Autismo, Ido: “Scarsa attenzione a comportamenti stereotipati”

magda di renzoROMA – “È stata scarsa l’attenzione data negli ultimi anni ai comportamenti stereotipati, liquidati semplicemente come attività non adattive e non funzionali. Invece i comportamenti, anche quelli definiti atipici e bizzarri, hanno un loro significato nella storia del bambino con autismo”. Lo afferma Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO). La psicoterapeuta dell’età evolutiva ha scritto il capitolo ‘Quando il rituale diventa comunicazione e reclama una risposta’ nel libro ‘Lo spettro autistico’, a cura di Paola Binetti. Il testo sarà presentato in occasione della Giornata Mondiale dell’autismo a Roma il primo aprile nell’Aula Valori dell’Università Lumsa, in via di Porta Castello 44 dalle 15 alle 18.

“Il non adattivo- continua Di Renzo- è messo in relazione con la prestazione e non con i bisogni interni. Per questo è necessario aprire una riflessione sul significato adattivo che questi comportamenti hanno per il minore”. Nella letteratura internazionale attuale, prosegue l’esperta, “si comincia a dare importanza a questi comportamenti interpretandoli come difese rispetto a un eccesso di sensazioni ed emozioni che il bambino autistico proverebbe senza essere in grado di racchiuderle in uno schema cognitivo. Mi riferisco alla teoria di Smith dello squilibrio empatico- chiarisce Di Renzo- che sovverte alcune idee pregiudizievoli sul bambino autistico. Il minore con autismo si difenderebbe attraverso stereotipie rituali e comportamenti bizzarri proprio da un eccesso di reattività”.

Nelle biografie di soggetti autistici “si ritrovano descrizioni di questi momenti in cui il soggetto è invaso da stimolazioni provenienti dall’esterno e trova, come ad esempio la famosa Temple Grandin– ricorda la responsabile del servizio terapie dell’IdO- la soluzione in un abbraccio meccanico”. I comportamenti stereotipati “vanno allora integrati nel resto dell’osservazione, perché possono dirci molto sul funzionamento del bambino. Oltre ad essere canali d’informazione sono anche canali di comunicazione e non possono essere eliminati d’emblée. Questo rischierebbe di depauperare il bambino di uno strumento importante- conclude la psicoterapeuta dell’età evolutiva- e di spostare o aumentare le stereotipie e i rituali in altri campi”.

Il seminario del primo aprile, dal titolo ‘Il Punto sull’Autismo’, avrà come relatori gli autori del volume insieme ad esperti di Psicologia, Metodologia Didattica, Pedagogia Speciale e rappresentanti delle istituzioni. Tra questi: Gennaro Iasevoli, direttore del Dipartimento di Scienze Umane LUMSA; Paola Binetti, esponente della commissione Affari sociali della Camera dei Deputati; Raffaele Ciambrone, dirigente Ufficio VII Disabilità – Direzione Generale per lo Studente(Miur); Italo Fiorin, professore di Didattica e Pedagogia Speciale LUMSA; Magda Di Renzo, responsabile del servizio terapie dell’Istituto di Ortofonologia; Nino Cartabellotta, presidente GIMBE, (Gruppo Italiano per la Medicina basata sulle Evidenze); Margherita Di Paola, ricercatore di Psicobiologia e Psicometria Lumsa; Nicoletta Rosati, ricercatore di Didattica e Pedagogia Speciale Lumsa; Corrado Sessa, genitore. Modera il seminario Maria Cinque, docente di Didattica e Pedagogia speciale della Lumsa. Per partecipare occorrera’ registrarsi scrivendo a [email protected] A tutti i partecipanti sarà offerta in omaggio una copia del libro di Paola Binetti Lo spettro autistico. La legge e i suoi risvolti clinici e sociali’ Edizioni Magi, 2016.

22 Marzo 2016
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