AREA ABBONATI - Accedi ai notiziari

DIRE LAVORO IN DIRETTA

Il lavoro in DIREtta, le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura

MODENA, IL 26 MOBILITAZIONE CONTRO JOBS ACT – Proseguono a Modena le iniziative di Cgil e Uil di contrasto al Jobs Act e alle politiche economiche del governo Renzi. Martedì 26 maggio è stata proclamata una nuova giornata di mobilitazione, sostenuta anche dalla proclamazione di scioperi provinciali di categorie e Rsu dell’industria e del terziario (è escluso il settore pubblico). Tre i presidi in provincia di Modena che si terranno la mattina dalle ore 9.30 alle 11 in diversi Comuni: a Castelnuovo Rangone (in via Allende 6) presso il polo delle industrie agroalimentari; a Bomporto di fronte alla Dinamic Oil (in via Togliatti 15); a Finale Emilia di fronte alla J Colors (in via Venezia 4).

 

UMBRIA, RITARDO DI 14 MESI SULLA CASSA DEROGA – “Apprendiamo con un certo stupore da alcune pagine di stampa che i finanziamenti per la copertura della cassa in deroga 2014 sarebbero stati liquidati in tempi da record, ma purtroppo per insufficienza di risorse  gli assegni per i lavoratori sarebbero più bassi fino ad un meno 25%”. Lo dichiara Giuliana Renelli della Cgil Umbria.

“Niente di tutto ciò ci risulta. Allora ci corre obbligo riportare le notizie per quelle che sono. I finanziamenti per gli ammortizzatori in deroga sono stati liquidati in 15 giorni dalla firma del decreto, ma non possiamo certo dire che sono stati tempi record da parte del governo, o meglio il record è semmai al negativo, erano infatti in arretrato di ben 14 mesi. Definirla come liquidazione  in tempi record ci sembra una farsa. Ma ancora – prosegue – ci piacerebbe  conoscere la fonte che comunica il taglio degli assegni per insufficiente copertura economica. I fondi assegnati alla nostra regione risultano infatti più che sufficienti per coprire finalmente l’intero 2014, anzi forse avanzerà anche qualche migliaia di euro. Non sarà invece che qualche assegno risulta più basso perché, come prevede la norma, dopo lunghi periodi di fruizione l’assegno si riduce?  Se così è, e non crediamo possa essere diversamente, chi si diverte sulla pelle di oltre 13.000 lavoratori e rispettive famiglie dando notizie false che generano allarme?”

Renelli dunque continua: “Piuttosto invece l’allarme c’è e riguarda tutti quei lavoratori per i quali sono stati accesi contratti di solidarietà di tipo B (quelli che riguardano le aziende con meno di 15 dipendenti) e per i quali il finanziamento sarà liquidato solo con la copertura degli ammortizzatori in deroga del 2015 e, se i ritardi saranno come quelli del 2014, per questi lavoratori c’è un rischio molto concreto che percepiranno l’ammortizzatore con ben 2 anni di ritardo. Non basta. Nonostante l’epocale ritardo già annunciato, il finanziamento previsto per questi contratti è in rosso di ben 50 milioni rispetto al fabbisogno reale. Questo sì è un allarme”, conclude.

 

ROMA, EDILI IN PIAZZA CONTRO BILANCIO COMUNE – “Gli edili di Roma e del Lazio saranno in piazza domani nella giornata di mobilitazione unitaria indetta da Cgil, Cisl e Uil per cambiare il segno del bilancio del Campidoglio e respingere le politiche dei soli tagli lineari”. Così Mario Guerci, segretario generale della Fillea Cgil di Roma e del Lazio.

“Cambiare gli indirizzi del Campidoglio – spiega – è possibile e necessario: siamo ancora in tempo e deve essere fatto guardando con attenzione a un settore, quello dell’edilizia, che qui a Roma ha visto sparire negli ultimi anni oltre 50mila posti di lavoro. Roma ha bisogno di investimenti per generare occupazione, ma anche perché le scuole devono essere messe in sicurezza, le strade riparate, il territorio messo al sicuro dai rischi idrogeologici: tutte cose indispensabili per disegnare il futuro di questa città. Bisogna poi ricordare – aggiunge il dirigente sindacale – che la nostra capitale detiene il record assoluto in materia di opere incompiute e di crescita dei loro costi: la metro C, la Nuvola, il corridoio della viabilità solo per citarne alcune, per non parlare poi delle periferie dove vive la stragrande maggioranza degli abitanti della città e che meriterebbero un trattamento decisamente migliore”.

 

AST TERNI, FIOM: DA GUIDI PAROLE FUORI LUOGO –  “Come Fiom Cgil di Terni apprendiamo con stupore, tramite dichiarazioni del Ministro allo Sviluppo Economico a mezzo di agenzie stampa, le ragioni per le quali ad oggi non è stato convocato l’incontro di verifica al Ministero stesso, come richiesto dalle organizzazioni sindacali, in merito alla vicenda Ast”. E’ quanto sottolineano le tute blu. “Alla base della non convocazione- spiegano- ci sembra di percepire un giudizio, da parte ministeriale, positivo rispetto all’andamento economico, produttivo ed occupazionale all’interno del Sito siderurgico e una sostanziale soddisfazione rispetto all’applicazione degli impegni presi il 3 dicembre 2015 al Mise”.

“Riteniamo, al contrario, indispensabile la verifica Ministeriale non solo perché prevista dall’accordo stesso, ma soprattutto perché registriamo criticità, più volte pubblicamente evidenziate, sullo stato di applicazione dell’accordo e sul raggiungimento degli obiettivi in esso contenuti”. “Come Fiom Cgil di Terni pensiamo che sia utile ed indispensabile riunire i soggetti firmatari dell’accordo ed ascoltare tutti i punti di vista, non solo quello aziendale, al fine di affrontare le problematiche esistenti e garantire il consolidamento, il rilancio e lo sviluppo delle produzioni Ternane. Rimaniamo stupiti di come si “liquidi”, a livello governativo, velocemente la vicenda Ast, sintomo di una scarsa conoscenza dei problemi e dell’approssimazione politica con la quale si affrontano i temi industriali in questo paese. Ci permettiamo di sottolineare che, alle porte di un voto politico regionale, non è questo il metodo per arginare il fenomeno dell’anti-politica, ormai dilagante nel paese, né tantomeno per riconquistare la fiducia dei cittadini e dei lavoratori. Ci teniamo a precisare infine che i silenzi di alcuni e le adesioni di altri, alle unilaterali dichiarazioni aziendali, non modificheranno le radicate opinioni presenti tra i lavoratori, conseguenza di quanto loro stessi quotidianamente vivono”, concludono.

22 maggio 2015

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»

DIRE

DIRE.it – Documenti Informazione REsoconti dal 1988