite.

“I miei temi venivano letti dai professori e i miei compagni mi odiavano– prosegue il critico, che si è diplomato a fine Anni 60- Male che andava prendevo 9,5. All’esame di maturità ho vissuto di rendita. Non ho avuto panico, ero garantito e non scalfito dall’esame”.

La memoria ‘migliora’ pensando all’università: “Ricordo invece il mio primo esame all’università, era di letteratura“. Il voto non fu soddisfacente, per questo “allora insultai il professore perché osò darmi un voto così. Gli chiesi come si permetteva. Se gli dissi capra e ignorante? No, però glielo feci capire…“. Stesso andamento all’esame di laurea: “Anche lì, litigai. Infatti, anche quell’esame lo ricordo”.

22 giugno 2016
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