L’allarme dell’Enea: entro il 2050 possibili 200 milioni di profughi per il cambiamento climatico

migrantiROMA – Secondo le stime oltre 157 milioni di migranti lo sono per cause ambientali. Ondate di calore sempre più frequenti, ‘invasioni’ biologiche nel Mediterraneo e milioni di profughi ambientali. Sono alcune delle conseguenze dei cambiamenti climatici evidenziate nello speciale della rivista Enea ‘Energia, Ambiente e Innovazione’ dedicato a ‘Dopo la Cop21, nuove proposte sul clima’, pubblicato in occasione della Giornata Mondiale della Terra di oggi (www.enea.it) e della ratifica, a New York, presente il presidente del Consiglio Matteo Renzi, dell’accordo raggiunto a Parigi lo scorso dicembre alla Cop21 (LEGGI QUI). L’accordo entrerà in vigore 30 giorni dopo la ratifica da parte di almeno 55 Paesi, che producano complessivamente almeno il 55% delle emissioni globali. Secondo stime riportate dalla rivista ENEA, “dal 2008 al 2014, oltre 157 milioni di persone hanno dovuto abbandonare le loro zone d’origine e, si calcola, che entro il 2050, potrebbero diventare 200 milioni“. Per l’International organization of migration (Iom), invece, “sarebbero tra i 25 milioni e 1 miliardo il numero di coloro che potrebbero migrare nei prossimi 40 anni a conseguenza dell’emergenza clima”.

Secondo l’United nation environment programme (Unep), l’agenzia ambientale Onu, “sono essenzialmente tre gli aspetti sui quali peserà l’influenza del cambiamento climatico- riferisce Enea- l’innalzamento della temperatura, che porterà in alcune aree alla riduzione della produttività agricola e alla degradazione dei suoli; l’aumento del numero e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi, che interesserà un numero sempre maggiore di persone ed insediamenti; l’innalzamento del livello del mare, che danneggerà le aree costiere determinando lo spostamento permanente di intere popolazioni”. Numerosi i temi in sommario nello speciale della rivista Enea ‘Energia, Ambiente e Innovazione’ dedicato a ‘Dopo la Cop21, nuove proposte sul clima’all’insegna di un approccio integrato agli aspetti economici, sociali ed ambientali della questione climatica”. La rivista approfondisce anche l’accordo di Parigi, con un’analisi curata direttamente dai delegati Enea al Summit.

22 Aprile 2016
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