Venezia, Brugnaro contro Toninelli: “A Roma non sanno nulla della laguna, dove metto le navi?”

Il sindaco di Venezia sbotta dopo l'incontro a Roma con Toninelli: "Non puoi pensare di tenere le navi in mare. Facciamo pure tutte le verifiche del mondo. Fra tre mesi ci diranno quale sarà il porto in mare da fare e fra tre mesi le dirò cosa ne penso"
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ROMA – “Sono stato l’altro giorno a Roma a parlare con Toninelli” e “devo dirlo, c’è qualcuno che della laguna non sa nulla“. Attacca a muso duro il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, oggi a palazzo Ducale per l’inaugurazione della mostra su Canaletto. “Io dico che il porto serve, altrimenti Venezia è morta“, prosegue il sindaco. “Non puoi pensare di tenere le navi in mare. Ho detto bene ministro, bene. Andiamo avanti così, facciamo tutte le verifiche del mondo. Fra tre mesi ci diranno quale sarà il porto in mare da fare e fra tre mesi le dirò cosa ne penso“.

Attacca ancora Brugnaro: “Sarà dopo le elezioni europee, così chi li ha votati, i comitati, non diranno né bene né male. Io invece dico che il porto è necessario, insisto”. “Basta strumentalizzare, tutti siamo d’accordo che le grandi navi devono andare fuori dal bacino di San Marco e canale della Giudecca. Ma se poi mi blocchi le vie alternative, ti devi assumere la responsabilità”, evidenzia il sindaco. “Sarebbero stati processati probabilmente qua davanti al Todaro per alto tradimento alla città, questa gente”.

E per quanto riguarda lo scavo dei canali, “i veneziani quelli veri, non quelli doc che sono nati qua, quelli che sono veneziani come cuore, come spirito, come cultura, quei veneziani lì hanno deviato i fiumi perché la laguna non si interrasse. Avevano organizzato il magistrato alle acque perché il pericolo più grande per Venezia è che si interri la laguna. L’altro giorno un battello è andato in secca con 10 persone a bordo, e non per incapacità del pilota, non perché c’era la nebbia, ma perché non stiamo scavando i canali, i ghebi, ci vuole la profondità. I veneziani con i badili, a quel tempo c’era la malaria, erano altri tempi, altre condizioni, non c’erano ruspe, a mano hanno arginato il Brenta e il Sile”.

Mentre “oggi sentiamo delle bestialità su queste cose qua”. Quindi “non è che sono a far niente, sono a battagliare con l’ignoranza, contro la superbia, contro l’arroganza, tanta arroganza. Poca cultura. O forse troppa, al punto che si sono confusi”.

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22 Febbraio 2019
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