Incendio nella nuova tendopoli San Ferdinando, muore un senegalese di 32 anni

Il rogo si è sviluppato in un a tenda dove erano presenti alcuni cavi elettrici: al momento dell'incendio c'era solo l'uomo che poi è morto. Accertamenti in corso
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ROMA – Un migrante è morto nella notte, a causa di un incendio che si è sviluppato nella nuova tendopoli di San Ferdinando, in Calabria, costruita poco lontano dalla vecchia baraccopoli che è stata smantellata nelle scorse settimane. La tendopoli è stata realizzata dal Comune ed è ora gestita dalla Caritas.

La vittima potrebbe essere un uomo di 32 anni originario del Senegal. Sembra infatti che sia stata ritrovata una tessera sanitaria dalla quale è stato identificato il codice fiscale.

Al momento dell’episodio la tenda era occupata da un solo uomo e grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco, che hanno un presidio fisso presso l’area, si è evitato che il fuoco interessasse le altre strutture.

Non sono ancora chiare le cause per  cui si è innescato l’incendio: per chiarirlo, sono al lavoro Polizia scientifica e Vigili del fuoco. Nella tenda in cui è partito il rogo, una tenda da sei, sembra ci fossero alcuni cavi elettrici. L’uomo era da solo, ha reso noto il prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, nel corso della riunione tecnica di coordinamento delle forze dell’ordine, alla quale ha preso parte anche il procuratore capo di Palmi Ottavio Sferlazza.

L’area da tempo è oggetto di un progressivo programma di dislocazione dei migranti nei comuni della Piana di Gioia Tauro, con l’obiettivo di superare la soluzione dell’area con tende. Nella vecchia baraccopoli smantellata nelle scorse settimane erano successi molti episodi di incendi. Tre i migranti morti in un anno.

INCENDO TENDOPOLI, USB: SERVE PIANO INSERIMENTO DIFFUSO

“Un altro bracciante è morto questa mattina a San Ferdinando, bruciato vivo in un rogo nella nuova tendopoli. Cioè quella costruita con la controfirma dello Stato e degli enti locali. Chiediamo che sia fatta piena luce sulle circostanze di questa tragedia”. Così i sindacalisti dell’Usb Calabria e il coordinamento lavoratori agricoli Usb, in merito alla morte di uomo nella tendopoli di San Ferdinando (RC).

“È la peggiore conferma agli allarmi inascoltati dell’Unione sindacale di base – hanno aggiunto – che da anni si batte affinché la soluzione agli immani problemi dei lavoratori della piana di Gioia Tauro passi per il riconoscimento dei diritti salariali e previdenziali e per l’insediamento abitativo diffuso, attuando cioè il piano che prevede il riutilizzo delle migliaia di case sfitte o abbandonate della zona”.

“È anche la peggiore conferma di quanto strumentale e disumana sia la linea del ministro dell’Interno, nonché senatore eletto in Calabria, Matteo Salvini – ha precisato l’Usb – l’uomo che non più tardi di due settimane fa si vantava di aver risolto ogni problema demolendo le baracche di San Ferdinando”. “Non è con le tendopoli o con altre soluzioni emergenziali che si metterà fine alla condizione disumana nella quale vivono e lavorano i braccianti di San Ferdinando. L’Usb – concludono – torna a chiedere a gran voce che venga riavviato il progetto per l’insediamento abitativo diffuso al fine di dare dignità a questi uomini e donne impegnati nella raccolta degli agrumi”.

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22 Marzo 2019
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