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In Italia nel 2017 -0,3% emissioni gas serra ma Pil +1,5%; Smog, xylella, nucleare: Italia deferita Corte Ue

IN ITALIA NEL 2017 -0,3% EMISSIONI GAS SERRA MA PIL

In Italia per il 2017 le prime stime mostrano una diminuzione delle emissioni nemiche del clima dello 0,3% a fronte di un incremento del PIL pari a 1,5%, confermando il disaccoppiamento tra la crescita economica e le emissioni di gas serra, andamento che sembra continuare anche nel primo trimestre del 2018 confermando l’efficacia delle misure messe in campo. Così l’Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera dei gas serra dell’Ispra. Il principale contributo alla diminuzione delle emissioni negli ultimi anni è da attribuire alla crescita della produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare idroelettrico ed eolico, e all’incremento dell’efficienza energetica nei settori industriali. Lo 0,3% di diminuzione “probabilmente è ancora troppo poco rispetto agli obiettivi sfidanti che il nostro Paese ha al 2030 e al 2050 però è sicuramente un segnale che ci dice che quella è la direzione giusta”, commenta Alessandro Bratti, presidente Ispra. L’istituto lancia anche una nuova rilevazione trimestrale delle emissioni nemiche del clima, un indicatore trimestrale che si abbini alle rilevazioni del Pil.

SMOG, XYLELLA, NUCLEARE: ITALIA DEFERITA CORTE UE

La Commissione Ue ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia europea per aver violato le norme sullo smog, non aver ottemperato alle indicazioni di abbattimento degli ulivi colpiti da Xylella e per la carente gestione dei rifiuti radioattivi. La decisione sull’inquinamento dell’aria si riferisce alla violazione dei limiti Ue per il particolato Pm10. Per quel che riguarda il batterio che fa seccare gli ulivi l’accusa è di non aver pienamente applicato le misure Ue, tra le quali l’abbattimento delle piante malate. Italia davanti alla Corte di giustizia Ue anche per i rifiuti radioattivi: non è stata infatti assicurata la piena conformità alla direttiva sul tema, in particolare sul fronte della notifica dei programmi nazionali di gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi.

COBAT: 5 MLN TONNELLATE RIFIUTI ELETTRONICI E PNEUMATICI AL RICICLO IN 30 ANNI

Più di 5 milioni di tonnellate – 20 volte il peso del Colosseo – di pile e batterie esauste, rifiuti elettronici e pneumatici gestiti negli ultimi 30 anni. Solo nel 2017 oltre 140 mila tonnellate di prodotti tecnologici raccolte, avviate al riciclo e trasformate in nuove risorse. Sono i numeri di Cobat, contenuti nel Rapporto annuale di attività. Nel 2017 Cobat si riconferma primo sistema di raccolta e di riciclo di pile e accumulatori in Italia con il 49,3% dell’immesso al consumo di accumulatori industriali e per veicoli e il 26,8% in quello delle pile e degli accumulatori portatili. Nel settore degli accumulatori al piombo, il Consorzio ha raccolto nel 2017 oltre 117 mila tonnellate in tutta Italia. In termini assoluti, Lombardia, Veneto e Campania raggiungono i migliori risultati rispettivamente con oltre 22 mila e più di 12 mila tonnellate per le ultime due Regioni.

E’ SETTIMANA BONIFICA ANBI, CON NOVITA’ FESTIVAL “TERREVOLUTE”

E’ iniziata sabato scorso e terminerà domenica la 17esima edizione della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, l’occasione che consente ai Consorzi di Bonifica di “aprire le porte” al territorio con centinaia di iniziative lungo la Penisola, come ha spiegato il presidente dell’ANBI, Francesco Vincenzi.

Quest’anno la Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione si arricchisce del Primo festival della Bonifica “Terrevolute”, una quattro giorni organizzata da ANBI Veneto e Università degli Studi di Padova che dal 24 al 27 maggio animerà il territorio di San Donà di Piave tra convegni, tour, mercatini, degustazioni e spettacoli, come ha spiegato il presidente di ANBI Veneto, Giuseppe Romano

RIFIUTI ELETTRONICI, ITALIA È FANALINO CODA IN UE

Con circa 5 kg per abitante di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti Raee, raccolti ogni anno, l’Italia rimane fanalino di coda in Europa, mentre Francia, Germania, Regno Unito, Irlanda, Austria e Belgio si posizionano oltre gli 8 kg e Svizzera e Norvegia arrivano addirittura a 15 kg. Questi alcuni dei dati emersi durante l’evento per il decennale di Ecodom, il principale consorzio di gestione dei Raee operante in Italia. La strada è ancora lunga: il tasso di ritorno dei Raee, cioè il rapporto tra quantità di rifiuti raccolti e quantità di apparecchiature vendute, nel 2017 è stato del 36%, molto lontano dagli obiettivi fissati dall’Unione europea. “Considerando che l’Ue ha fissato il target al 65% dell’immesso sul mercato per il 2019, è importante che lo Stato Italiano inizi a cercare attivamente i flussi di Raee nascosti, gestiti al di fuori del controllo dei sistemi collettivi”, avverte Giorgio Arienti, direttore generale Ec

22 maggio 2018
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