Malawi, il missionario: “Dopo il ciclone doniamo il grano”

Un sacco di grano per chi ha perso il raccolto e, sopravvissuto al ciclone, ora rischia la fame: è l'impegno dei missionari monfortani
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ROMA – Un sacco di grano per chi ha perso il raccolto e, sopravvissuto al ciclone, ora rischia la fame: è l’impegno annunciato in Malawi dai missionari monfortani, che rivolgono un appello alla solidarietà anche agli italiani. “Oltre alla distruzione delle case, per tantissime famiglie c’è anche il dramma della perdita del raccolto” scrive padre Piergiorgio Gamba, bergamasco, animatore della newsletter ‘Tam Tam’.

“A chi è più provato dall’alluvione e a chi ha perso il raccolto in cui sperava per sopravvivere alla fame vogliamo poter offrire un sacco di grano”. I missionari calcolano che 50 chilogrammi di granturco costano circa 10mila kwacha, l’equivalente di 12 euro. “Per i giorni a venire, quando l’acqua si sarà ritirata e i villaggi avranno contato i loro morti, un sacco sarà il dono migliore per chi deve ricominciare daccapo con una nuova capanna e un nuovo campo da seminare” scrive padre Gamba.

“Vorremmo aiutare in particolare tutti gli orfani del Malawi, i più poveri, ché non si sentano abbandonati”. Secondo i missionari, i distretti più colpiti sono quelli meridionali, anche in conseguenza dell’esondazione del fiume Shire, al confine con il Mozambico.

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“Le piogge purtroppo non diminuiscono – riferisce padre Gamba – e la Protezione civile ha diramato l’allerta per il rischio di allagamento della città di Zomba, antica capitale del Malawi, oggi sede di un’università”. Con raffiche di vento anche a una velocità di 170 chilometri orari, il ciclone ha sferzato sia il Malawi che il Mozambico e lo Zimbabwe. Le vittime accertate a oggi sono circa 440. Migliaia gli sfollati. Il presidente dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa, ha annunciato per il fine-settimana due giorni di lutto nazionale.

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22 Marzo 2019
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