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Artigianato, Serracchiani: “Comparto vitale”

artigianato (700 x 481)ROMA – “L’artigianato è settore di grande importanza e vitalità in Friuli Venezia Giulia, una regione che per lo più è costituita da un tessuto diffuso di piccole e piccolissime imprese. Siamo consapevoli che stiamo ancora attraversando una situazione di crisi, che anche il comparto artigiano sta scontando pesantemente ‘nei suoi numeri’, ma riteniamo che ci siano tutte le condizioni per risollevarci: Il Friuli Venezia Giulia è stato modello di rinascita, e può tornare ad esserlo”. La presidente della Regione Debora Serracchiani ha così commentato lo stato del sistema dell’artigianato locale e le sue prospettive in un Friuli Venezia Giulia che sta comunque iniziando a vedere i primi, “timidi”, segnali di ripresa, concludendo oggi a Udine le celebrazioni indette dalla Confartigianato friulana per San Giuseppe artigiano e per la consegna a 33 imprenditori artigiani degli attestati di benemerenza.

Per la presidente Serracchiani, che ha ricordato come nel nostro territorio ci sono aziende che soffrono, lavorano, che rappresentano appieno la “faccia migliore” del Friuli Venezia Giulia, per affrontare la crisi bisogna partire dalle “cose fatte”, anche con la collaborazione della stessa Confartigianato, e da quelle “che ci tengono assieme”, in un tessuto d’impresa forse diverso da altre realtà, “in cui imprenditori e lavoratori stanno assieme”.

Serracchiani ha poi sottolineato le iniziative che sono state portate avanti in questo periodo, in modo particolare affrontando il nodo del credito al sistema industriale, “rinforzando gli strumenti e semplificando l’accesso al credito” agendo su Mediocredito (che ha recuperato le sue funzioni originarie, ha abbattuto il debito, ha aumentato del 30 per cento gli interventi) e sul sistema del credito cooperativo, e puntando al rilancio del settore manifatturiero.

Per la prima volta il riordino delle politiche industriali regionali ha riguardato anche la dimensione della piccola e piccolissima impresa, anche artigiana, ha indicato, che spesso rappresenta l’indotto della grande industria, citando Electrolux Pordenone, dove proprio quest’indotto “conta” circa cinque mila addetti.

Credito, dunque, e riordino, ma necessariamente anche tutto un coacervo di provvedimenti regionali per stimolare gli investimenti: prodotti anche “diversi”, ma tutti utili per rimettere in moto l’economia, quali la legge per la semplificazione urbanistica ed edilizia o la norma che abbatte del 50 per cento l’intervento finanziario del privato per lavori di efficienza energetica nelle proprie abitazioni, accanto alle riforme quali quelle per la riduzione dei costi della politica e per ridisegnare il nostro sistema delle Autonomie.

Riforme, però, “non accettate” da chi non vuol cambiare, ma che oggi occorre assolutamente fare.

22 marzo 2015

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