Friuli Venezia Giulia

Turismo, ecco la strategia di gestione Dolomiti Unesco

neve_montagnaTRIESTE – La strategia complessiva di gestione del sito Dolomiti Unesco punta sul turismo. E’ questo uno degli assi sviluppati dal documento che oggi la giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha recepito, dopo l’approvazione avvenuta lo scorso dicembre da parte del consiglio di amministrazione della Fondazione “Dolomiti Unesco” e di cui fanno parte, oltre alla nostra regione rappresentata dall’assessore alle Infrastrutture e Territorio, Mariagrazia Santoro, anche la Regione Veneto e le Province autonome di Trento e Bolzano.
L’obiettivo principale della strategia in campo turistico è quello di orientare la fruizione delle Dolomiti Unesco verso modelli ecologicamente sostenibili, incidendo soprattutto nella gestione dei flussi, nel contrasto ad un uso scorretto del territorio, nel potenziamento di una mobilità meno impattante.
Si tratta di un piano particolarmente corposo poiché ha come orizzonte la gestione di questo bene da qui ai prossimi 25 anni, fissando alcune linee di azione di breve, medio e lungo periodo e affiancandosi al percorso partecipativo denominato appunto “Dolomiti 2040”.
Oltre alla conservazione del patrimonio naturalistico, la strategia di gestione punta dunque anche ad accrescere la qualità del turismo in quest’area, ad esempio rivedendo la distribuzione dei flussi turistici durante l’arco dell’anno per evitare picchi stagionali o ripensando il sistema di accessibilità, come evidenzia l’assessore regionale.
 Dal punto di vista infrastrutturale andrà migliorato il trasporto pubblico, con l’utilizzo di mezzi a basso impatto. Parallelamente sarà importante riqualificare i passi dolomitici, che non rappresentano solo le porte di accesso al sito per i visitatori ma devono permettere anche le cosiddette “connessioni ecologiche per la biodiversità”, ovvero dei corridoi di collegamento tra aree diverse, per consentire il passaggio della fauna selvatica.
Nel 2009 l’Unesco ha iscritto le Dolomiti tra i Patrimoni naturali dell’umanità. Si tratta di un Bene complesso sia dal punto di vista geografico che amministrativo, composto da nove Sistemi ed esteso su 142mila ettari in 5 Province e 3 Regioni.
Nel 2010 nasce, in accordo con UNESCO, la Fondazione, il cui compito è garantire una gestione efficace del Bene seriale, favorirne lo sviluppo sostenibile e promuovere la collaborazione tra gli Enti territoriali che amministrano il proprio territorio secondo diversi ordinamenti.

22 aprile 2016
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