A Firenze una "fiera 2.0", unita a Leopolda e Teatro dell'Opera - DIRE.it

Toscana

A Firenze una “fiera 2.0”, unita a Leopolda e Teatro dell’Opera

FIRENZE – Un unico e più grande polo fieristico fiorentino con la stazione Leopolda e il teatro dell’Opera uniti agli asset storici della Fortezza e del Palacongressi. Lorenzo Perra, assessore a bilancio e partecipate di palazzo Vecchio, mette la freccia, immagina un “polo fieristico 2.0” per il capoluogo e gela così le speranze del sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, che proprio ieri aveva invitato Firenze a un’alleanza regionale allargata a Carrara.

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Lorenzo Perra

“In un’ottica toscana, l’idea dei poli allargati è politicamente e culturalmente accattivante- risponde Perra alla ‘Dire’- però poi tutte le cose vanno valutate e analizzate bene: vanno visti i numeri, ne va capita la coerenza, il senso di un’operazione comune”, fino “all’analisi dei perché si parla di crisi della struttura aretina”. Liquidato Ghinelli, Perra affronta la vera priorità dell’amministrazione fiorentina: il restyling e il potenziamento della Fortezza. Un progetto da circa 60 milioni di euro– per la demolizione e la ricostruzione del padiglione Cavaniglia, il restauro dello Spadolini e il rifacimento del camminamento murario del complesso- portato avanti a braccetto con la Regione, la Città metropolitana e la Camera di commercio che ci ha messo il capitale. In questa fase, quindi, “sono due i fronti che ci vedono impegnati: da una parte i lavori che seguiranno gli investimenti; dall’altra- spiega ancora Perra- ridisegnare e ripensare la gestione della Fiera“, dibattito stimolato da Leonardo Bassilichi, il numero uno della Cciaa fiorentina e dalla Regione. Palazzo Vecchio ci sta: “vorremmo entrare nel merito” della questione, sottolinea Perra.

firenzeUn’operazione favorita anche nel timing di cassa, visto che proprio ieri il presidente della Fiera, Luca Bagnoli, ha annunciato le dimissioni perché è stato raggiunto il risanamento dei conti, con 66.000 euro di utili: “Alla luce dei risultati considero concluso positivamente il compito affidatomi dalla Regione”. Il piano, in pratica, è quello di mettere insieme i quattro contenitori che stanno l’uno vicino all’altro: il Palacongressi, la Fortezza da Basso, l’ex stazione Leopolda e il Teatro dell’Opera. “L’idea è creare un modello di gestione coordinato e non concorrenziale” dei quattro spazi, “una sorta di Firenze Fiera 2.0“, immagina l’assessore Perra. Un sistema in cui gli immobili gestiti direttamente dalla Fiera (Fortezza e Palacongressi), “tendenzialmente possano essere gestiti in maniera coordinata, unitaria”, tenendo insieme anche “la Leopolda, quando sarà decisa la proprietà (visto che il Comune sta definendo l’acquisto della struttura messa in vendita da Ferrovie, ndr), e il Teatro dell’Opera nei giorni non utilizzati dal Maggio musicale fiorentino”.

di Diego Giorgi, giornalista

22 marzo 2016
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