Politica

Laura, figlia di Mattarella: “Tutti dovrebbero visitare un campo profughi”

laura mattarella_africaROMA – “Tutti dovrebbero visitare un campo profughi, prima o poi. Soprattutto chi dice che bisogna lasciarli là dove stanno. È necessario aiutarli a migliorare le loro condizioni di vita, a crescere: non possiamo confinarli in un campo, limitarci all’assistenza”. Così Laura Mattarella, figlia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nella sua prima intervista rilasciata al settimanale ‘Chi’, che l’ha seguita nel viaggio di Stato con il padre in Africa, commenta la visita, effettuata in forma privata, al centro di rieducazione Promhandicam, fondato a Yaoundé dal missionario trentino padre Sergio Ianeselli.

Il settimanale diretto da Alfonso Signorini pubblica anche le immagini esclusive della visita. E per la prima volta Laura Mattarella rompe il velo di riservatezza e parla di sé e del padre. “È stata mia madre ad influenzarmi, prima di tutto: lei ha fatto molto per gli altri senza mai apparire. È un aspetto in cui credo di assomigliarle, ma capisco che la visibilità sia fondamentale per la sopravvivenza di questi centri. E, del padre, racconta: “Siamo sempre stati molto uniti. Prima di essere eletto Presidente, cenava a casa nostra tutte le sere. Confesso che le mie figlie temevano che il suo nuovo compito l’avrebbe allontanato dalla famiglia. Invece, nonostante i suoi impegni lo portino doverosamente in giro, resta un nonno affettuosissimo”. E alla domanda su come riesca a conciliare il suo lavoro di avvocato con la famiglia e l’importante impegno al fianco del Presidente Laura Mattarella risponde: “I miei figli sono grandi e per ora ho messo da parte il lavoro. Mi piace stare con mio padre e spero di essergli utile. Ma senza sacrificare la famiglia: seguo molto i miei figli, da sempre. A loro dico spesso: “Un altro avvocato sicuramente si trova, un’altra mamma no”“.

22 marzo 2016
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