Emilia Romagna

A Modena “caccia” agli istrici per salvare i fiumi. Poi vengono liberati

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MODENA – Li hanno catturati per mettere in sicurezza gli argini dei fiumi e sabato li libereranno in un bosco, in una zona scelta in accordo con il Comune di Prignano, in provincia di Modena, e la Protezione civile. I protagonisti di questa storia sono sei istrici che nelle scorse settimane sono stati catturati lungo i fiumi Secchia e Panaro: gli istrici, spiegano i responsabili del Centro fauna “il Pettirosso” di Modena, sono una specie assolutamente non pericolosa e non si può cacciare. Andavano però spostati affinchè le loro tane non mettessero a rischio i fiumi. Ed è lo stesso motivo per cui negli ultimi mesi sono state chiuse 750 tane di nutrie, volpi, istrici e tassi.

fiumeIl  piano per mettere in sicurezza gli argini è stato avviato di recente dalla  Provincia di Modena. Prevede un programma di cattura, utilizzando apposite gabbie, e poi il trasferimento degli istrici, in altre aree del modenese, il tutto a cura dei volontari del Centro fauna. Il progetto, il primo in Italia con queste modalità, ha l’obiettivo di garantire una maggiore sicurezza degli argini ed è finanziato con un contributo di 100.000 euro, dal commissario delegato alla Ricostruzione Stefano Bonaccini, con il coordinamento della Provincia, in collaborazione con gli Atc e con il parere favorevole di Ispra e del ministero dell’Ambiente.

L’iniziativa fa parte di una strategia complessiva per la sicurezza idraulica che prevede il monitoraggio delle tane (chiuse finora oltre 750 tane di animali tra nutrie, volpi, istrici e tassi), oltre all’adeguamento strutturale del sistema arginale di Secchia e Panaro, la ripresa di frane puntuali e l’adeguamento del sistema delle casse di espansione. E domenica 24 aprile a Fiumalbo, sempre i volontari del Centro fauna libereranno quattro caprioli, salvati e curati nei mesi scorsi; la liberazione è dalle ore 16 nella località Valle delle Selve con la presenza di bambini e del sindaco Mirto Campi.

22 aprile 2016
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